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Terremoti

Il territorio ligure comprende due zone considerate a rischio sismico e sottoposte alla normativa prevista dalla legge 64/1974 con il D.M. 27/7/1982 "Aggiornamento delle zone sismiche della regione Liguria"

I comuni inclusi nel decreto sono: Arcola, Bolano, Brugnato, Calice al Cornoviglio, Castelnuovo Magra, Ortonovo, Rocchetta Vara, Sarzana, Santo Stefano Magra,Vezzano Ligure, Zignago per la provincia di La Spezia e Badalucco, Carpasio, Castellaro, Ceriana, Cipressa, Civezza, Costarainera, Dolcedo, Imperia, Montalto Ligure, Ospedaletti, Pietrabruna, Pompeiana, Prelà, Riva Ligure, San Lorenzo al Mare, Sanremo, Santo Stefano al Mare, Taggia, Terzorio, Vasia per la provincia di Imperia.

In particolare la zona dell’Imperiese è stata più volte colpita da fenomeni sismici anche di una certa entità, il più conosciuto dei quali avvenne nel febbraio 1887 con epicentro nella zona di Imperia - Diano Marina e provocò oltre 600 vittime, soprattutto nell’abitato di Bussana.

Dal punto di vista delle iniziative volte alla prevenzione e alla programmazione dell’emergenza sismica, la Regione Liguria ha realizzato alcuni studi relativi ai piani di protezione civile su bacini campione (torrenti Prino, Bisagno, Leiro, Ghiararo);per quanto riferito allo specifico ambiente sismico nella provincia di Imperia l’area studiata riguarda il bacino idrografico del torrente Prino e del torrente Argentina per circa 400 kmq.

Gli studi in questione analizzano in maniera dettagliata l’emergenza sismica e le conseguenze sull’impianto edilizio e la viabilità e mettono in evidenza la particolarità del patrimonio edilizio dei centri storici liguri, per la grande maggioranza di età antica e quindi non impostato secondo criteri antisismici. Si evidenzia inoltre come molti centri siano serviti da un’unica via di accesso, che in caso di inagibilità causerebbe una grave compromissione delle possibilità di primo intervento. I piani prevedono una serie di soluzioni e di accorgimenti per ridurre al minimo queste problematiche.
Lo studio riferito all’ambito del torrente Prino comprende anche uno studio di dettaglio riferito alle norme comportamentali e ai criteri di autoprotezione.
Il 16 marzo 1997 si è svolta, nel quadro del Piano Nazionale Antisismico, l’esercitazione "Imperiese 1997", coordinata dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile e dalla struttura Protezione Civile della Regione Liguria, che ha rappresentato una importante occasione di verifica della effettiva efficienza operativa delle strutture pubbliche coinvolte nella gestione dell’emergenza e ha costituito un utile banco di prova per il sistema di radiocomunicazione realizzato dalla Regione Liguria per assicurare le comunicazioni con tutti i comuni liguri in caso di calamità naturale.

L’esperienza maturata dalla Regione durante l’emergenza sismica in Umbria e Marche ha consentito di prendere visione dei molteplici aspetti legati a questo tipo di evento, e ha avuto, tra l’altro, un primo riscontro con l’inizio di una collaborazione tra strutture regionali per la messa a punto di una metodologia di rilevazione di emergenza; quest’ultima iniziativa viene attuata in coordinazione con i Servizi Tecnici Nazionali.

La Struttura Protezione Civile, compatibilmente con le disponibilità finanziarie, prevede di sviluppare ulteriormente le azioni di programmazione e prevenzione in questo settore, particolarmente attraverso l’estensione e l’approfondimento a tutto il territorio sismico ligure, e in particolare a quello imperiese, degli studi di protezione civile, per ottenere, in sinergia con l’applicazione da parte delle amministrazioni comunali delle normative tecniche previste dalla legge 64/1974, un organico strumento di programmazione e intervento del rischio sismico sull’intero territorio provinciale.
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