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Martedì 15 Maggio 2012

La seduta del Consiglio regionale del 15 maggio 2012 - completo

n.26

 

Servizio di elisoccorso non adeguato

L'adeguamento alle normative europee e nazionali del servizio di elisoccorso è stato al centro di una interrogazione firmata dai consiglieri Roberto Bagnasco e Matteo Rosso (Pdl). Dopo aver ricordato la sentenza del Consiglio di Stato del 13 aprile 2010, che ha definito le modalità e le regolamentazioni del settore, Bagnasco ha sottolineato che «la Regione Liguria, insieme alla Sardegna, è maglia nera nell'elisoccorso: continua ad avvalersi di un servizio che non risponde alle normative europee del settore e disattende le indicazioni dell'Ente nazionale dell'Aviazione Civile. Questa situazione - ha concluso - dura da anni, nonostante le proteste degli enti di soccorso e delle associazioni del settore».

Il consigliere, dopo aver ricordato la prossima scadenza della convenzione con i Vigili del Fuoco, che erogano questo servizio, ha chiesto alla giunta «come e quando intenda adeguarsi alle normative europee e nazionali e quali siano realmente i motivi che ostano a regolarizzare un servizio così importante nel settore sanitario. I vigili del fuoco fanno un ottimo lavoro, godono della stima di tutti, ma ci sono normative da rispettare. Mi domando - ha aggiunto - poi che utilizzo abbia l'elicottero Agusta 109 donato dalla Carige nel 2008 e costato 6 milioni e 650 mila euro. A quel che mi risulta, giace ancora inutilizzato, pur costando 550 mila euro l'anno di sola manutenzione».

Per la giunta ha risposto l'assessore alla salute Claudio Montaldo. «Il nostro comportamento – ha detto - è stato corretto e trasparente. La convenzione con i vigili del fuoco per l'elisoccorso è frutto di un accordo con il ministero degli Interni ed è completamente priva di fondamento la notizia che l'elicottero Agusta 109 sia inutilizzato. Al contrario sta lavorando ormai da un anno con regolarità e ha dimostrato grandissima efficienza: è veloce e ha una modalità di impiego superiore alla media. Fra l'altro è stato impiegato durante l'alluvione in Val di Vara dove è stato decisivo in diverse occasioni fra cui il salvataggio di un amministratore colpito da malore. L'elicottero è pienamente impiegato e, pur non essendo classificato come eliambulanza, opera anche in situazioni di emergenza medica come il trasferimento di pazienti che necessitano di interventi urgenti in ospedali diversi da quelli di ricovero».

Bagnasco si è detto soddisfatto «dell'attenzione dimostrata dall'assessore» ma ha mantenuto inalterate le proprie perplessità: «Mettere questo servizio a gara era il sistema migliore e più corretto. In quanto all'utilizzo dell'elicottero, vorrei sbagliarmi ma, dalle notizie in mio possesso, l'elicottero ha lavorato per molte ore in meno di quelle previste. Tra l'altro il livello di sofisticatezza dell'apparecchio rende necessaria l'effettuazione di corsi specifici che oggi si tengono esclusivamente in inglese, lingua che parte del personale non conosce adeguatamente e mi risulta che quest'anno si è fatto uso di una convenzione con la Regione Piemonte, con costi molti più alti di quelli che sarebbe stato possibile ottenere sul mercato libero».

 

Distribuzione diretta dei farmaci

Matteo Rosso ha presentato un'interrogazione sulla distribuzione diretta dei farmaci del prontuario regionale in alcuni distretti della Asl 3 genovese, firmata anche da Marco Melgrati (Pdl).

«Vorremmo sapere - ha spiegato Rosso - se legalmente sia riconosciuta al medico la potestà di distribuire farmaci nella struttura ambulatoriale dell'Azienda sanitaria e se non si ritenga opportuno e necessario prolungare almeno di 5/10 minuti il tempo per la visita e la consegna del farmaco comprese le relative procedure burocratiche». I due consiglieri hanno sottolineato, infatti, che «l'onere di questa distribuzione viene scaricata sui medici specialisti ambulatoriali, senza peraltro nessun accordo a livello sindacale, e che il tempo a disposizione dei medici per una visita prevede ora anche lo scarico dei farmaci tramite penna ottica ed apposito software, incombenze che finiscono per ridurre il tempo per la visita vera propria, che è contingentato dalla Asl».

Per la giunta ha risposto l'assessore alla salute Claudio Montaldo: «Il primo ciclo di terapia viene fornito dagli ospedali al momento della dimissione dei pazienti per garantire loro i farmaci necessari per proseguire senza interruzioni la terapia. Al fine di contenere la spesa, successivamente le aziende possono intervenire, a seguito di una visita specialistica, con la massima autonomia, per variare la terapia e avere un tempo più congruo per mettere a disposizione della farmacia i medicinali necessari. Per quanto riguarda il contingentamento dei tempi delle visite - ha concluso l'assessore - trasmetterò la sua sollecitazione alla dirigenza della Asl al fine di andare incontro alle necessità dei pazienti ed evitare penalizzazioni».

