Ultimo aggiornamento: Mercoledì 22 Ottobre 2014 14:57 | Feed Rss | iscriviti alla newsletter | Redazione
home > Giornale della Giunta > archivio contenuti > lavoro

lavoro

Feed RSS per: lavoro Iscriviti al feed RSS

Il complicato puzzle per garantire continuità di reddito a oltre 700 lavoratori Ilva nel prossimo anno è stato finalmente completato questa mattina dopo un incontro in Regione tra rappresentanti dei lavoratori e dell'azienda, con la mediazione del Presidente Burlando e dell'assessore al lavoro Vesco. L'intesa raggiunta prevede una modifica all'accordo di programma del 2005 (e per questo la parola definitiva spetta al Governo) ma gli ostacoli principali sembrano superati. Un risultato essenziale a pochi giorni dalla scadenza dei contratti di solidarietà, che non saranno più in vigore dopo il 30 settembre.

Dal 1 ottobre scatterà dunque la cassa integrazione in deroga, che però per legge non può andare oltre i cinque mesi all'anno e coprirà dunque i lavoratori fino al 31 maggio 2015, previo il passaggio obbligatorio di approvazione nella legge di stabilità entro il 2014. La nuova cassa integrazione straordinaria potrà essere attivata solo dall'11 agosto: rimaneva fuori un periodo di 70 giorni, dal 1 giugno al 10 agosto, che l'azienda si è impegnata a coprire. Era quello il principale ostacolo ancora da superare. Tra gli altri dettagli dell'accordo l'avvio dei lavori di pubblica utilità con il Comune di Genova che dureranno per tutto il periodo di cassa integrazione finanziati dalla Società Per Cornigliano, che userà a questo scopo parte dei fondi destinati alla bonifica (ed è questa una delle modifiche che il Governo deve approvare). I lavori di pubblica utliità potranno essere attivati anche nelle partecipate del Comune (Amiu e Aster in particolare) e potranno all'occorrenza essere coinvolti altri enti.

Questi provvedimenti interessano un massimo di 765 lavoratori Ilva, limite precauzionale e non superabile, che verranno impiegati a rotazione per garantire continuità di reddito. In realtà saranno già da subito qualche decina in meno, molto probabilmente, e il numero pare destinato a scendere ulteriormente nel corso del 2015 con la ripresa del mercato della banda stagnata che, soprattutto a partire dai mesi estivi, dovrebbe consentire all'azienda di rifiatare e riassorbire una buona parte degli attuali esuberi.

 

L’accordo quadro tra la Regione Liguria e le parti sociali e istituzionali sulla concessione degli ammortizzatori sociali in deroga, cassa integrazione e mobilità è stato rinnovato dalla Giunta fino al 30 giugno 2014. La nuova intesa riguarderà le domande arrivate dal 1 aprile e fino al 30 giugno 2014, secondo quanto previsto dall’accordo iniziale sottoscritto l’8 aprile 2013, scaduto lo scorso 20 dicembre già prorogato di tre mesi, fino a marzo ed ora di altri tre mesi, fino a tutto giugno. I ritardi nei trasferimenti finanziari dello Stato e l’incertezza del quadro normativo di riferimento non ancora risolto dal Governo hanno convinto ancora una volta la Regione e le parti sociali, come in tutto il resto d’Italia, ad una proroga  trimestrale.

Sarà l’Inps, come sempre, ad erogare il trattamento solo ed esclusivamente entro i limiti dell’effettiva disponibilità finanziaria.  Il rinnovo dell’accordo consente alle aziende che ne faranno richiesta di poter presentare la domanda anche se per il momento non potranno aver accesso materiale ai finanziamenti, in quanto la cassa integrazione e la mobilità in deroga sono in corso di pagamento solo fino ad agosto 2013. «Questo accordo è importante – spiega l’assessore Vesco – ma vi è ancora l’incognita delle risorse per il 2014, in quanto noi stiamo ancora pagando il 2013 e non abbiamo ricevuto finanziamenti sufficienti per coprire tutto l’anno passato. Serve almeno 1 miliardo in piu’ rispetto ai 400 milioni che sono stati ripartiti tra le regioni. Il Ministro Poletti deve accelerare con i trasferimenti perché sono passate due settimane dall’ultimo incontro e nulla si è ancora mosso. In Liguria per poter pagare luglio e agosto abbiamo utilizzato la prima tranche di risorse messe a disposizione dal Governo per il 2014 per un totale di 8,7 milioni di euro. A questo punto pero’ attendiamo risposte concrete dal Governo per poter ammettere a pagamento le nuove domande».

