A fine luglio l'Assemblea legislativa ha approvato il rendiconto generale per l'esercizio finanziario 2009 e l'assestamento del bilancio per il 2010.
L'esercizio finanziario 2009 si è chiuso con un saldo attivo di 697.084 migliaia di euro, con un decremento di 111.860 migliaia di euro rispetto all'avanzo di gestione registrato nel 2008. Le entrate, al netto delle partite di giro, registrano circa 6.288.191 migliaia di euro (compreso l'avanzo presunto lordo del precedente esercizio finanziario di 953.208 migliaia di euro). Il totale delle risorse comprende circa il 24% di entrate con vincolo di destinazione e circa il 60% di entrate discrezionali, cui si deve aggiungere il 16% di avanzo di amministrazione del 2008. Circa l'83% (3.183.396 migliaia di euro) delle entrate discrezionali deriva da tributi propri, dal gettito di tributi erariali o da quote di esso devoluti alla Regione. Di queste, il 90% è costituito da Irap, addizionale Irpef e compartecipazione Iva.
Per quanto riguarda invece le uscite, al netto delle partite di giro e della componente negativa, la spesa effettiva a bilancio ammonta a circa 6.143.926 migliaia di euro ed è per il 30% di natura vincolata (1.822.660 migliaia di euro) e per il 70% discrezionale (4.321.266 migliaia di euro). La spesa sanitaria costituisce di gran lunga l’onere principale del bilancio regionale, incidendo per circa il 62% sulla spesa effettiva totale. Rispetto al 2008 si registra un incremento percentuale di 10 punti dell’incidenza sul bilancio degli oneri sanitari.
Tolta la spesa sanitaria, le principali aree di spesa risultano: 33% programmazione comunitaria, statale e regionale (interventi cofinanziati dall'Unione europea e programmazione negoziata), 28% gestionale (spese per personale, funzionamento ordinario dell’ente, acquisto di beni patrimoniali, eccetera), 14% mobilità e trasporti, soprattutto gestione del trasporto pubblico locale.
Sulla manovra del 2010 peserebbero, secondo la maggioranza, quasi 70 milioni di euro in meno di risorse discrezionali rispetto al 2009, tagli approvati con l’ultima finanziaria del Governo (il decreto-legge n.78 del 31 maggio 2010, "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica").
Tra le variazioni più significative apportate dall’assestamento c'è l'incremento di risorse proprie della Regione per 14.8 milioni di euro destinate al fondo regionale per i servizi sociali, che aveva nel bilancio 2010 una dotazione di 4 milioni di euro. Complessivamente i fondi a disposizione dei distretti e dei comuni per i servizi sociali sono saliti a 18.8 milioni di euro, con un aumento di risorse proprie della Regione di 2.6 milioni di euro rispetto al bilancio 2009. Alle risorse regionali discrezionali per il fondo sociale si aggiungono 2 milioni di euro per progetti sperimentali in campo sociale e per finanziare la recente legge regionale 48/2009 sull’invecchiamento attivo. Un'altra scelta forte dell'assestamento riguarda il finanziamento del Fondo per la non autosufficienza.
Per quanto riguarda il diritto allo studio, alcune voci di spesa sono identiche a quanto previsto nell’esercizio finanziario 2009, caratterizzato da forti investimenti nel settore. Alcuni capitoli, come i finanziamenti agli enti locali (comuni e province) per interventi per il diritto allo studio, sono sostanzialmente vicini al 2009. Anche quest’anno, pur in assenza di finanziamenti da parte dello Stato, l’Amministrazione ha scelto di finanziare per 1 milione di euro gli interventi in continuità educativa fra le scuole dell’infanzia e gli asili nido, garantendo così il mantenimento di elevati standard di qualità e quantità a favore della prima infanzia. Nel corso del 2010 sono stati autorizzati nuovamente mutui per 179,5 milioni di euro, già autorizzati negli esercizi precedenti.
Il livello dell’indebitamento della Regione si assesta intorno ai 700 milioni di euro, al di sotto del 20% delle entrate correnti. Il debito pro capite si attesta intorno ai 440 euro circa, un valore che secondo la maggioranza è inferiore rispetto a quello di altre Regioni, meno della metà dell’indebitamento pro capite medio regionale (circa 1000 euro), ma lontano da quello delle regioni del Nord Italia.
Secondo alcuni consiglieri di opposizione il deficit sanitario rischia di imporre ai liguri grandi sacrifici, come la riduzione di posti letto e la chiusura di plessi ospedalieri. Altri punti sensibili della manovra, secondo la minoranza, riguardano: l'aumento dei costi gestionali della Regione e delle aziende partecipate, l'aumento del costo della politica (costi degli assessorati ed spese delle comunità montane). La minoranza si è detta contraria all’aumento di risorse per la gestione del trasporto pubblico locale. Critiche anche contro la decisione di aumentare il fondo per la non autosufficienza, poiché questo causerebbe un disavanzo della spesa sanitaria e quindi il superamento dei 150 milioni, che rappresentano la soglia massima di indebitamento oltre la quale scatta l’aumento di Ire e Irap.