Rosso ha espresso soddisfazione per la disponibilità a fornire al medico il tempo necessario per garantire un migliore rapporto con il paziente. «Il rapporto medico paziente è fondamentale e sarebbe importante che i tempi standard delle visite fossero allungati, tenendo conto delle nuove incombenze burocratiche scaricate sul medico di base».

 

Mutuabilità di farmaci contro i tumori delle prostata

Il consigliere Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha presentato un’interrogazione per sapere come mai il “CASODEX” 150 mg (farmaco utilizzato per la cura dei tumori alla prostata) rientra tra i farmaci classificati non mutuabili. Pellerano ha spiegato: «Ho appreso da un articolo di giornale che una confezione di "CASODEX" da 150 mg, contenente 28 compresse, viene a costare al pubblico 130,68 euro, totalmente a carico del cittadino, mentre la stessa confezione di "HIKMA" da 150 mg, mutuabile, viene a costare più del doppio, ossia 296,82 euro di cui euro 126,48 sono a carico del servizio sanitario mentre la differenza di euro 170,34 è a carico della Regione Liguria». Pellerano aggiunge che «il bicalutamide "CASODEX" è il farmaco originale mentre uno dei farmaci generici con lo stesso principio attivo è il bicalutamide "HIKMA"». Pellerano ha quindi chiesto: «Nel caso il "CASODEX" da 150 mg risultasse mutuabile, quali motivi inducono la Regione Liguria a continuare a sostenere una spesa molto più alta, considerato che la Regione viene a pagare euro 170,34 a fronte di euro 4,20, dovendo farsi carico di un farmaco generico che costa più del doppio dell’originale».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo «Il farmaco BICAMULIDE HIK 28 mg e il BICAMULIDE TEVA 28 cpr riv 50 mg sono presenti nell'elenco dei cosiddetti DPC ovvero distribuiti dalle farmacie pubbliche e private per conto del Servizio sanitario regionale. Nell'elenco dei medicinali soggetti alla distribuzione per conto e distribuiti dalla Asl 3 Genovese, non è presente il CADODEX 28 cpr rvi 150 mg. In questa ipotesi il farmacista non può che consegnare il BICALUTAMIDE HIK 28 cpr riv 150 mg. In particolare, nel caso in cui la Asl di appartenenza della farmacia non acquistasse la specialità prescritta sulla ricetta (Es CASODEX), il farmacista è tenuto a sostituire la specialità prescritta con altra acquistata dalla Asl di eguale principio attivo, dosaggio e forma farmaceutica (es. BICALUTAMIDE) questo in conseguenza del fatto che la Asl acquista, tra più specialità medicinali di uguale principio attivo, dosaggio e forma farmaceutica, quella che abbia il minor costo. Nello specifico il CASODEX 150 mg 28 cpr della ditta Astrazeneca il prezzo di acquisto della Asl 3 è 96,64 euro mentre il prezzo di acquisto della BICALUTAMIDE 150 mg 28 cpr è 11,40 euro. Ecco il motivo per cui nell'elenco dei farmaci distribuiti in DPC dalla Asl 3 è presente solo il BICALUTAMIDE Hikma 150 mg 28 cpr.

«Nel caso in cui i medicinali acquistati dalla Asl non fossero disponibili, il farmacista fornirà all'assistito il farmaco prescritto acquistandolo direttamente al di fuori della "distribuzione per nome e per conto" ma dovrà allegare alla suddetta ricetta copia della documentazione attestante l'ordine di consegna inevaso e tale ricetta dovrà esser collocata in coda alla mazzetta da consegnare alla Asl di propria appartenenza».

Pellerano ha ringraziato l'assessore per la risposta prettamente tecnica ma ha sottolineato: «Certo in questo caso si possono ottenere risparmi considerevoli però ci sono situazione particolari di cui occorre tenere conto: taluni farmaci generici, pur presentando lo stesso principio attivo del farmaco originale, in alcuni casi producono intolleranza rendendo obbligatorio l'uso del farmaco di marca».

 

Chiusura del polo ambulatoriale di Santa Margherita Ligure

Matteo Rosso ha presentato un'interrogazione, sottoscritta anche da Roberto Bagnasco e Gino Garibaldi (Pdl), sullo sfratto da parte della Asl4 degli ambulatori di Santa Margherita ligure. «Abbiamo saputo dello sfratto operato a seguito della cartolarizzazione recentemente approvata – spiega il consigliere – e riteniamo che tale decisione rappresenti un'ennesima penalizzazione per l'Asl 4 e vada, addirittura, contro i più elementari principi dell'assistenza sanitaria sul territorio». I consiglieri chiedono, quindi, alla giunta se «non reputi opportuno e doveroso rivedere le proprie decisioni e, in particolare, come intendano procedere al fine di garantire ai cittadini del comprensorio fondamentali ed indispensabili servizi».

Sullo stesso argomento è intervenuto anche Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) illustrando una propria interrogazione.