Per il mese di settembre 2013 ammontano a circa 3.200 i lavoratori in cassa integrazione in deroga e a 1.600 quelli in mobilità in attesa di ricevere una risposta per essere pagati. «A questo proposito  – ha chiarito Vesco – ci auguriamo che dal Governo arrivino quanto prima segnali concreti, sia in merito a nuovi finanziamenti, sia per il cambio dei criteri di riparto che oggi si basano sulla spesa storica che non tiene conto della crisi attraversata da regioni come la Liguria in anni recenti. Non possono esserci regioni di serie A e regioni di serie B e soprattutto in un momento di crisi come questo non sono ammesse disparità».

Operativa da oggi la fusione tra Arssu, l'azienda regionale per il diritto allo studio e l'Agenzia Liguria Lavoro che daranno vita ad un unico soggetto Arsel, l'agenzia regionale studio e lavoro. Lo rendono noto gli assessori regionali al bilancio e alla formazione Sergio Rossetti e al lavoro Enrico Vesco.

 

La nuova agenzia, frutto di una legge che era stata approvata lo scorso dicembre in consiglio regionale, va nella direzione della prosecuzione dell'azione di spending review messa in atto dalla Regione Liguria e di una migliore gestione del sistema della formazione e dell'istruzione e di quello del lavoro. «In questo modo – spiegano i due assessori – non solo riusciamo a razionalizzare le spese, ma anche ad unificare in un unico soggetto le attività di istruzione, formazione, orientamento e lavoro, oltre a quello di riorganizzare l'approccio ai vari sistemi».

L'unificazione si inserisce nel progetto di riduzione delle società partecipate e dei costi della regione, oltre che di razionalizzazione delle risorse e potenziamento dei servizi erogati. Il nuovo direttore di Arsel, nominato dalla Giunta regionale, sarà Roberto Dasso, già direttore di Arssu.

"Lavorare ai tempi della crisi", un workshop su apprendistato e tirocinio dove gli assessori regionali alla formazione e al lavoro, Pippo Rossetti ed Enrico Vesco, hanno presentato a parti sociali, associazioni di categoria, consulenti del lavoro e giovani le nuove opportunità messe in campo dalla Regione per entrare nel mondo del lavoro.

A fronte di dati sulla disoccupazione giovanile allarmanti e all’aumento della categoria dei Neet (acronimo che indica i giovani che non studiano, non lavorano e non cercano lavoro) occorre un intervento immediato. Tra gli strumenti messi in campo in Liguria i nuovi contratti di apprendistato, la promozione dei tirocini e gli incentivi alle imprese che assumono.

Tra le misure messe in campo dalla Regione ci sono anche iniziative come la guida ai tirocini in Liguria e l'iniziativa "1000 tirocini in Liguria", promossi attraverso bandi provinciali.

"Ci rivolgiamo - dicono Rossetti e Vesco - sia ai giovani, sia alle imprese per trovare insieme il modo e i metodi migliori nel difficile percorso dell’inserimento nel mercato del lavoro. Con la recente normativa, e grazie al piano giovani del Fondo sociale europeo la Regione ha messo basi solide per rendere il tirocinio un significativo strumento di inserimento nel mondo del lavoro, che offra risposte concrete e immediate alla fame di lavoro dei giovani e al tempo stesso vigili affinché gli inserimenti in azienda siano fatti nell'interesse dei lavoratori. La nuova normativa tutela entrambi i soggetti coinvolti: i giovani, che avranno la certezza di un percorso utile, garantito da un patto formativo con l’azienda; gli imprenditori, che potranno conoscere le potenzialità di molti ragazzi preparati e potranno offrire loro un’occasione formativa in regola, nel rispetto delle leggi e della dignità delle persone"

 

Per approfondire

www.giovaniliguria.it
www.fse.regione.liguria.it

 

Sarà operativo dal 1 febbraio il registro regionale delle aziende socialmente responsabili. Lo ha deciso la Giunta regionale su proposta dell’assessore al lavoro e ai trasporti, Enrico Vesco con l’obiettivo di diffondere il piu’ possibile  la cultura della sicurezza, migliorare le condizioni di lavoro e favorire il rispetto ambientale per una crescita sostenibile del sistema economico regionale.

