Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Aprile 2014 17:55 | Feed Rss | iscriviti alla newsletter | Redazione
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Per la prima volta le uniformi della polizia locale saranno uguali in tutti i comuni liguri e avranno lo stemma della Regione Liguria sul cappello.
I comuni potranno avere le divise senza costi aggiuntivi, sostituendo quelle attualmente in uso.
La Regione è infatti a disposizione per realizzare 
una procedura di acquisto unica per tutta la Liguria, consentendo così un'economia di scala, e i Comuni, una volta esaurite le scorte precedenti, potranno richiedere le nuove uniformi senza costi in più.

Un accordo per affrontare e superare i problemi di sicurezza e qualità della vita urbana attraverso un'attività tra Regione Liguria, Prefettura e Provincia di Imperia e il Comune di Taggia è stato firmato stamani a Imperia, nella sede della Provincia. L'accordo di programma, con un finanziamento regionale di 223mila euro, è stato sottoscritto in attuazione del Patto territoriale per la sicurezza 2009.
 
Gli interventi del protocollo, mirati al miglioramento e al controllo del territorio e alla qualificazione urbana, riguardano in particolare gli anziani e i minori con azioni di contrasto ai problemi legati ad alcolici e sostanze stupefacenti. Saranno anche studiate nuove modalità per migliorare la conoscenza, anche in materia di normative, dei cittadini extracomunitari.
 
Il Comune di Taggia, in particolare, realizzerà un impianto di video sorveglianza nel territorio comunale e provvederà a interventi di assistenza domiciliare e a un centro di aggregazione giovanile. Il costo complessivo dei progetti, da realizzarsi a cura del comune di Taggia, sarà di 282.216,16 euro e usufruirà di un contributo regionale di 96.250 euro. Le azioni del programma da realizzarsi a cura delle forze dell'ordine, ovvero contrasti a incidenti stradali, avranno una spesa di 120.000 euro a totale carico della Regione. (ANSA)

Meno reati, ma termina il felice sogno di una Liguria al riparo dagli interessi della criminalità organizzata. È il dato preoccupante che emerge dal quinto rapporto sullo stato della criminalità che analizza le tendenze delittuose nelle quattro province liguri attraverso le denunce dei cittadini e l'attività delle forze dell'ordine, presentato dall'Osservatorio regionale sulla sicurezza urbana.

Nel 2010 si sono contati pochi omicidi, e in maggioranza legati a ragioni sentimentali e in piccola parte a regolamenti di conti nel mondo della droga e della prostituzione.
Continua il calo di furti e rapine, cominciato nel 2008, tranne che nella provincia di Imperia dove i furti segnano un aumento tra il 20 e il 25%. Anche nel savonese c'è una recrudescenza dei borseggi, ma rimane costante la diminuzione dei reati di strada e di quelli contro il patrimonio. 

A Genova crollano del 40% le rapine in banca, ed è stabile il quadro della criminalità minorile. Tuttavia, proprio in questo campo, i reati cominciano ad essere particolarmente violenti, aumentando l'allarme sociale tra i cittadini. Nel capoluogo i quartieri dove questi episodi sono più diffusi riguardano il Municipio Centro est, Sampierdarena, Cornigliano e Rivarolo.
La provincia più tranquilla risulta dunque quella della Spezia, dove tutti i crimini hanno un segno meno ormai da quattro anni

La voce dolente è però quella legata ai reati connessi alla criminalità organizzata, che comincia a preoccupare. "Come nel resto del Paese, in Liguria si sono registrate importanti mutazioni nel campo della criminalità", spiega Stefano Padovano, coordinatore dell’osservatorio regionale sulla sicurezza urbana, "che hanno visto la diminuzione in termini quantitativi di alcuni reati. Tuttavia nelle statistiche ufficiali hanno cominciato a comparire anche quelli di cui sono vittime le donne, come i maltrattamenti o le violenze dentro e fuori le mura domestiche, o quei reati cosiddetti 'spia' come i danneggiamenti, le violenze, gli incendi spesso erroneamente associati al protagonismo di alcune frange giovanili, ma nella realtà riconducibili a ritorsioni legate ad affari illeciti se non a tentativi di estorsione".

Anche se a macchia di leopardo, anche in Liguria sono presenti le associazioni di stampo mafioso: "anche nelle zone non tradizionalmente mafiose si devono cogliere i segnali che rendono la loro presenza concreta. L'errore dunque sarebbe quello di sottovalutare il fenomeno, non mettendo in atto azioni preventive", conclude Padovano.