Siri ha chiesto alla giunta se intenda confermare che a fine maggio «i cittadini di Santa Margherita saranno lasciati privi di un punto di riferimento sanitario e in quale modo ed in quali tempi gli abitanti riavranno un loro presidio sanitario». Siri, inoltre, ha chiesto la posizione della giunta «circa l'ipotesi di un acquirente privato che permetta l'utilizzo sanitario del complesso».

Il consigliere ha ricordato che nel novembre 2011 la Asl 4 aveva individuato l'immobile dell’ex ospedale di Santa Margherita Ligure come alienabile e che la giunta aveva espresso l'intenzione di modificare la destinazione d'uso di questo immobile eliminando il vincolo sanitario. Tuttavia nel 1996 un'intesa tra Asl 4 e Comune stabilì che la piastra ambulatoriale di Santa Margherita si sarebbe dovuta realizzare contestualmente all'apertura dell'ospedale di Rapallo e un anno dopo ci fu una donazione di 1 miliardo di lire da parte del Comune alla Asl, condizionata al mantenimento dell'operatività dell'allora ospedale almeno fino all'entrata in funzione del nuovo complesso di Rapallo. «A governare con i tagli e i sacrifici sono capaci tutti – ha detto Siri – la giunta cambia continuamente le carte in tavola e disattende le promesse: l'unica cosa che interessa è fare cassa». Siri poi ha espresso dubbi anche sulla alienabilità del Martinez di Pegli.

«Le parole vanno usate in modo appropriato - ha risposto l'assessore alla salute Montaldo - nessun cittadino di Santa Margherita è stato vittima di alcunché. Si è chiuso l'ospedale di Santa Margherita quando è entrato in funzione un ospedale nuovo a Rapallo che opera a pochi chilometri di distanza. Inoltre a Santa Margherita è attiva e funziona ancora oggi una piastra ambulatoriale dove si fanno i prelievi. Non abbiamo deciso di ridurre i servizi ma di risparmiare per rispondere alle stesse esigenze in modo più efficiente. Si è cercato di riorganizzare il più possibile operando in una situazione molto difficile per ridurre le spese. In passato questa operazione era più facile perché le ridondanze erano molte, oggi sono molto meno e quindi ridurre i costi della sanità è sempre più complicato. In quanto ad aprire ai privati siamo contrari a creare nuove attività laddove non servono. E questo è il caso del Tigullio. Se si sviluppa un'offerta in assenza di una domanda presto o tardi si finisce per far accollare al pubblico nuovi costi, attraverso convenzionamenti di cui non si sente la necessità e per i quali oggi non si hanno le risorse. È esattamente quello che sta accadendo in Lombardia. Noi vogliamo evitare di cadere in questa trappola visto che in zona abbiamo un ospedale, quello di Rapallo, nuovo ed efficiente. Quindi ci orientiamo verso un uso diverso da quello sanitario della struttura di Santa Margherita mantenendo in loco un servizio ambulatoriale fino a quando Arte non avrà completato la procedura di vendita e non entreranno in funzione i nuovi locali per la piastra ambulatoriale». Per quanto riguarda il Martinez, Montaldo ha confermato che la Filse giudica l'edificio alienabile.

Rosso si è dichiarato contento per le intenzioni dell'assessore rispetto al mantenimento dei servizi ma ha chiesto di individuare con la massima celerità la nuova piastra ambulatoriale. Anche Rosso ha sottolineato di avere perplessità sulla possibilità di alienare il Martinez visto che lo stesso è frutto di una donazione. In proposito Rosso ha dichiarato di avere un parere legale che conferma le sue valutazioni e smentisce quelle della Filse.

Siri ha preannunciato il ricorso al Tar non condividendo il pronunciamento della Filse sul Martinez mentre per Santa Margherita ha affermato che l'ospedale di Rapallo è al 50% della funzionalità e quindi la popolazione è penalizzata.

 

Ristrutturazione della rete dei consultori genovesi

Stefano Quaini (Idv) ha illustrato un'interrogazione, sottoscritta anche da Matteo Rossi (Sinistra Ecologia e Libertà) sul ridimensionamento dei consultori deciso dalla Asl 3.

I consiglieri hanno ricordato che nel mese di gennaio 2012 la Giunta regionale ha approvato una delibera di riorganizzazione aziendale in cui la Regione "sollecita" la Asl3 a contenere le spese e che, in ottemperanza alla delibera, la Asl 3 ha disposto un drastico ridimensionamento della rete di consultori riducendo da 63 a 45 le strutture complesse non cliniche e da 57 a 33 le strutture cliniche.

«Tale ridimensionamento inciderebbe - ha sottolineato il consigliere - in particolare sull'assistenza geriatrica e sui comparti di integrata fragilità e continuità terapeutica. In pratica si verrebbe configurare una nuova modalità di servizio consultoriale incentrata, prevalentemente, sulle attività ambulatoriali snaturandone le funzioni, così come previste dalle legge 405, che li istituì nel 1975. Tutto ciò contrasta con la legge regionale n.26 del 1976 che disciplinava i consultori, in particolare sui punti dell'ambito di attività, degli orari e della gratuità del servizio e con il piano socio - sanitario regionale 2009 - 2011 in cui i consultori vedono ampliato e definito in maniera dettagliata il carattere delle loro prestazioni». Riteniamo una priorità, nonostante i tagli, mantenere un servizio di prima linea per la famiglia per la prevenzione in ambito adolescenziale e il disagio mentale a livello ospedaliero.

