In tempi di crisi non soltanto si perdono posti di lavoro, ma diventano ancora più complicati i processi di inclusione sociale delle categorie più deboli. "L'Europa ci chiede di intervenire per dare maggiori strumenti alle fasce deboli - dice l'assessore al bilancio Rossetti - Attraverso un bando potremo sostenere tutti gli strumenti adatti, dallo sviluppo di un'impresa non profit per aumentare l'occupazione fino anche agli inserimenti lavoro tramite borse, work experience, tirocini, nuove sperimentazioni".
Per questo la Giunta regionale oggi ha deliberato per far uscire la prossima settimana bandi per un valore di 15 milioni di euro (dal Fondo sociale europeo) per la realizzazione di interventi utili all’inserimento lavorativo delle persone a rischio di esclusione sociale. Parte così la seconda fase del percorso che ha preso il via nel 2010 e che è proseguito nel 2011 con una serie di tavoli territoriali che hanno visto il coinvolgimento dei principali soggetti che si occupano di inclusione sociale. I finanziamenti potranno essere utilizzati per l’inserimento lavorativo di persone senza fissa dimora o in condizioni di povertà estreme, giovani che hanno lasciato prematuramente la scuola, adulti con un basso titolo di studio, disoccupati over 45, disabili fisici o mentali e anche famiglie dei destinatari.
"I bandi sono regionali e gestiti dalle province - spiega l'assessore alle politiche sociali Lorena Rambaudi - Stimoliamo il lavoro di rete: chiediamo agli enti di creare sinergie tra ente pubblico, operatori sociali, operatori sanitari e imprese. Solo con questo lavoro congiunto si può produrre davvero lavoro per le fasce deboli e non mettere in atto solo misure assistenziali". Difficile quantificare ora quanti saranno i beneficiari. "I progetti - prosegue Rambaudi - possono essere molto diversi tra loro. Contiamo sull'impatto qualitativo più che su quello numerico: è importante distinguere tra intervento assistenziale e intervento mirato a un inserimento lavorativo, quindi attraverso la valutazione della persona e della sua capacità produttiva".



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