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Giovedì 28 Giugno 2012

In Consiglio

Legge, ordini del giorno e mozione nella seduta del 27 giugno. I dettagli e il dibattito in aula si trovano nei comunicati stampa
 In Consiglio

Nella lunga seduta del Consiglio regionale di mercoledì 27 giugno è stato approvato il disegno di legge, in particolare, di soppressione del Centro regionale per la ricerca e l'innovazione. In aula sono stati approvati gli ordini del giorno in difesa della Centrale del latte di Fegino e della zootecnia ligure, e per l'adozione d'interventi finalizzati a tutelare la maternità come scelta libera e consapevole.

Soppresso il Centro regionale per la ricerca e l'innovazione

E' stato approvato il disegno di legge "Soppressione del Centro regionale per la ricerca e l'innovazione e interventi di semplificazione e razionalizzazione in materia di organi di enti regionali".

Il provvedimento, che si propone la semplificazione, la razionalizzazione e il contenimento della spesa pubblica in materia di enti regionali, dispone appunto la soppressione del Centro regionale per la ricerca e l'innovazione (Crri), che era stato istituito attraverso la legge regionale numero 2 del 16 gennaio 2007 (Promozione, sviluppo valorizzazione della ricerca, dell'innovazione e delle attività universitarie e di alta formazione). La legge disciplina l'attuazione dell’intervento, in particolare in relazione al trasferimento alla Regione del personale dipendente a tempo indeterminato del soppresso ente e la procedura di liquidazione con la nomina di un Commissario liquidatore.

La stessa legge dispone interventi di semplificazione e razionalizzazione della normativa in materia di organi di enti regionali attraverso la modifica di alcune leggi regionali di settore.

E reca le disposizioni finali ovvero le abrogazioni e le modifiche di norme conseguenti alla soppressione del Crri.

Il provvedimento, inoltre, razionalizza la disciplina generale relativa ai direttori generali degli enti strumentali, armonizzandola con le disposizioni successivamente intervenute nelle singole discipline di settore.

Vengono modificati alcuni aspetti della disciplina riguardante il direttore generale dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ligure, contenuta nella legge regionale numero 20 del 2006: si introduce la possibilità che il direttore generale, su autorizzazione della Giunta regionale, svolga esso stesso le funzioni del direttore scientifico e del direttore amministrativo, qualora sia in possesso dei necessari requisiti, senza ulteriori oneri per l'ente.

Il provvedimento, inoltre, introduce alcune modifiche alla legge regionale numero 15 dell'8 giugno 2006 in materia di diritto all'istruzione alla formazione: la prima modifica ha il fine di ampliare l'ambito degli interventi di assistenza scolastica non ai soli alunni residenti nel Comune. Questi interventi vengono estesi anche a favore di alcune specifiche categorie di famiglie non residenti, ma stabilmente dimoranti a vario titolo nel territorio del comune stesso. Ciò per recepire un'espressa richiesta sollevata da alcuni Comuni della Regione che, di fronte ad alunni che spesso si trovavano in situazioni di difficoltà socio-economica, non potevano vedere estese, nel periodo di permanenza nel Comune stesso, gli interventi assistenziali previsti dalla norma.

Sono, ancora, attribuiti ad Arssu compiti e attività in materia di formazione: in particolare si dispone che Arssu fornisca un supporto alla Regione per interventi di alta formazione, anche mediante la collaborazione e la partecipazione a bandi e progetti comunitari, nazionali e regionali. Arssu dovrà svolgere altresì funzioni in materia di orientamento e formazione nei limiti e secondo le modalità fissate dalla Giunta regionale.

Interventi a favore della natalità

E' stata respinta la mozione, primo firmatario Matteo Rosso (Popolo della Libertà), sottoscritta da consiglieri di opposizione, con cui si impegnava la Giunta ad "adottare interventi mirati a tutela della maternità e a favore della natalità".

Invece è stato approvato un ordine del giorno (primo firmatario Maruska Piredda, Di Pietro-Italia dei Valori) con il quale si impegna la Giunta a sostenere gli interventi finalizzati a tutelare la maternità come scelta libera e consapevole. Il documento approvato "impegna la giunta a sostenere gli interventi finalizzati a tutelare la maternità come scelta libera e consapevole, a sostenere concretamente la donna nella rimozione degli ostacoli alla maternità derivanti da condizioni socio-economiche, attraverso l'intervento integrato dei servizi territoriali, così come previsto dalla legge 328/2000 "legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" e dalla legge regionale 12/2006 "Promozione dei servizi sociosanitari". Si chiede, inoltre, l'impegno per offrire, preventivamente, un'ampia e completa informazione, iniziando dalla scuola, rispetto a diritti e doveri relativi alla maternità/paternità e un'educazione a comportamenti sessualmente responsabili. Si sollecitano specifici interventi di informazione e sensibilizzazione  sui diritti di cittadinanza, con particolare attenzione a quelli destinati alle donne straniere, da attuare anche attraverso una specifica mediazione culturale e linguistica. Per le azioni sollecitate  si indicano i consultori familiare che, secondo i firmatari, devono essere potenziati. Si invita la Giunta a reperire, compatibilmente con le possibilità, le risorse di bilancio necessarie per mettere in atto le azioni sopra indicate. Infine si chiede alla Giunta di richiedere al Governo il ripristino del Fondo nazionale per le politiche sociali e di inserire le azioni di sostegno alla maternità e alla natalità sopra indicate nel "Piano sociosanitario integrale", da presentare in Consiglio regionale entro l'anno.

Difesa della centrale del latte di Fegino e della zootecnia ligure
All'unanimità è stato approvato un ordine del giorno, primo firmatario Matteo Rossi (Sinistra Ecologia e Libertà), sottoscritto da consiglieri di maggioranza e opposizione, in difesa della centrale del latte di Fegino (Genova) e della zootecnia ligure. Con il documento si sottolinea che dopo 75 anni di attività produttiva la centrale del latte di Fegino rischia di scomparire "per chiusura dello stabilimento". Si ricorda che presso la centrale operano 75 lavoratori e l'indotto è costituito da circa 200 tra allevatori, trasportatori e cooperative. "Il rilancio e lo sviluppo della centrale del latte di Genova potrebbe essere al centro di un polo alimentare ligure", si legge nel documento che esprime "solidarietà  ai lavoratori in lotta contro la chiusura dello stabilimento da parte della Parmalat". Si chiede, pertanto, alla Giunta di attivarsi concretamente per difendere i lavoratori e la zootecnica ligure, in particolare aprendo un tavolo di confronto con la Parmalat, relativamente al suo piano industriale.

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