L’iniziativa è stata promossa dalla Regione Liguria in collaborazione con l’Agenzia Liguria lavoro e con il coinvolgimento diretto di rappresentanti delle pubbliche amministrazioni, delle parti datoriali e delle organizzazioni sindacali. Dopo la conclusione della fase sperimentale adesso le aziende liguri potranno decidere di iscriversi usufruendo di una serie di benefici e premialità, anche per la partecipazione ai bandi pubblici.
«Il Registro – spiega l’assessore al lavoro Enrico Vesco – è stato impostato come un processo dinamico di autovalutazione che le aziende e gli enti pubblici possono intraprendere per migliorare le loro strategie e la loro gestione in un’ottica di responsabilità sociale». Saranno cinque le aree di valutazione per le imprese private che vorranno aderire: governo dell’organizzazione, ambiente di lavoro, mercato, ambiente e comunità locale. Le pubbliche amministrazioni faranno la valutazione su rendicontazione e trasparenza, valorizzazione del capitale umano, tutela ambientale e gestione sostenibile, relazione con i fornitori.
Il registro dei datori di lavoro responsabili, una novità a livello italiano, è previsto dalla legge regionale 30 del 2007 sulla sicurezza e la qualità del lavoro per  portare alla luce e premiare i comportamenti socialmente responsabili dei datori di lavoro privati e pubblici. «Per la prima volta – continua Vesco – si vuole diffondere il tema della responsabilità sociale in forma integrata per il settore pubblico e per quello privato».
A partire dai prossimi giorni dal sito responsabilitasocialeinliguria.it (che per il momento reindirizza a una pagina dell'area lavoro del sito istituzionale regionale) imprese private ed enti pubblici potranno accedere a un software gratuito per avanzare la propria candidatura e iscrizione al registro, inserire tutti i documenti che provano le azioni di responsabilità sociale, trovare informazioni e finanziamenti  sui bandi  e scambiarsi buone pratiche. Una volta spedita la scheda di posizionamento, se il richiedente sarà in possesso dei requisiti minimi richiesti sarà iscritto. Le aziende che hanno già aderito in via sperimentale al registro potranno confermare la loro iscrizione senza ulteriori adempimenti.

 

 

Il Piano Giovani approvato l'anno scorso dalla Giunta lancia una sfida alla crescente disoccupazione giovanile con un ambizioso programma di inserimento al lavoro di mille tirocinanti, giovani compresi tra 15 e 28 o tra 29 e 35 anni. A disposizione 3,2 milioni, 2,2 dal Fondo sociale europeo e uno dal Ministero.

Nelle prossime settimane i centri provinciali per l'impiego emaneranno due bandi secondo un modello già concordato con l'assessorato al lavoro della Regione. Dal 22 febbraio le aziende interessate potranno aderire ai bandi attraverso il modulo online che verrà pubblicato sui siti istituzionali di riferimento, specificando di quali figure professionali hanno bisogno. I centri per l'impiego valuteranno la corrispondenza delle richieste  con i profili di giovani disoccupati disponibili e comunicheranno una rosa di candidati alle aziende.

Prevista un'indennità di 500 euro, corrisposta per metà dall'azienda e per metà dalla Regione. Ma se alla fine del tirocinio l'azienda assumerà il giovane con un contratto a tempo indeterminato o uno di apprendistato il rimborso dell'indennità da parte della Regione sarà totale. Per i giovani tra i 29 e i 35 anni, che non possono più terminare il tirocinio con un contratto di apprendistato, sarà concesso un contributo ulteriore al datore di lavoro fino ad un massimo di 3.600 euro ogni nuovo assunto.

