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Lunedì 24 Ottobre 2011

Il valore del “merito di credito“ e la necessità di una manovra per lo sviluppo

La settimana scorsa l'agenzia di rating Standard & Poors ha riconosciuto un "merito di credito" alla Regione Liguria, un "+" che si aggiunge al rating generale "A" che è necessariamente uguale a quello dell'Italia. La considero una buona notizia, che non cancella la preoccupazione per la situazione generale del bilancio regionale in seguito ai tagli delle ultime finanziarie, ma che mette in luce quanto di buono la Liguria ha fatto sul piano della razionalizzazione della spesa in un quadro nazionale molto difficile. 

Standard & Poors, in sintesi, ha valutato positivamente due aspetti: la gestione del debito e quella della sanità.

Riguardo al debito, il dato più rilevante è che dal 2007 è in costante riduzione: non abbiamo potuto aumentarlo con le ultime manovre, quindi sia lo stock del debito finanziario sia il servizio del debito sono in discesa. Inoltre abbiamo ormai il 60% del debito su tasso fisso: quindi l'aumento del costo del denaro non ha inciso e non inciderà in maniera significativa. Anche in presenza di ulteriori aumenti dei tassi l'impatto sul quaranta per cento di un debito in progressiva diminuzione sarebbe gestibile. Lo stock finanziario residuo a fine 2010 è moderato, l'interesse che paghiamo è pari al 2,4% delle entrate dell'ente: siamo quindi perfettamente in grado di coprire gli eventuali innalzamenti dei tassi. Cercheremo in tutti i modi di conservare questo andamento, anche perché potremmo avere problemi di cassa nel prossimo futuro. Potrebbe diventare necessario un ricorso all'indebitamento per diverse ragioni, tra cui i tagli che gravano ogni mese per 13 milioni e la quota del 3% sul fondo sanitario che viene trattenuta ogni anno (e almeno quella del 2009 dovrebbe essere sbloccata visto che il tavolo di monitoraggio ha dato il via libera, ma stiamo ancora aspettando).

Per quanto riguarda i conti della sanità Standard & Poors ha riconosciuto la serietà e l'efficacia delle azioni intraprese per controllare la gestione e la spesa. D'altra parte nel 2009 siamo usciti dal commissariamento e dai piani di rientro e nel 2010, malgrado la riduzione dei fondi nazionali, siamo riusciti a tenere i conti in pareggio.

In definitiva dunque l'agenzia di rating afferma che il bilancio della Liguria, pur ereditando il rating dal bilancio nazionale perché le regioni non hanno autonomia di entrate, ha un merito superiore rispetto a quello nazionale sulla questione del debito, ovvero una capacità di tenuta sui debiti superiore rispetto a quella del paese. Un riconoscimento confortante che ci incoraggia a proseguire nella strada intrapresa, anche se gli effetti pratici del "+" non saranno molti. Ma almeno è chiaro che il declassamento subito dalla Liguria dipende esclusivamente dalla situazione nazionale: dipende dal fatto che il Governo continua a fare soltanto manovre di taglio e non manovre di sviluppo. La nostra autonomia di programmazione si assottiglia sempre di più. La Regione era abituata a sostenere i comuni, le province, le opere pubbliche. Oggi non possiamo più farlo perché dobbiamo preoccuparci di non andare sotto a una disponibilità minima di cassa. Abbiamo dato obiettivo ai dipartimenti di fare recupero crediti nei confronti dello stato, dei fondi europei, stiamo monitorando tutti gli impegni di spesa e le erogazioni proprio per evitare di andare sotto cassa. Se almeno ci fosse la disponibilità dei fondi fas, o se lo Stato permettesse ai comuni di spendere una parte dei fondi del patto di stabilità, dal 30 al 50%, si potrebbe compensare ciò che la Regione non riesce più a fare per il territorio. Anno dopo anno i comuni sentono l'effetto del patto di stabilità sempre prima e sono costretti a ritardare sempre di più i pagamenti. Di questo passo si bloccheranno i cantieri, i lavori pubblici, l'edilizia, i trasporti.
Una manovra per lo sviluppo è ormai necessaria.

 

Sergio Rossetti

Assessore al bilancio

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