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Giovedì 24 Novembre 2011

Serve un piano nazionale per il territorio

Il Ministro dell'Ambiente ha incontrato i sindaci dei comuni alluvionati. Il tema delle risorse e delle normative. Bisogna cominciare a parlare di prevenzione
Serve un piano nazionale per il territorio

Oggi in Regione abbiamo avuto un’intensa riunione operativa sull'alluvione, con il neo-ministro dell'Ambiente Clini, il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, il presidente della conferenza Stato-Regioni Vasco Errani e i sindaci dei comuni colpiti. Abbiamo buttato sul tavolo tutti i problemi, dalle cause, alle difficoltà che incontriamo adesso, fino alle soluzioni che si potrebbero prospettare.

Il Ministro per quattro ore ha ascoltato uno per uno i sindaci per farsi un quadro completo. Lavora da una settimana da ministro, ma conosce l'ambiente da trent'anni, e ha capito bene che siamo di fronte a due tematiche rilevanti: c'è bisogno di una quantità enorme di risorse e forse bisogna rivedere alcune procedure. Sono sicuro che oggi tornerà a Roma con la consapevolezza che qui abbiamo bisogno di una mano.

Quella vissuta dalla Liguria è la prima grossa alluvione che si confronta col nuovo quadro normativo definito dal Milleproroghe. Pensare di affrontare gli interventi di emergenza aspettando di avere il parere preventivo della Corte dei Conti è molto complicato: bisogna avere dei controlli, però c’è anche bisogno di intervenire molto rapidamente.

Altro discorso quello delle risorse. Clini non è venuto ad annunciarci cifre; d'altronde si è insediato da una settimana e il quadro economico resta quello che conosciamo. Per i Comuni grandi, come Genova, che i soldi li avrebbero ma non li possono spendere, si potrebbe allentare il patto di stabilità; per quelli piccoli che hanno una capacità di spesa limitata dobbiamo intervenire direttamente. Abbiamo anche bisogno di capire se per la moratoria fiscale c'è spazio per qualcosa che vada oltre la semplice "comprensione" dell'Agenzia delle Entrate.

A livello nazionale dobbiamo cominciare a programmare interventi di prevenzione perché ci risparmieremmo lutti terribili, oltre a risparmiare denari pubblici. Qui a Genova avevamo anche capito cosa fare, in alcuni casi avevamo anche i progetti esecutivi pronti ad andare in gara, ma mancavano le risorse. Il Ministro ci ha dato dei numeri: paghiamo un miliardo di danni all'anno negli ultimi dieci anni, quando la soluzione delle grandi emergenze costerebbe undici miliardi e mettere in sicurezza il Paese circa quaranta. Mi sembra molto interessante l'annuncio che introdurrà queste tematiche nella più ampia discussione della delega fiscale che il Governo sta affrontando.

Ci ha annunciato che verrà portato avanti l'aggiornamento della mappa di rischio nazionale agli eventi climatici estremi, visto che l'analisi dello storico suggerisce che stiamo passando ad uno scenario climatico dove piogge simili a quelle che abbiamo visto diventeranno più frequenti: non dimentichiamo che sia Clini che Gabrielli ieri erano in Sicilia, dove a Barcellona Pozzo di Gotto ci sono stati altri morti.

Il Ministro ha anche delineato un percorso per una legge urbanistica nazionale che affronti con severità, a livello centrale, il divieto di edificare in aree particolarmente a rischio: se il governo farà questa legge avrà tutta la nostra collaborazione, perché siamo molto interessati ad una normativa severa.

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