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Mercoledì 09 Novembre 2011

Dai Fas un aiuto per l'emergenza

Finalmente sbloccati dal Governo 288 milioni di Fas: 20-30 milioni potrebbero essere usati per l'emergenza alluvione. Ma serve un fondo nazionale di Protezione Civile
Dai Fas un aiuto per l'emergenza

Oggi ho incontrato Matteoli, Fitto e Letta a Roma, tra l'altro in ore difficili per il Governo. Ho presentato una prima stima dei danni che abbiamo subito negli ultimi eventi alluvionali: siamo intorno al miliardo di euro, ai quali vanno aggiunti i fondi per completare la messa in sicurezza del Bisagno e del Fereggiano. Oltre alla terribile distruzione di Genova, Borghetto e Vernazza, la situazione è drammatica nello spezzino, dove non esistono più circa 250 km di strade.
Mi pare che sia chiaro a tutti che da soli non possiamo farcela.

Un primo risultato l'abbiamo ottenuto, anche se è una goccia nel mare: il ministro Fitto ci ha finalmente annunciato che saranno sbloccati i fondi Fas (Fondo aree sottoutilizzate), risorse che attendevamo da mesi. Sono 288,51 milioni di euro, ma, lo dico subito, sono soldi già stanziati per progetti in gran parte partiti o addirittura finiti e che dobbiamo quindi pagare. I margini di modifica sono minimi.
Ciononostante credo che, lavorando sui ribassi d'asta e riprogrammando gli interventi che non sono mai iniziati, potremmo utilizzarne circa 20-30 milioni per far fronte all'emergenza immediata.
Si aggiungono ai 50 milioni che abbiamo già destinato, di cui una trentina derivano dallo storno di investimenti inizialmente previsti per l'innovazione industriale. Purtroppo le risorse a nostra diposizione sono minime, e dobbiamo dare le scelte prioritarie.

Se non fossero giornate così tragiche ci sarebbe da essere soddisfatti perché i Fas permettono di far partire opere importanti come il completamento della linea metropolitana di Genova fino a Brignole, l'insediamento della Facoltà di Ingegneria agli Erzelli, i depuratori per il Tigullio e l'imperiese e l'abbattimento del digital divide.

Ma ora pensiamo solo a superare questa emergenza. Nei prossimi giorni il consiglio dei Ministri si riunirà per decretare lo stato di emergenza per la città di Genova; con il ministro Matteoli e i tecnici del ministero è stato deciso di attivare un tavolo tecnico, che si riunirà già nei primi giorni della prossima settimana, con la partecipazione anche dei vertici dell'Anas e della società del gruppo Autostrade Salt. Servono risorse ma anche attività di progettazione e di gestione degli interventi che i Comuni da soli, sia pure con l'ausilio della Regione e delle sue strutture, non possono assicurare. Ho incontrato Letta e Gabrielli, con i quali abbiamo impostato il rapporto per scrivere l'ordinanza di protezione civile.

Ho avanzato la proposta di mantenere l'accisa sulla benzina che era stata messa per finanziare l'accoglienza dei profughi libici e che adesso – ora che stanno via via tornando verso casa – potremmo dirottare per formare un fondo nazionale di Protezione Civile per le calamità naturali, che da subito può finanziare le iniziative per le emergenze in Liguria e in altre località del paese, e in prospettiva può fornire risorse anche per la prevenzione e la messa in sicurezza dei corsi d'acqua. Una volta c'era, del resto. Sarebbe un modo per trovare qualche risorsa in un momento molto difficile per il bilancio nazionale.
Non ho ricevuto un no, vedremo.

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