«Una iniziativa di grande respiro con la quale puntiamo alla creazione di mille posti di lavoro - ha commentato l'assessore al lavoro Enrico Vesco - e che è stata possibile grazie a un'attenta concertazione con tutte le parti sociali, datoriali e imprenditoriali che hanno condiviso le finalità del progetto. Ci rivolgiamo da un lato a giovani che hanno già terminato il loro percorso scolastico o universitario da non oltre 12 mesi dal conseguimento del diploma o della laurea, di età fino ai 28 anni compiuti, dall’altro a giovani che sono fuori dei percorsi di studio con età fino a 35 anni  inoccupati o disoccupati».

La disoccupazione giovanile in Liguria dai 15 ai 24 anni è al 30,1%, fino ai 39 anni è ormai al 42%. Numeri preoccupanti e in aumento. «Continua l’attenzione della Regione Liguria – ha detto l'assessore alla formazione Sergio Rossetti – verso le giovani generazioni e il loro inserimento nel mondo del lavoro. Dare l’opportunità ai giovani liguri di vivere un’esperienza formativa in azienda, attraverso gli strumenti oggi esistenti, è la strada che dobbiamo seguire con determinazione. In particolare, di fronte alla crisi che stiamo vivendo, risulta fondamentale agevolare le imprese a dare un futuro ai tanti ragazzi disoccupati, aiutandoli ad entrare nel mercato del lavoro mediante l’inserimento in tirocinio, con la possibilità concreta di proseguire l’esperienza anche in apprendistato».

 

- Bandi 1000 tirocini

 

"Il Ministero del lavoro non può lasciare le Regioni in balia di interpretazioni e decisioni che possono nuocere alle sorti di aziende e lavoratori, dica chiaramente come dobbiamo comportarci sul fronte degli ammortizzatori in deroga”. Lo ha chiesto l’assessore regionale al lavoro Enrico Vesco, in vista della scadenza di gran parte delle procedure che riguardano la mobilità e la cassa integrazione in deroga in Liguria

L’ultimo stanziamento deciso dal Governo consente infatti di arrivare a saldare, per quanto riguarda la Liguria, fino al mese di giugno. Occorrono risposte chiare per aziende e lavoratori.


"Tutte le Regioni - ha proseguito Vesco - aspettavano un nuovo decreto per lo stanziamento di risorse aggiuntive del valore di 1, o 1,5 miliardi di euro, che avrebbe consentito di arrivare fino a fine anno, ma per la crisi in atto non è ancora passato al vaglio del Governo e questo è inammissibile, perché fino ad oggi non si è compreso il dramma sociale che questi lavoratori stanno vivendo e la crisi in corso non fa che complicare le cose e dilatare le operazioni”.

In ultima istanza Vesco ha lanciato un appello anche al Parlamento per l’approvazione del decreto sullo stanziamento di ulteriori risorse per gli ammortizzatori in deroga “in quanto più volte ha espresso una volontà positiva su tutta la vicenda”.

Altri quattro mesi per tornare alla normalità. I Comuni alluvionati dello spezzino possono contare su l'ultima proroga dei cantieri scuola lavoro, grazie a uno stanziamento di cinquecentomila euro provenienti dal bilancio regionale. Proseguiranno così fino alla fine della stagione estiva i lavori nelle aree colpite dall’alluvione 2011, secondo un accordo siglato da Regione, Provincia della Spezia e Comuni interessati. Quello dei cantieri scuola lavoro è uno strumento adottato a seguito dell’alluvione che si è abbattuta sulle Cinque Terre, la Val di Magra e la Val di Vara il 25 ottobre 2011. Si tratta di un progetto che da un lato rappresenta un sostegno economico ai lavoratori in un momento di grave crisi, dall'altro consente ai Comuni di utilizzare personale aggiuntivo per diverse attività: dalla manutenzione e la pulizia delle strade, all'assistenza familiare.

Il progetto, coordinato dalla Provincia della Spezia, coinvolge ventisette Comuni e consente agli enti locali di utilizzare il lavoro temporaneo e straordinario di disoccupati e lavoratori in cassa integrazione per favorire la ripresa economica nei territori colpiti dalla calamità naturale.
Il progetto interessa più di centocinquanta lavoratori: centoventi disoccupati e una trentina in cassa integrazione, a cui saranno corrisposte indennità giornaliere rispettivamente di quaranta e venticinque euro.

