Genova. Nuove regole per l’allevamento in acqua di orate e branzini, in grado di garantire la qualità del prodotto, il rispetto dell’ambiente e la trasparenza delle informazioni ai consumatori. Sono contenute nel disciplinare di allevamento per un’acquacoltura di qualità che è stato firmato questa mattina dall’assessore regionale alla pesca e agricoltura, Giovanni Barbagallo, dal presidente di Legambiente Liguria, Santo Gramatico e da Roberto Co, presidente di Aqua, la società che gestisce l’acquacoltura nello specchio acqueo di fronte a Lavagna. “L’ obiettivo – ha spiegato l’assessore Barbagallo – è quello di prevedere all’interno del santuario dei mammiferi marini nel mar ligure un alto controllo dei trattamenti farmacologici, dello stato sanitario degli animali e una sempre maggiore attenzione all’ambiente, attraverso una serie di misure che garantiscano il benessere dei pesci e conseguentemente del consumatore finale. In questo modo rinnoviamo un intesa che avevamo già sottoscritto nel 2007 a favore di un’acquacoltura sostenibile a garanzia di salubrità del prodotto”. Dalla densità della popolazione animale, all’ossigenazione dell’acqua, alle caratteristiche dell’allevamento, senza dimenticare il controllo dei trattamenti per i pesci e dei mangimi somministrati. “Fattori - conclude Barbagallo - su cui Aqua si è impegnata, con Regione Liguria e con Legambiente, a esercitare un monitoraggio continuo per un prodotto sostenibile”.
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