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Martedì 10 Gennaio 2012

Il 2011 dell’agricoltura e della pesca in Liguria

Che anno è stato Il 2011 per l’agricoltura Ligure? Difficile come per tutta l’economia italiana. Le difficoltà maggiori si riferiscono ai conti economici delle imprese agricole liguri, che hanno sofferto su tre fronti: costi di produzione, accesso al credito, mercati. Un ulteriore incremento dei costi di produzione, a causa della manovra finanziaria nazionale, si è avuto sulle imposte fondiarie e delle accise sui combustibili. Il Governo sta tuttavia lavorando alla cosiddetta “fase 2” della manovra, cioè alle misure per lo sviluppo economico. Spero che anche il settore agricolo possa beneficiare di queste misure.

Devo tuttavia rilevare che, malgrado le difficoltà, le imprese agricole liguri continuano a investire molto, come dimostrano i buoni risultati finanziari del Programma Regionale di Sviluppo Rurale. Ritengo quindi che l’agricoltura ligure sia molto vitale e che sia in grado di superare, forse meglio di altre regioni, il periodo di crisi che stiamo attraversando. I dati positivi lo dimostrano. E L’impegno della Regione in questo settore importante continuerà.

Per quanto riguarda i singoli settori produttivi, la floricoltura è stata duramente colpita dalla crisi. I consumatori in periodi di difficoltà economica riducono le spese a vantaggio di beni durevoli o di prima necessità. Qualche prodotto, tuttavia, ha resistito meglio alla crisi e costituirà prevedibilmente la “locomotiva” che aiuterà il settore a ripartire.
Continuiamo ad investire sull’innovazione e sulla ricerca, punti irrinunciabili per stare al passo con la velocità dei mercati.

Per le produzioni alimentari il 2011 è stato un ottimo anno. Innanzitutto per i vini di tutta la Liguria, grazie all’andamento climatico molto favorevole. La qualità è in genere eccellente, e in qualche caso eccezionale.
A dicembre è nata l’Enoteca Regionale, con la sede centrale nello spezzino a Castelnuovo Magra e gli altri tre punti nelle altre province Liguri, a Dolceacqua, Ortovero e Genova.
Per l’olio d’oliva si è trattato di un anno di discreta produzione, e la qualità si preannuncia buona. Vorrei ricordare inoltre il nostro impegno nella valorizzazione del DOP.
Il 2011 è stato anche dedicato con grande impegno da parte della Regione all’auspicato riconoscimento del marchio IGP della Focaccia con il formaggio di Recco. Sarà un traguardo importante per il settore agroalimentare della Liguria e costituisce, tra l’altro, un eccellente sbocco commerciale per il latte che si produce nelle valli genovesi.

Anche per il settore forestale il 2011 è stato un anno molto positivo, soprattutto sul fronte della lotta agli incendi, grazie anche all’opera di prevenzione e pronto intervento garantita dal sistema del volontariato AIB e dal Corpo Forestale dello Stato. Si stanno inoltre sviluppando alcune iniziative economiche molto interessanti nella filiera del legno, grazie anche alle recenti innovazioni commerciali e tecnologiche che consentono di utilizzare il materiale forestale completamente, senza lasciare scarto, anche per l’utilizzo energetico.

Devo inoltre ricordare che il 2011 è stato l’anno dello scioglimento delle comunità montane, che hanno costituito per molti anni il “braccio operativo” della Regione sul territorio. È stata un’operazione molto impegnativa dal punto di vista organizzativo, ma posso affermare che si è conclusa positivamente. A parte un brevissimo periodo corrispondente al “passaggio delle consegne”, il lavoro amministrativo è proseguito senza interruzioni e si è potuto riorganizzare in modo razionale e omogeneo. Ora la Regione dispone di una rete assai estesa di uffici decentrati e di sportelli territoriali in grado di dare risposte dirette a tutti gli agricoltori della Liguria.
 
Infine ricordo che il 2011 è stato, purtroppo, anche un anno di alluvioni disastrose: a Genova, in Val di Vara e nelle Cinque Terre, con vittime e danni incalcolabili al paesaggio, alle abitazioni, alle infrastrutture, alle foreste e anche alle coltivazioni. Ho potuto osservare di persona come le zone coltivate con cura abbiano resistito alla furia degli elementi molto meglio delle aree abbandonate. La salvaguardia territoriale deve quindi partire da questo dato di fatto: la migliore prevenzione dei disastri climatici è costituita dalla presenza attiva dell’uomo e dalla sostenibilità economica delle attività agricole e forestali. I dati in nostro possesso dimostrano che abbiamo investito molto per salvaguardare le zone rurali, vedi la conservazione dei muretti a secco.

La pesca: per la prima volta in Liguria è nato il Tavolo Blu, momento di concertazione tra la Regione, le associazioni di rappresentanza dei pescatori e soggetti interessati al mondo marino Ligure, che rappresenta una sintesi per i progetti e la valorizzazione della pesca Ligure e del suo mare.
Inoltre la Liguria insieme alla Toscana ha ottenuto la deroga dalla Commissione Europea per continuare la tradizionale pesca del rossetto. Infine, proprio a fine 2011 è stato pubblicato il bando per la costituzione dei Gruppi d’azione Costiera, con la finalità di promuovere e realizzare iniziative atte allo  sviluppo di aree costiere a particolare vocazione peschereccia.

 

Giovanni Barbagallo
Assessore agricoltura, floricoltura, pesca e acquacoltura

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