Arrivano finalmente buone notizie da Roma, dove le Regioni hanno incontrato il Governo per discutere del trasporto pubblico locale: la dotazione del fondo nazionale, tagliata a soli 400 milioni dall'esecutivo Berlusconi - equivalenti al requiem per i servizi della mobilità pubblica - verrà rimpinguata fino a raggiungere 1 miliardo e 600 milioni di euro. Risorse comunque sempre insufficienti a fronte di un fabbisogno stimato dallo stesso Governo di circa 2 miliardi annui, ma che certo significano una boccata di ossigeno vitale per un sistema giunto ormai sull'orlo del collasso.
Tira un sospiro di sollievo l'assessore al bilancio della Regione Liguria, Pippo Rossetti, presente all'incontro: "A questo punto il nostro obiettivo, come Liguria, è quello di mantenere anche nel 2012 i servizi, rinforzando il sistema". Se il disastro è stato evitato nelle sue forme peggiori, la situazione resta comunque preoccupante: nel futuro i soldi a disposizione non aumenteranno, anzi.
"Sappiamo ormai che le risorse per il Tpl andranno a diminuire, come ci è stato riferito dal ministro, e che bisognerà modificare il sistema per mantenere i servizi", puntualizza Rossetti, "Proprio oggi è stato aperto un tavolo sui processi di privatizzazione, che però si preannunciano molto complessi".
Ma quanto toccherà alla Liguria del miliardo e sei che costituisce il fondo nazionale? Rossetti non si sbilancia, rimandando ogni commento a giovedì 26 gennaio, quando è prevista una delicatissima riunione delle conferenza delle Regioni che andrà a definire non solo il riparto del trasporto pubblico locale, ma anche quello della sanità e il patto per la salute. "Solo dopo la definizione delle necessità per l'alluvione, per il sociale e per la sanità potremo definire con chiarezza come sostenere il Tpl", ha concluso l'assessore.



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