Per la Giunta ha risposto Claudio Montaldo, assessore alla Salute: «Sono felice che si sottolinei l'importanza dei servizi territoriali. Parliamo troppo di ospedali! Inoltre la storia dei consultori dell'area genovese è lunga e molto bella. Sono nati in un periodo in cui avevano a disposizione molto personale e potevamo decentrarlo sul territorio oggi, siamo nella situazione opposta: stiamo combattendo con il blocco delle assunzioni e con una gestione del personale che prevede deroghe al blocco solo in casi particolari. Rendere più efficiente questo sistema non è facile perché si basa su persone che non possono essere sostituiti da macchine. Per ridurre i costi possiamo operare solo accorpando sedi piccole e molto decentrate in sedi centrali più facilmente raggiungibili. È il caso della Valpolcevera dove i servizi di Montoggio, Casella, Mignanego e Campomorone vengono accorpati nella nuova sede dell'ex Ospedale Gallino dove, grazie anche alla palestra per la preparazione al parto e altri servizi, si può utilizzare meglio il personale. Fra gli accorpamenti, è prevista la chiusura di via Adamoli e la creazione della casa salute alla Doria, il trasferimento di quella di viale Bracelli in via Archimede che diverrà la sede del polo per la bassa Valbisagno. In pratica concentriamo tre strutture consultoriali sparse in una sola. Quindi non siamo in presenza di una riduzione dei servizi ma solo della diminuzione di numero delle sedi».

Quaini ha preso atto delle note difficoltà di gestione del personale: «Accentrare può essere una soluzione, ma va fatta un'analisi attenta del territorio per non penalizzare gli utenti. Oggi questo obiettivo è solo parzialmente realizzato».

 

Concorso all'Irccs San Martino Ist

Raffaella Della Bianca (Gruppo misto – riformisti italiani) ha illustrato una interrogazione sull'avviso di mobilità regionale ed interregionale del 16 dicembre 2011 per la copertura, a tempo indeterminato, di 5 posti di assistente amministrativo, categoria C con funzioni di data manager indetto dal direttore generale dell'Irccs San Martino Ist. Il consigliere ha chiesto se vi fosse effettivamente la necessità di reclutare personale dall'esterno, in aggiunta alle «sostanziose aliquote di personale amministrativo già transitate nell'Irccs dopo la fusione con l'Ist». Della Bianca ha ricordato, in particolare, che dal 1° settembre 2011 sono state incorporate nell'Irccs San Martino Ist, provenienti dall'Ist, diverse decine di unità di personale amministrativo di categoria B e C. «Vorrei capire - ha aggiunto - se, nel caso in questione, vi fosse effettivamente la necessità di reclutare personale dall'esterno e quale fosse la consistenza del personale amministrativo, ripartita per qualifiche (B, C, D), dell'Ist e dell'Aou San Martino prima della fusione e quale essa sia attualmente». Il consigliere ha, infine, domandato «a quali servizi siano state assegnate le unità amministrative provenienti dall'Ist, per capire se l'avviso di mobilità indetto sia coerente con la strategia di razionalizzazione e snellimento delle strutture amministrative che la Giunta si era data con l'operazione di fusione».

L'assessore alla salute, Claudio Montaldo ha premesso che la figura del data manager «richiede competenze specifiche, legata al carattere di questo Istituto, che svolge attività di ricerca e sperimentazione. Non è detto che il personale meramente amministrativo abbia le competenze per ricoprire gli incarichi in questione». Ha aggiunto che si tratta di figure molto rilevanti, sia per l'Istituto tumori che per il San Martino, già prima della loro fusione. «Ma – ha precisato – molti dei data manager che erano in servizio nelle strutture prima dell'accorpamento non erano dipendenti e, quindi, non sono transitati nel nuovo organismo. Non sono nella dotazione organica». Ha quindi aggiunto che il numero degli amministrativi prima era di 368, ma ha visto la riduzione di sedici unità. «Le cinque nuove unità possono, quindi, risultare necessarie per coprire posti prima assegnati con contratti non a tempo indeterminato, quindi con lavoro fisso, precario».

Della Bianca ha definito la risposta insoddisfacente ed ha ribattuto che si sarebbe potuto procedere comunque alla formazione professionale di cinque persone fra le centinaia già operanti all'interno dell'Istituto.

 

Dotazione di apparecchiature per i diabetici

Stefano Quaini (Idv) ha illustrato una interrogazione sul bando di gara per i presidi di autocontrollo della glicemia necessari ai diabetici. L'interrogazione è stata sottoscritta anche Nicolò Scialfa e Maruska Piredda (Idv). Dopo aver ricordato che in Liguria si registra un costante aumento dei malati di diabete – circa 85 mila pazienti che necessitano di un efficace controllo della glicemia per prevenire complicanze gravi a livello neurologico e cardiovascolare - Quaini ha domandato a che punto siano il bando di gara ed i presidi di autocontrollo della glicemia e se si intenda procedere, grazie alle esperienze di forte coinvolgimento dei medici di medicina generale per il controllo territoriale del diabete, a nuove forme di distribuzione dei presidi più comode ai pazienti.

