Trasporto pubblico e disabili
L'Istat, nelle analisi statistiche, adotta la definizione di disabilità proposta dall'Organizzazione mondiale della Sanità nella Classificazione internazionale delle menomazioni, disabilità e handicap (1980). Il punto focale di tale classificazione è la sequenza di definizioni che porta dalla menomazione all'handicap:
- la menomazione è il danno biologico che una persona riporta a seguito di una malattia (congenita o meno) o di un incidente
- la disabilità è l'incapacità di svolgere le normali attività della vita quotidiana a seguito della menomazione
- l'handicap è lo svantaggio sociale che deriva dall'avere una disabilità.
Così, ad esempio, una persona su sedia a rotelle è sicuramente disabile, ma potrebbe potenzialmente non essere handicappata se al mondo fossero eliminate tutte le barriere architettoniche, cosicché non gli sarebbe precluso l'accesso a nessun settore della vita sociale. È evidente che, in tale accezione, si può contare il numero delle persone con disabilità, ma non di handicappati. La condizione di handicap è prettamente soggettiva e dipende dalle aspettative di vita ed esigenze della persona disabile.
La disponibilità di informazioni statistiche sulla disabilità rappresenta un presupposto fondamentale per la corretta attuazione delle norme e per l'assegnazione di risorse adeguate. Tuttavia in Italia, come nella maggior parte degli altri Paesi, non si è ancora giunti a un insieme organico e completo di dati sui diversi aspetti della disabilità.
Ne consegue che non siamo in grado di dire con precisione il numero di persone con disabilità in Italia, quali disabilità abbiano, quale sia il loro livello di integrazione sociale e neppure quali bisogni siano soddisfatti e non soddisfatti.
Nel 2004 l'Istat ha condotto un'indagine sulle persone con disabilità che vivono in famiglia per cogliere, da un lato, l'integrazione sociale dei disabili nel loro contesto di vita (rete di relazioni, scuola, lavoro, tempo libero, e così via), dall'altro, i fattori che ostacolano tale integrazione, tra cui limitazioni nella mobilità, mancanza di adeguati sostegni.
Una responsabilità condivisa, supportata dalla volontà politica, dalla conoscenza dei processi e dalla professionalità degli operatori, potrà indirizzare chi "eroga una prestazione" e chi "la riceve", enti, associazioni e società civile, verso l'obiettivo comune di rimuovere i problemi collegati alla disabilità.
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