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Giovedì 19 Gennaio 2012

Turismo 2.0 la sfida della Liguria

Presentato il blog “Il turismo che vorrei”

Genova. La Regione Liguria, assessorato al Turismo, si prepara a definire il piano triennale del turismo e sceglie di farlo adottando una metodologia definita bottom-up cioè con il coinvolgimento e la partecipazione attiva di operatori turistici, rappresentanti di enti e istituzioni, cittadini e vacanzieri. Come? Mettendo a disposizione una piattaforma web dal titolo “Liguria, il turismo che vorrei” in cui tutti possono fare proposte, dare suggerimenti, presentare le loro idee e commentare quelle altrui.

L’iniziativa è stata presentata dall’assessore Angelo Berlangieri e il dirigente del servizio turismo Michele Pagani con Giuseppe Giaccardi, Lidia Marongiu dello studio Giaccardi& Associati e Riccardo Podestà direttore di Liguria Ricerche, che hanno curato la metodologia “bottom-up- alla base della piattaforma web, gli obiettivi, la promozione e i risultati attesi. L’iniziativa, curata anche dall’agenzia “In Liguria”, è realizzata nell’ambito di un progetto interregionale finanziato dal Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il blog www.liguria.ilturismochevorrei.it punta a favorire la partecipazione “dal basso”, a responsabilizzare operatori pubblici e privati nelle scelte da compiere per la realizzazione del piano turistico triennale, attraverso un confronto aperto, valorizzando l’esperienza del singolo a vantaggio della collettività.

Attraverso il blog gli operatori del turismo, i rappresentanti di enti e istituzioni, cittadini e turisti possono proporre idee ed esprimere il proprio parere attorno a diverse macro argomenti su cui dovranno essere prese decisioni strategiche e operative nel piano triennale. Prima in Italia la Regione Liguria ha scelto di elaborare il Piano triennale del Turismo applicando la filosofia web 2.0, individuando la rete come luogo di ascolto ancora prima che luogo di comunicazione o promozione. Una scelta che rivolta come un calzino i criteri finora seguiti nelle programmazione turistica, una metodologia “dall’alto”, con la Regione che decideva e poi presentava le scelte compiute.

Per trovare altri modelli di progettazione simili bisogna guardare verso altri settori, i casi della Barilla con il progetto partecipativo “Il mulino che Vorrei” o quello della piattaforma “500 Wants You” lanciato nel 2006 dalla Fiat per coinvolgere le persone nella progettazione della nuova fiat 500.

Fra i temi del blog, la “marca ombrello” Liguria, e quelli territoriali, le tipologie di “prodotti turistici” del territorio, le imprese e gli operatori, le professioni turistiche.

Gli altri riguardano l’ accessibilità ,la mobilità dei turisti. Con priorità per l’aeroporto, i servizi su gomma, la viabilità interna, treni e servizi via mare , l’organizzazione turistica per quanto riguarda la governance, le strutture e le modalità scelte da un territorio per strutturarsi come destinazione turistica. In quest’ambito si parlerà dell’Osservatorio, dell’Agenzia In Liguria e dell’organizzazione turistica del territorio, l’informazione e accoglienza, con i modelli, strutture, politiche e strumenti per migliorare il sistema di informazione e accoglienza della destinazione Liguria. Gli altri temi del progetto riguardano i mercati italiani ed esteri sui quali puntare, le strategie da adottare per aumentare l’internazionalizzazione del turismo ligure, il web, la comunicazione e la promozione.

 

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1 commento

  • Link permanente al commento Franco Migliaro 22/01/2012 scritto da Franco Migliaro

    Il turismo che vorrei parte dal riconoscimento e valorizzarione di quello che le Pro Loco fanno con entusiasmo e spirito di servizio sia per la promozione, che l'accoglienza e la salvaguardia del territorio a beneficio di residenti e turisti. Ne andrebbe incrementato il coinvolgimento a livello istituzionale, andrebbero ascoltate di più, hanno esperienza, competenza, professionalità e idee da mettere a disposizione. La futura gestione degli uffici Iat dovrebbe percorrere questa strada. Le Pro Loco dovrebbero diventare, da semplici dispenser di depliant, dei visitor center dove il turista non si senta intruso ma accolto come l'ospite atteso mettendogli a disposizione informazioni e servizi a 360 gradi su tutta la Regione senza limitarsi alla propria area di competenza. Cosa che sanno fare benissimo le Pro Loco: nella sola Provincia di Genova oltre il 50% degli Iat sono gestiti da loro.

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