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Movimento passeggeri delle stazioni liguri

Trenitalia esegue abitualmente due rilevazioni annuali, una estiva e una invernale della durata di un'intera settimana per ciascuna, dei passeggeri saliti, discesi e presenti su tutti i treni in esercizio. I dati forniti da queste rilevazioni danno un'indicazione importante e utile nella pianificazione del futuro programma d'esercizio ferroviario (composizione dei treni, frequenza, fermate) da parte del gestore del servizio stesso, dall'altra procurano una chiara panoramica su come i pendolari ferroviari liguri, ma non solo, si muovono sull'intero territorio. È importante sottolineare che i dati raccolti con le rilevazioni di Trenitalia essendo dati sensibili sono stati indicizzati (stazione di Genova Brignole base 100) e quindi forniscono unicamente delle indicazioni che nella loro limitatezza sono pur sempre chiarificative.

Saliti/Discesi

L’analisi dei Saliti/Discesi per ogni singola stazione, dalla più piccola alla più grande, evidenzia come su 106 stazioni liguri ben 31 hanno un movimento passeggeri nullo o quasi nullo, 42 stazioni un movimento passeggeri tra 1 e 10 e le restanti 34 stazioni tra 10 e 100, di queste ultime 14 rientrano nel nodo genovese.

La Liguria è anche una grossa macchina turistica e i dati di frequentazione ben rispecchiano le mete turistiche più amate. Infatti i grossi divari che abitualmente ci si aspetterebbe di trovare tra il movimento passeggeri feriale e festivo, in molte località liguri o a queste collegate è notevolmente ridotto a causa del loro forte richiamo turistico.

Gli orari

Dato importante, soprattutto nella pianificazione di un sistema trasportistico funzionale, sono le fasce orarie maggiormente occupate dagli spostamenti, in questo caso non solamente ferroviari ma complessivi. Dall’indagine Isfort sulla mobilità degli italiani emergono nettamente quattro fasce: il mattino con gli orari 7-9 e 9-13, il pomeriggio con gli orari 14-17 e 17-19, orari che chiaramente coincidono con l’entrata e l’uscita lavoro/scuola, con la particolarità che, tra queste, la fascia maggiormente occupata è quella che va dalle 9.01 alle 13.00 e non come ci si aspetterebbe dalle 7.01 alle 9.00.

Analizzando ulteriormente questi dati si nota che, nelle fasce maggiormente occupate, negli orari del mattino vi è un notevole effetto “imbuto”, effetto che non si ritrova con gli stessi valori, inferiori generalmente del 10%, nel pomeriggio. Il significato è da ricercare nella probabile diversificazione degli orari di uscita da scuola/lavoro che “spalma” gli spostamenti su differenti fasce orarie.

Le indagini Trenitalia non fanno altro che confermare questi andamenti.

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