«Un bando di gara regionale per la fornitura di sistemi per il monitoraggio della glicemia - ha detto Quaini - non ha tenuto in debito conto la qualità e l'innovazione tra i criteri di scelta. Infatti mentre nel caso del diabete giovanile è importante dotarsi di pungi dito con 6 – 8 livelli di profondità specifica, nel bando si è preferito prevedere la dotazione di 2 soli livelli di puntura nei bambini. Questo mentre il manifesto dei diritti delle persone con diabete (Roma, 09 luglio 2009) sottoscritto dall'Associazione Parlamentare e dalle associazioni specifiche ha stabilito che si deve garantire ai diabetici la disponibilità di presidi di autocontrollo adeguati e tecnologicamente recenti, quale parte integrante della terapia.

Per la Giunta ha risposto l'assessore alla salute Claudio Montaldo: «Il numero dei malati di diabete nella nostra regione è molto elevato, Si va verso il controllo a livello territoriale della patologia. Si è dunque deciso di spostare l'assistenza nell'ambito del territorio. Purtroppo finora si è ricorsi alla struttura ospedaliera. La gestione in ambito territoriale sarà gestita con la collaborazione dei medici di famiglia, dei diabetologi e degli specialisti ospedalieri. Abbiamo fatto la scelta di affidare la distribuzione diretta ai servizi sanitari della fornitura delle strisce ai diabetici. La scelta è stata mossa anche motivazioni di ordine economico. Si è discusso a lungo con i farmacisti. Ma mantengo questa condizione: credo vada meglio incontro alle esigenze dei pazienti». Ha quindi aggiunto: «La gara ha avuto intoppi di ordine giudiziario perché era stata impugnata, ma la cosa sarà chiarita nel migliore dei modi. Noi strappammo il miglior prezzo italiano, attraverso la procedura negoziata che ha consentito di confrontare diverse proposte e forniture. Per quanto riguarda il bando, siamo alle prove di laboratorio presso la Asl 3. Il bando prevede sei diversi lotti di strisce per apparecchi diversi e per specifiche tipologie di pazienti. Il 22 maggio ci saranno le prove finali e arriviamo alla fine di questa gara avendo costruito operazione valida, con costi bassi».

Quaini ha espresso apprezzamento per le determinazione assunte dalla Regione ed ha manifestato la necessità di seguire con attenzione l'evolversi della situazione.

 

Carenza di personale all’ospedale di Sarzana

Alessio Cavarra (Pd) ha illustrato un'interrogazione sulle criticità dell'ospedale di Sarzana. Secondo quanto sottolineato dal consigliere, numerosi articoli di stampa hanno messo in luce problemi riguardanti l'erogazione di servizi sanitari, dovuti soprattutto alla carenza di personale. Cavarra ha sottolineato i problemi che riguardano alcuni reparti, essenziali per la piena funzionalità dell'ospedale: si paventa la chiusura del servizio di endoscopia, manca tuttora un protocollo operativo per il pronto soccorso e la chirurgia è stata depotenziata e in tal modo le emergenze vengono dirottate alla Spezia. A fronte di ciò il consigliere ha ribadito che «l'ospedale di Sarzana, se adeguatamente rafforzato con personale e strumentazioni per la diagnostica e con il pronto soccorso funzionante 24 ore al giorno per tutta la settimana, è in grado di offrire servizi sanitari adeguati ed alleggerire la pressione sull'ospedale Sant'Andrea». Cavarra ha, quindi, chiesto alla giunta quali azioni siano state programmate dalla Asl 5 e dalla Regione Liguria per risolvere le problematiche evidenziate ed in particolare per quanta riguarda le dotazione di personale, al fine anche di arginare le fughe verso le strutture sanitarie della vicina Toscana. «La provincia spezzina ha pagato il prezzo più alto nel piano di riduzione dei posti letto, chiediamo quindi che sia detta con chiarezza la vocazione dell'ospedale di Sarzana sfruttandone le potenzialità perché la situazione non è più tollerabile e occorre trovare una soluzione».

