Bilancio della Regione e legge finanziaria confronto in aula
L’ultimo giorno della sessione sul bilancio è iniziato con le repliche di Sergio Rossetti, assessore alle Risorse finanziarie e del presidente della Giunta Claudio Burlando.
Rossetti: boccata d’ossigeno per il Tpl, la vera emergenza è il welfare
«La gestione finanziaria della Regione – ha detto Sergio Rossetti, ribadendo di non essere un assessore tecnico, ma un politico eletto - è sempre più difficile perché per la prima volta nella sua storia abbiamo meno risorse degli anni precedenti e questo mentre cresce la quota delle persone anziane che costano anche 7-8 volte più di un giovane. Anche l’immigrazione deve essere gestita con processi di intermediazione culturale per fare in modo che ad esempio i bambini si parlino ed entrino in relazione». Passando alle cifre Rossetti ha affermato: «Rispetto alle pessime prospettive iniziali, negli ultimi giorni qualcosa si è mosso: ieri sono stati destinati altri 400 milioni per il trasporto locale. E’ un passo avanti, arriveremo ad una cifra simile a quella messa a disposizione nel 201, ma non possiamo certo dire al Governo che è sufficiente. Siamo a un miliardo e 600 milioni mentre lo stesso Governo Berlusconi aveva riconosciuto un fabbisogno di 2 miliardi. Senza ulteriore interventi non potremo che confermare la riduzione delle corse e aumentare tariffe e biglietti. Il finanziamento nazionale per i trasporti non è adeguato, ma gli ultimi sviluppi ci consentiranno di affrontare la necessaria ristrutturazione propedeutica a una razionalizzazione dei costi. Per quanto riguarda la cartolarizzazione, il processo ormai è definito: la valorizzazione garantisce ai comuni il 10% degli introiti e il resto andrà alla Regione per investimenti. I nostri obiettivi sono salvaguardare processi sviluppo e sostenerli il più possibile, mantenere una linea di welfare e il trasporto pubblico locale. La maggiore preoccupazione è invece per il welfare: chiediamo al Governo di ripristinare i fondi per la non autosufficienza e aspettiamo misure contro l’evasione fiscale.
Il presidente Burlando: abbiamo una idea di Liguria e si sta realizzando
«L’opposizione ha detto molte cose giuste, ma ad una critica voglio assolutamente rispondere perché la trovo infondata: ci è stato detto che da parte nostra non c’è un’idea di Liguria. Invece io penso che questa idea ci sia e sia emersa con chiarezza in questi anni e si sta realizzando. La nostra idea di Liguria scommette su portualità e logistica, su high tech, su un territorio da salvaguardare e valorizzare in termini turistici e ambientali. Ci siamo mossi. È vero che questa maggioranza è variegata, ma non è vero che non fa o che non prende decisioni. Non c’è più una grande questione su cui decidere, l’ultima era la Tirreno Power e abbiamo deciso martedì.
Portualità e infrastrutture: In un Paese non messe bene, noi ci difendiamo prima di tutto con la portualità. Grazie al contributo di Governi di diverso colore si mettono in moto investimenti significativi 15 miliardi di euro in 10 anni, fondi veri, si avvia finalmente il Terzo Valico. Restano ancora fuori la Finale - Andora mentre per la Val Fontanabuona bisogna fare atto formale.
Il settore industriale ha perso molta manifattura, ma l’high tech è cresciuto e crescerà ancora.
Il turismo di qualità: fra piste ciclabili, outdoor, interventi a Santo Stefano, offerta nell’entroterra e valorizzazione delle Cinque Terre, il nostro modello comincia ad affermarsi e a dare un certo ritorno economico ed occupazionale. Basti pensare all’aeroporto: dice si arriverà a 1milione 800 passeggeri con l’80% di presenze in più e con nuove linee.
Alluvione: «Dal Governo – ha detto Burlando - arrivano 40 + 10 milioni, 8 milioni verranno dall’aumento delle accise liguri. L’Unione europea sta sbloccando altri fondi. Abbiamo fatto la nostra parte. Domani ci sarà il Consiglio dei ministri, mi aspetto che approivino la moratoria fiscale che ho chiesto e di poter vendere immobili con calma per potere avere il tempo di valorizzarli al massimo. Se non fosse concessa questa proroga, lo giudicherei un capriccio.
