salta al contenuto della pagina
home > [...] > affido familiare > linee guida regionali

Linee guida regionali

La Regione Liguria ha definito con delibera 2755 del 18 luglio 1997 delle linee di indirizzo riguardanti l’affido famigliare, considerato uno strumento indispensabile nel sistema di protezione e tutela dell’infanzia. La legge 184/1983 sancisce, agli articoli 1 e 2, i seguenti principi in materia di diritti dei minori:

  • il minore ha diritto a essere educato nell’ambito della propria famiglia
  • il minore che sia temporaneamente privo di un ambiente famigliare idoneo può essere affidato a una latra famiglia ,a una persona singola, o a una comunità di tipo famigliare al fine di assicurargli il mantenimento, l’educazione e l’istruzione

  • solo dove non è possibile un conveniente affido famigliare, è consentito il ricovero del minore in un istituto di assistenza pubblico o privato.


  • Per affidamento famigliare si intende l’inserimento temporaneo di un minore, privo di un ambiente famigliare idoneo a una adeguato sviluppo psico-fisico, presso una famiglia diversa dalla sua origine, o presso una persona singola, al fine di garantirgli con continuità il mantenimento, l’educazione l’istruzione nonché validi rapporti affettivi. La legge contempla due tipologie di affido: uno disposto dal servizio locale nel caso via sia il consenso della famiglia di origine, l’altro disposto dal Tribunale per i minorenni quando non si riesca a ottenere questo consenso. Anche nel secondo caso viene riservato al servizio locale un ampio compito nel preparare, seguire e sostenere l’affidamento.


    La Regione Liguria con delibera della Giunta Regionale n.2755 del 18 luglio 1997, ha definito le lenee guida regionali nella quali si afferma:

  • La necessità di sostenere le famiglie problematiche attraverso interventi psicologici anche mediante la messa a disposizione di operatori del Servizio Sanitario Nazionale per contenere le conseguenze negative del disagio sui bambini. Solo attraverso interventi di questi tipo, infatti, si possono contenere e curare fenomeni patologici quali il maltrattamento e la violenza sui minori.

  • La necessità di dare un ruolo centrale ai consultori familiari come centri fondamentali per l’erogazione di servizi: di ascolto, di terapia, di sostegno e di consulenza nei confronti della famiglie (anche affidatarie e adottive) e di bambini.
  • La necessitagrave;, considerata la complessità degli interventi e delle attività connesse all'affido (selezione e sostegno delle famiglie affidatarie, supporto alla famiglia d’origine, definizione del bisogno di affido, abbinamento minore-famiglia…), di predisporre assetti e modelli organizzativi che garantiscono la continuità dell’intervento.

    Sul piano organizzativo e operativo è necessario indicare almeno due principi:
  • Nella gestione dell’affido sono coinvolte almeno le due figure professionali dell’assistente Sociale e dello psicologo
  • Sono previsti due livelli d’intervento: uno riguardante la presa in carico e la gestione del caso individuale relativo al minore per il quale viene predisposto un affido famigliare e al suo nucleo, l’altro relativo all’organizzazione e gestione della risorsa affido nel suo complesso.

    Compiti del distretto sociale:

    1. Indagine psico-sociale sul minore e sulla famiglia d’origine
    2. Formulazione delle proposte e del progetto di affidamento
    3. Rapporti con l’autorità Giudiziaria minorile
    4. Abbinamento tra minore e famiglia affidataria in collaborazione con il Gruppo di Zona
    5. Segnalazione al gruppo di Zona delle situazioni dei minori da affidare
    6. Sostegno alla famiglia d’origine, al minore e supporto alla famiglia affidataria nella gestione dell’affido in collaborazione con il gruppo di Zona
    7. Verifica periodica dell’andamento dell’affido

    Compiti dei Servizi Asl, Noac, Sert, Salute mentale

    1. Valutazione psico-diagnostica e prognostica nei casi di rischio e psicopatologia conclamata
    2. Trattamento psico-terapeutico se necessario alla famiglia di origine
    3. Formulazione delle proposte ed el progetto di affidamento


    Compiti del gruppo di Zona formato stabilmente da Assistente Stabile e Psicologo

    1. Informazione e sensibilizzazione della comunità alle problematiche del minore, della famiglia e dell’affido
    2. Collaborazione e collegamento per una progettualità comune con il Privato Sociale.
    3. Valutazione, preparazione sul piano staile e psico-pedagogico degli affidatari attraverso momenti individuali e di gruppo.
    4. Tenuta e aggiornamento di uno schedario delle famiglie disponibili
    5. Abbinamento in collaborazione con il Servizio Sociale di Distratto.
    6. Sostegno agli affidatari attraverso momenti individuali e/o di gruppo
    7. Coordinamento, supporto e consulenza tecnica agli operatori del servizio
    8. Elaborazione periodica di dati inerenti gli affidamenti
    9. Piano del lavoro annuale
    10. Formulazione di proposte, indicazioni di linee programmatiche inerenti l’affidamento
    11. Verifica e valutazione dell’attività del gruppo
    12. Attività di monitoraggio, predisposizione di programmi, attuazione di verifiche sui minori affidati o inseriti in comunità
  • top