Ha risposto l'assessore alla salute Claudio Montaldo:«Noi possiamo sostituire pochissimo turn over altrimenti a fine anno dovremo scaricare una valanga di tasse sulla comunità ligure, cosa che abbiamo evitato di fare negli ultimi due anni. Nell'ultimo incontro al dicastero dell'economia con tutte le altre regioni, i dirigenti del ministero ci hanno detto che il prossimo anno saremo tutti a gambe all'aria e proprio la prossima settimana si riunisce la Conferenza dei presidenti perché il ministero dell'Economia non ha ancora approvato il riparto 2012». Secondo l'assessore questo lascia sospettare un anticipo della manovra. «In questa situazione non possiamo guardare il pelo nell'uovo che si può chiamare ospedale di Sarzana, San Martino di Genova, Galliera e tutti gli altri ospedali. Noi abbiamo un problema enorme davanti e so bene che ci sono tensioni, ma che su queste cose si giocano strumentali battaglie nella politica. Noi abbiamo fatto la scelta che il polo di Sarzana sia complementare al Sant'Andrea di Spezia per la funzione acuta e in questa fase dovrà essere eseguita una riorganizzazione. Stiamo, inoltre, decidendo quali ulteriori deroghe al blocco delle assunzioni vadano concesse perché Sarzana può svolgere una funzione di frontiera, ma questo va fatto in una situazione di compatibilità economica. Non viene, quindi messa in discussione la funzione di oggi e domani di questa struttura. Quella è solo una discussione molto strumentale».

Cavarra si è dichiarato non soddisfatto: «Sarò sempre in prima fila fino a quando la giunta non dimostrerà di avere a cuore le sorti dell'ospedale di Sarzana, confermando che le funzioni dell'ospedale sono quelle previste dal Piano sanitario regionale e ad oggi non è così. Solo dopo aver ricevuto concrete assicurazioni mi dichiarerò soddisfatto e chiedo al presidente Burlando di venire a Sarzana per testare la situazione di malcontento fra i cittadini».

 

Corsi di informatica per la terza età dai corsi al network

Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha illustrato un'interrogazione con la quale chiede se la Regione intenda dare avvio a corsi di informatica di secondo livello, tanto attesi dalle persone anziane che continuano a rivolgersi alle associazioni che gestiscono i Centri informatizzati di socializzazione, nella speranza che vengano promossi nuovi corsi che permetterebbero loro di usare le aule informatiche che, purtroppo, in tanti casi, sono inaccessibili. Siri ha infatti ricordato che è stato approvato il Progetto Integrato "Sviluppo della società dell'informazione a favore della terza età e coinvolgimento delle fasce giovanili". «Grazie a questo progetto, realizzato da Datasiel, - ha sottolineato Siri - dal 2002 sono stati avviati corsi di informatica cui hanno partecipato circa 12 mila ultrasessantenni, che hanno avuto modo di avvicinarsi alle nozioni informatiche di base, di applicarle nella loro quotidianità e, allo stesso tempo, hanno avuto la possibilità di instaurare nuovi rapporti con il prossimo». Il consigliere ha inoltre aggiunto che, sempre grazie a questo progetto, sono stati realizzati i Centri Informatizzati di Socializzazione (Cis), adeguatamente attrezzati sia dal punto di vista informatico che logistico, il cui scopo è rafforzare l'aggregazione sociale, avvicinando gli anziani a persone più giovani. «Nel 2009 l'allora Assessore alle Politiche sociali, Massimiliano Costa, annunciò l'avvio della seconda edizione dei corsi di informatica di 1° livello per la terza età, dichiarando che la Regione Liguria aveva valutato la possibilità di organizzare anche corsi di 2° livello indirizzati a coloro che avevano già partecipato al 1°; Ma ad oggi detti corsi non sono partiti, nonostante sul territorio ligure siano attivi 56 Cis. Vorremmo sapere che fine hanno fatto le attrezzature».

Per la Giunta ha risposto Sergio Rossetti, assessore alle Risorse finanziarie e controlli, istruzione, formazione, università : «Condivido le considerazioni del consigliere sull'utilizzo delle tecnologie informatiche a fini sociali e per garantire agli anziani la possibilità di restare collegati con il resto del mondo, di comunicare e restare aggiornati. Per i giovani è più facile il ricorso alle nuove tecnologie, per le persone in età avanzata questi corsi sono decisamente importanti. Dal 2006 abbiamo 56 sedi attrezzate con 648 postazioni complessive collocate in centri sociali per anziani. La delibera del 2008 aveva previsto un corso di 12 ore di secondo livello ma nel bilancio 2011 e 2012 non abbiamo potuto mettere risorse su questa posta anche perché non possiamo più utilizzare il Fondo sociale europeo. Tuttavia sarebbe un errore se tutto si fermasse: per questo, dopo aver confermato la concessione delle postazioni alle associazioni, stiamo immaginando di produrre formazione a distanza grazie ad un sistema di network, realizzando una società virtuale di tutti coloro che sono interessati. Il mezzo è potente e mette in relazione realtà e generazioni diverse, favorisce la conoscenza di altre realtà territoriali, visite, attività, incontri, gemellaggi».

Siri si è detto parzialmente soddisfatto. «Chiedo di attivare ogni utile iniziativa anche utilizzando sponsorizzazioni per attivare questi corsi. Su tutto occorre stabilire scale di priorità: e gli anziani sono certamente una delle principali».