I cambiamenti nella sanità: Alla riunione di ieri a cui Vesco ha partecipato il Governo ha sbloccato i fondi per l’edilizia sanitaria previsti dall’art. 20. Non è vero che tutto è immobile: oggi gli ospedali sono diventati 19 contro 27 che avevamo prima con un importante processo di razionalizzazione. Avremo alla Spezia Sant’Andrea e Sarzana, nel Tigullio Lavagna, Sestri Levante e Rapallo, a Savona Cairo, Pietra Ligure e Savona, Imperia, e, a Genova, quattro ospedali non Asl Evangelico, San Martino, Galliera e 3 asl: Pontedecimo, Sestri, Sampierdarena. Abbiamo fuso Ist e San Martino e ridotto di due il numero delle aziende sanitarie. Cambiano strutture complesse molto significative, sono stati chiusi diversi plessi. Di fatto la sanità ha cambiato molto la sua presenza territoriale con nuove case della salute, la creazione di una importante rete di hospice che prima non c’era. I centri di costo cambiavano continuamente ed è difficile fotografarli.
Fughe Della Bianca e Pellerano hanno fatto interventi stimolanti e hanno detto alcune cose vere. La Liguria ha più fughe che arrivi la Regione non offre poco, forse addirittura offre troppo ma non bene. E’ qui che c’è ancora molto da fare: serve una regolazione più fine. Dopo il 31 dicembre sapremo la sorte dell’intervento di via Degola, sul quale mi trovo d’accordo con Rosso: meglio avere più spazio e risorse per gli ambulatori piuttosto che per gli uffici. Per razionalizzare con la sindaco Vincenzi abbiamo definito l’operazione di corso Sardegna che a gennaio ufficializzeremo affrontando il problema della struttura di via Archimede. Altra operazione importante sarà a Quarto dove può rimanere un presidio sanitario. Sui costi c’è stata confusione, i dati sono questi: il 2009 è stato chiuso con un piccolo avanzo applicando modesto carico fiscale, il 2010 è stato chiuso l’altri ieri pari con stessa quota di fiscalità. Il 2011 chiude in passivo ma un po’ meglio di come si è detto: -146 milioni. 100 milioni è la perdita in termini di quota pesata degli anziani. Sono 100 milioni che pensiamo di realizzare con cartolarizzazione. Sull’edilizia sanitaria c’è una questione di fondo: tra la cultura americana che ogni 20 anni demolisce e ricostruisce tutto e la nostra cultura europea che non demolisce niente dobbiamo trovare una via di mezzo. Se Basaglia ha chiuso i manicomi trent’anni fa in quelle strutture enormi bisognerà fare dell’altro. Vendendo possiamo avere soldi a beneficio di tutta la comunità. Credo sia sbagliato tenere tutto immobile. Giusto definire una presenza significativa con una casa della salute dove serve, ma il resto si può utilizzare diversamente. I comitati di Santa Margherita non hanno ragione: in quella struttura, dopo la creazione dell’ospedale di Rapallo bisogna farci dell’altro. Poi se un privato mettendoci fondi propri vuole fare un suo intervento, ben venga, ma noi no. La nostra offerta sanitaria è già ipertrofica, non possiamo tenere qualsiasi ambulatorio. Dobbiamo cartolarizzare bene e investire in sanità.
Larghe intese e informazione Burlando ha espresso critiche agli articoli pubblicato dal Secolo XIX su tasse non decise e larghe intese inesistenti.
Costi della politica «Avere attenzione ai costi è corretto. Ma vorrei sottolineare stiamo dando buna prova di sobrietà e che il budget del presidente è quello fissato nel 2003 e non cambierà fino a 2015, cioè in pratica diminuirà del 20-30 per cento. Forse il budget del presidente e del vicepresidente è ancora da ridurre, ma credo sia da fare nella prossima legislatura, anche perché è difficile interrompere un rapporto con persone con cui si è iniziato insieme un pezzo di strada. Detto questo, tutto ciò che si può fare per ridurre i costi, va fatto, e quello che si potrà fare faremo».