 

Marzo è già finito ma i 3.917 lavoratori liguri in mobilità e cassa in deroganon hanno ancora ricevuto nessun pagamento relativo al 2013. Per il momento le risorse disponibili ammontano a 14,2 milioni che bastano appunto fino alla fine di marzo, ma i pagamenti sono autorizzati fino a fine febbraio.

 

Una situazione critica che si è creata per l'enorme aumento del ricorso alla cassa integrazione in deroga: in Liguria era in media dell'1,7% sul totale degli occupati, ora è schizzata al 3%. La ripartizione a livello nazionale fatta dalla Conferenza Stato Regioni, però, ha tenuto conto soltanto delle serie storiche. Come se non bastasse una crisi che non accenna a finire e mette a dura prova tutte le aziende, soprattutto quelle medio piccole, sono venute a mancare anche altre risorse che dovevano servire a incrementare il fondo nazionale, come quelle dei fondi comunitari non spesi che avrebbero dovuto essere destinate al sud alleggerendo un po' il carico sulle altre regioni.

Servirebbero dunque altri 50 milioni per il 2013. In una delle prossime giunte dovrebbe essere deliberata l'autorizzazione all'Inps a pagare con le risorse attualmente a disposizione. Poi occorrerà trovarne altre in altri modi, perché il tetto di spesa stabilito dalla Conferenza Stato Regioni non può essere sforato. La Liguria avrebbe anche 24 milioni di fondi residui per ammortizzatori sociali dal 2012, ma sono già stati destinati alle regioni con residuo passivo. La Regione incoraggerà le aziende a chiedere i contratti di solidarietà. Anche Amt potrebbe farlo, per fare un esempio, ma sono soprattutto i contratti di "tipo B", quelli destinati alle piccole aziende, che potrebbero risolvere molte situazioni delicate. Non sono molte le risorse disponibili a livello nazionale (35 milioni) ma verranno distribuite

Resta valido anche per il 2013 ciò che era stato stabilito dagli accordi precedenti per quel che riguarda le categorie di lavoratori destinatari dei trattamenti, i criteri e le procedure di accesso a servizi e cassa.

L'accordo favorisce l’accesso immediato, da parte dei cittadini, delle imprese e degli operatori, alle informazioni e ai servizi per migliorare l’intermediazione tra la domanda e l’offerta di lavoro e il raccordo con i sistemi delle imprese, dell’istruzione, della formazione e delle politiche sociali. Prevede che il trattamento di mobilità in deroga garantisca un sostegno al maggior numero possibile di soggetti che siano stati licenziati, con la possibilità di autorizzarla per un anno.

I lavoratori interessati avranno la possibilità di rivolgersi ai centri per l’impiego per essere assistiti con l’ausilio delle organizzazioni sindacali, se l’impresa non esercita più l’attività o non sia stato raggiunto un accordo sindacale. Prevede la concessione del trattamento di cassa integrazione in deroga per sei mesi, prorogabili per altri sei (non oltre il 31 dicembre 2013) a favore dei datori di lavoro esclusi in tutto o in parte dall’accesso agli strumenti consueti di integrazione salariale e che debbano ricorrere a sospensioni dell’attività lavorativa o riduzioni dell’orario di lavoro a seguito di una specifica situazione di crisi che abbia origine nell’attuale crisi economica. 
Consente inoltre l’utilizzo della cassa in deroga a quelle imprese che, pur essendo destinatarie di tutti gli strumenti a regime di integrazione salariale, non possano ricorrervi nel caso specifico, a condizione che l’utilizzo della CIG in deroga sia accompagnato dall’impegno alla soluzione dei problemi occupazionali anche attraverso l’eventuale definizione di appositi piani di intervento.

L'accordo verrà sottoposto alle parti datoriali, alle organizzazioni sindacali e agli altri enti firmatari degli accordi per gli anni precedenti.

«InizioPrec.12Succ.Fine»
Pagina 1 di 2