 

Cie in Liguria

Marco Scajola (Pdl) ha illustrato un'interrogazione con la quale ha chiesto alla Giunta come intenda comportarsi per favorire la realizzazione in Liguria di un Cie (Centro di identificazione e espulsione) che, secondo il consigliere, rappresenterebbe un aiuto concreto al grande lavoro che ogni giorno le forze dell'ordine svolgono per la sicurezza. Scajola ha sottolineato che l'esigenza è emersa anche durante la riunione svoltasi a Sanremo del Comitato per l'ordine e la Sicurezza. Il Cie, secondo il consigliere, consentirebbe l'identificazione e l'espulsione di extracomunitari che compiono reati nella nostra regione. Scajola ha sottolineato che mesi fa nel territorio di confine il problema si era acuito anche a seguito della guerra nel Nord Africa, ma la situazione - ha sottolineato – è ancora preoccupante.

L'assessore alle politiche per l'immigrazione, Enrico Vesco, ha risposto: «Già in diversi passaggi abbiamo ribadito la nostra contrarietà ai Cie, anche attraverso due leggi. Una delle norme è stata dichiarata illegittima da parte della Corte Costituzionale, ma testimonia comunque la volontà dell'amministrazione. E questa nostra posizione non è mai venuta meno. Anche in provincia di Imperia la Regione ha mostrato capacità di saper ben fronteggiare la situazione che si era venuta a creare con l'emergenza profughi. Lo abbiamo fatto con l'accoglienza, la più diffusa possibile. Il modello proposto contrasta con quello del Cie. Sono stati allestiti centri di accoglienza che fossero davvero tali, grazie anche all'ausilio delle amministrazioni locali. Sono stati accolti ben 570 immigrati senza allarmismi. Credo sia importante portare avanti questa nostra convinzione. Chiarisco anche che la Regione non ha competenza diretta per quanto riguarda i Cie, che sono materia del ministero degli Interni, al quale spetta il compito di individuare il territorio, inviare le forze armate e adempiere a tutte le operazioni collegate».

Scajola si è dichiarato insoddisfatto: «La risposta dell'assessore ha avuto un taglio esclusivamente politico mentre il Comitato per l'ordine e la sicurezza a cui avevo fatto riferimento, che ha fatto questa richiesta, è composto da tecnici, persone serie e responsabili».

 

Nuovo depuratore di Rapallo

Armando Ezio Capurro (Noi con Claudio Burlando) ha illustrato un'interrogazione relativa alla realizzazione del nuovo depuratore a Rapallo, in località Viacava, nei pressi del torrente Boate, in un terreno di proprietà della Regione Liguria che da tempo, secondo il consigliere, avrebbe manifestato l'intenzione di cedere. Capurro ha sottolineato che Rapallo è una delle località della Liguria che, per quanto riguarda la depurazione, è a rischio infrazione da parte dell'Unione europea e che sono passati ormai molti mesi da quando il Comune di Rapallo aveva manifestato il suo assenso a realizzare l'opera nella zona indicata. Capurro ha chiesto, quindi, alla giunta se ha ancora provveduto a cedere al Comune di Rapallo l'area di sua proprietà denominata "Castellaro" sita località Ronco - zona ex Viacava: «Chiedo conferma all'assessore se sono stati compiuti gli atti amministrativi previsti».

Per la giunta ha risposto l'assessore al bilancio Sergio Rossetti: «Noi abbiamo sempre affermato che il Comune dovesse individuare il depuratore e abbiamo messo a disposizione l'area già nell'agosto scorso e abbiamo avviato procedura di verifica preliminare alla richiesta di alienazione, il primo febbraio insieme all'assessore Briano abbiamo confermato al Comune la decisione assunta il 27 gennaio in giunta di approvare la proposta presentata e procedere ad alienazione del bene e si era dato mandato di porre in essere le attività conseguenti. Il 22 febbraio l'amministrazione comunale ha deliberato l'acquisto dell'area e credo che l'atto di acquisizione sarà completato appena sarà insediato il futuro sindaco di Rapallo, così potremo perfezionare gli atti».

Capurro si è dichiarato soddisfatto.

 

Possibile ristrutturazione del "Circolo Tennis and Bridge" di Sanremo

Sergio Scibilia (Pd) ha presentato una interrogazione in cui ha chiesto alla giunta il dettaglio del progetto, il piano finanziario e i tempi per la realizzazione del progetto di ristrutturazione dell'area destinata al "Circolo del Tennis and Bridge", che si trova nel quartiere Foce di Sanremo. Scibilia voleva sapere, inoltre, «se sia stato eseguito uno studio di mercato sulla reale fattibilità dell'opera ed, in particolare, sulla sostenibilità economica da parte del mercato immobiliare di nuove autorimesse ed i relativi possibili prezzi di vendita» e, infine, le «condizioni contrattuali che regolano, attualmente, i rapporti tra la società sportiva e l'ente proprietario».

