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Il fenomeno del pendolarismo

La fine dell'800 vedrà la realizzazione in Italia di alcune ferrovie a spiccata vocazione turistica. Il treno ha la capacità di offrire nuovi paesaggi, che non possono però essere completamente fruiti dal viaggiatore. Per questo allora si stampano litografie per mostrare ai viaggiatori stessi il territorio attraversato. Escono raccolte di immagini con brevi didascalie che spiegano quello che il treno permette di ammirare lungo il tragitto. Ciò avviene soprattutto in occasione dell'apertura di linee paesaggisticamente rilevanti - come la Torino - Genova, a lungo la più alta delle ferrovie costruite - delle quali svizzeri e inglesi stampano vedute che raccolgono in cartelle pregiate.
Lo scopo del viaggio non risiede più soltanto nel raggiungere un determinato luogo, ma lo spostamento, il momento del trasferimento acquisiscono un fascino che prima non avevano. Nasce il viaggio panoramico, il viaggio che vale già di per sé.
Andrea Giuntini - Università di Firenze e di Modena e Reggio Emilia
Il turismo ferroviario in Italia dalle origini all'istituzione dei "treni popolari"

Secondo il recente Libro Bianco sui trasporti della Commissione Europea: “L’incremento del traffico e la congestione urbana vanno di pari passo con l’aumento dell’inquinamento atmosferico ed acustico e degli incidenti. Il trasporto urbano determina il 40% delle emissioni di CO2 così come immette altri inquinanti che hanno un preoccupante impatto sulla salute dei cittadini. I settori più vulnerabili della popolazione, come bambini, anziani e malati, (con malattie respiratorie e cardiovascolari) sono le vittime principali. Per quanto riguarda la sicurezza, un incidente mortale su due avviene in area urbana, dove le vittime più frequenti si hanno fra pedoni, ciclisti e motociclisti”.

A livello nazionale, sia all'interno sia in prossimità delle aree metropolitane, si conferma l’elevatissimo livello dei volumi di traffico, che aggrava la congestione e rende problematica l’ulteriore riduzione delle emissioni in atmosfera di inquinanti e l’inversione di tendenza delle emissioni di gas serra. Il tasso di motorizzazione colloca l'Italia al secondo posto nelle statistiche europee tra i paesi con il maggior numero di autovetture per abitante ed al primo posto in un confronto internazionale sulle aree urbane.

Il pendolarismo

Con il termine pendolarismo s’intende l’abituale spostamento di persone dal proprio comune di residenza a quello di lavoro o di studio. Il fenomeno riguarda anche gli spostamenti effettuati tra le aree più periferiche dei grandi insediamenti urbani verso le aree più interne. In genere lo spostamento avviene con cadenza giornaliera o settimanale ed è effettuato principalmente per mezzo di autoveicolo privato, treno e autobus.

In molte metropoli, il fenomeno ha prodotto criticità di rilievo quali: l’aumento delle emissioni di inquinanti atmosferici, dell’inquinamento acustico e della incidentalità. Non meno importanti gli effetti in termini di congestione del traffico, di aumento dei tempi di percorrenza medi e di ubicazione del parco veicoli circolante in sosta.

Il fenomeno del pendolarismo costituisce “un problema di welfare” (qui inteso come benessere collettivo), che va affrontato mediante una serie di interventi strutturali che devono agire simultaneamente per promuovere spostamenti sostenibili da casa ai luoghi di lavoro o di studio.

In tale contesto è quindi importante studiare e analizzare, rispetto al quadro generale, quali impatti ha il fenomeno del pendolarismo sulla struttura socio-economica di una società, sugli ecosistemi e sulla qualità dell’ambiente in generale, per poi formulare un’efficace pianificazione urbana sostenibile. I dati che vengono analizzati riguardano quindi: la popolazione coinvolta, origine e destinazione dello spostamento, tempo e mezzo impiegato per effettuarlo.

Per quanto concerne il flusso dei pendolari, l’informazione proviene dal Censimento della popolazione effettuato nel 2001. Tramite il Censimento, per ogni cittadino sono stati rilevati sia il comune in cui risiede (origine) sia il comune in cui lo stesso si reca ogni giorno per motivo di lavoro o studio (destinazione). Conseguentemente sono state considerate tratte (origine/destinazione) relative a spostamenti per motivi di lavoro o studio:

  • entro il confine comunale
  • verso altri comuni
  • in entrata da altri comuni

L’importante documento indica che la popolazione residente in Italia che si sposta giornalmente per motivi di studio e lavoro è pari al 47%, di cui il 64% si sposta all’interno del proprio comune di residenza (Genova mostra percentuali più alte: il 95% di spostamenti dei propri residenti viene effettuato entro i confini comunali rispetto agli spostamenti verso altri comuni).

Interessante è osservare il tempo impiegato dichiarato per gli spostamenti giornalieri.

In generale, per gli spostamenti che hanno luogo nello stesso comune, si osserva che oltre il 98% di essi avviene entro i 60 minuti.

Per gli spostamenti verso altri comuni gli spostamenti con un tempo di percorrenza superiore ai 60 minuti rappresentano più del 30% (il 32% a Genova).

Un discorso analogo per gli spostamenti in entrata, che presentano le percentuali più alte tra gli ingressi di popolazione proveniente da altri comuni che impiegano oltre 60 minuti (Genova 28%).

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