Il consigliere ha ricordato che, secondo fonti di stampa, sta per essere bandita la gara per l'affidamento dei lavori di ristrutturazione dell'area e che tale impianto è di proprietà della Regione Liguria, ma attualmente è gestito da una società sportiva locale. Le fonti giornalistiche, dunque, fanno «riferimento ad un possibile intervento della Regione, attraverso la propria finanziaria Filse, per una radicale riqualificazione dell'impianto stesso, in parte da finanziare con capitali privati, che porterà alla realizzazione di autorimesse interrate, al rifacimento dei campi ed alla ristrutturazione ed ammodernamento del club house e - ha obiettato - i lavori potrebbero creare pesanti disagi alla circolazione sull'unica arteria che collega il ponente con il centro cittadino e che è anche una direttiva importante per l'uscita autostradale». Il consigliere ha chiesto, infine, garanzie di accesso a tutte le imprese che vogliano partecipare alla gara di appalto e garanzie per la continuità dell'attività sportiva praticata attualmente dal circolo.

Ha risposto l'assessore al Bilancio Sergio Rossetti: «I beni della regione devono essere valorizzati e messi in condizione di meglio operare per fornire servizi al territorio. Ci siano mossi con una delibera della giunta perché non c'era ancora l'esigenza di una evidenza pubblica. Entro fine maggio o i primi di giugno Filse deve presentare un progetto per verificare se la realizzazione del parcheggio consente di valorizzare l'area senza interferire sull'impianto sportivo. Intanto abbiamo avuto numerosi incontri fra tecnici regionali e del comune di Sanremo sugli interventi urbanistici e strutturali. Per quanto riguarda il gestore abbiamo rinnovato la gestione fino al 31 dicembre per consentire ai fruitori dei campi di godere dello stesso. Questa è una fase, quindi, di semplice elaborazione del progetto, che potrà poi essere messo a gara per riqualificare l'impianto, quindi fino ad ora non c'era necessità di evidenza pubblica». Solo una volta concluso il lavoro istruttorio da parte di Filse sul piano finanziario solo allora «attraverso una trasparente procedura pubblica potranno essere assegnati i lavori».

Scibilia ha ribadito l'importanza che l'attività sportiva del circolo non sia sacrificata e ha chiesto attente valutazioni economiche sul costo dell'intervento per evitare un'operazione che da un punto di vista immobiliare, oltreché recare disagio alla viabilità cittadina, non sia vantaggiosa per la Regione.

 

L'interrogazione di Francesco Bruzzone, Edoardo Rixi e Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria) Sicurezza e degrado dei giardini genovesi di Brignole è stata ritirata.

 

No alla cessione di quote di aziende del gruppo Finmeccanica

All'unanimità è stato approvato un ordine del giorno (primo firmatario Gino Garibaldi, Pdl), relativo alla vertenza Finmeccanica. Com'è noto, infatti, il consiglio di amministrazione ha deciso di cedere la quota di maggioranza e quindi di controllo delle aziende in attivo del settore civile dell'energia (Ansaldo energia) e del trasporto (Ansaldo Sts) per ripianare l'alto indebitamento prodotto dalla Holding. Il consiglio regionale, attraverso il documento firmato oggi ricorda che queste storiche aziende rappresentano settori di importanza strategica per l'industria italiana ed un loro «deconsolidamento porterebbe ad un indebolimento sulla vocazione manifatturiera di alta fascia tecnologica del nostro Paese e della nostra città». Ansaldo Energia e Ansaldo Sts, inoltre, sono aziende in forte espansione internazionale, il cui indotto diretto è di 12 mila persone, hanno bilanci sani che hanno prodotto negli ultimi anni redditi importanti per Finmeccanica. Si impegna, quindi, la giunta regionale ad intervenire con sollecitudine e con tutti i mezzi a disposizione presso il presidente del Consiglio, il ministro del tesoro e il ministro dello sviluppo economico, «in modo tale da sospendere ogni attività di vendita o di deconsolidamento delle aziende di Finmeccanica operanti nei settori energia e trasporto presenti nel territorio ligure».

 

Tagli alla Atp: non ridurre il servizio

All'unanimità è stato approvato un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi, con il quale si impegna la giunta, dopo i pesanti tagli decisi a livello nazionale alle risorse destinate al trasporto provinciale, affinché «agisca con interventi concreti e immediati, coinvolgendo anche gli enti locali, per rimodulare un livello di servizio adeguato alle necessità del territorio e che garantisca ai cittadini la possibilità di spostamento sia all'interno che sulla costa». L'ordine del giorno, inoltre impegna la giunta perché «si trovino soluzioni alternative alla crisi dell'Azienda di trasporto provinciale per scongiurare anche gravi ricadute occupazionale per i lavoratori dipendenti».

Nel documento i consiglieri ricordano, infatti che, per garantire il pareggio di bilancio nel 2012, in seguito alla riduzione dei finanziamenti nazionali e al rincaro del carburante, Atp è stata costretta «ad applicare nuovi pesanti tagli dei servizi che hanno provocato un notevolissimo disagio ai viaggiatori, pendolari e studenti del Tigullio e del Golfo Paradiso e, in particolare, agli abitanti delle frazioni dell'entroterra». Le riduzioni complessive di servizio, fra quelle già attuate e quelle in programma, sono di quasi un milione e 400 mila chilometri all'anno.

 

Assenti: Lorena Rambaudi e Angelo Berlangieri

 

Quorum: 20

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