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Martedì 22 Marzo 2011

I lavori del Consiglio regionale di martedì 22 marzo - full

n.76

Trasferimento degli uffici dell’Asl 3 in via Degola

Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha illustrato un’interrogazione sullo spostamento degli uffici amministrativi dell’Asl 3 in via Degola 3. «Desta perplessità – ha detto il consigliere – il percorso che ha portato a questa decisione. L’iniziativa è stata dell’Asl 3 che ha chiesto alla Regione l’autorizzazione all’alienazione degli immobili di via Bertani e ha indicato come nuova sede Via Degola, con la motivazione che si troverebbe vicino a Villa Bombrini, ipotizzata sede del nuovo ospedale del Ponente, che peraltro non si farà. L’Asl 3 ha ammesso che i risparmi che deriverebbero da questo spostamento non sono quantificabili.  Dopo un’indagine di mercato, l’Asl ha acquistato l’immobile di via Degola, a Sampierdarena per 17 milioni e 200 mila euro». Pellerano ha quindi chiesto le motivazioni di questa scelta, con quali criteri è stata effettuata l’indagine di mercato e se, considerata la situazione di criticità economica del sistema sanitario ligure, «non fosse possibile trovare una soluzione meno costosa, come utilizzare un padiglione che verrà dismesso nell’ospedale Villa Scassi».

L’assessore alla salute Claudio Montaldo ha risposto: «In quale sfera di cristallo ha visto che non si farà più l’ospedale del Ponente? Forse frequentando il Governo ha saputo che non ci saranno fondi per l’edilizia sanitaria? In Liguria sono necessari nuovi ospedali, mi auguro che il Governo investa. Noi andremo avanti con l’ospedale del Ponente, l’area di Cornigliano è quella che abbiamo individuato. L’operazione Degola è stata avviata dalla Asl 3 nel 2008, chiedendo a Regione l’autorizzazione a vendere alcuni immobili. Nel 2008 il bilancio della sanità era in buone condizioni, le difficoltà sono iniziate nel 2010. L’operazione Degola è valida perché gli uffici amministrativi della Asl 3 sono dispersi in quattro sedi principali: Via Bertani, Villa Scassi, Quarto, Celesia e varie distaccate. Abbiamo autorizzato Asl 3 a fare mutuo per la quota non coperta dalle alienazioni. La Asl 3 ha seguito una procedura corretta, cercando un immobile di dimensioni adatte (più di 8500 metri quadrati) per ospitare uffici parcheggi e spazi diversi. L’immobile di via Degola è della Quadrifoglio Spa, che consegnerà gli uffici chiavi in mano».

Pellerano ha replicato: «Che l’ospedale Ponente non stia andando avanti si deduce dal disaccordo tra Regione e Comune sull’individuazione dell’area. La Regione non può tornare indietro perché pagherebbe troppe penali. Con i 17 milioni di questa operazione si potevano potenziare il pronto soccorso di Villa Scassi e rifare le sale operatorie del San Martino».

Livelli di sicurezza della raffineria Iplom a Busalla

Con un’interrogazione Matteo Rossi (Sel) ha chiesto alla Giunta informazioni sul rispetto delle normative, sul monitoraggio delle emissioni e sulla messa in sicurezza idraulica della raffineria Iplom a Busalla per la sicurezza e la salute dei lavoratori e dei cittadini.

«Nella zona circostante la raffineria Iplom – ha detto Rossi - la situazione ambientale è delicata. Da anni i cittadini chiedono severi controlli ambientali e la delocalizzazione dell’impianto, ma, nonostante i pronunciamenti favorevoli delle istituzioni locali, la delocalizzazione dell’impianto non ha avuto luogo, anche per l’assenza di un intervento del Governo nazionale».

L’assessore all’ambiente Renata Briano ha ricordato che le normative nazionali ed europee e gli atti delle amministrazioni locali prevedono controlli ambientali rigorosi per questo tipo di siti industriali. «In Liguria – ha detto l’assessore - abbiamo insediamenti molto impattanti da gestire cercando di coniugare occupazione e ambiente». La Briano ha ricordato anche che uno studio provinciale sul bacino dello Scrivia ha evidenziato la pericolosità del sito, soggetto a esondazioni. «La Iplom è un’azienda importante per la Valle Scrivia. Condividiamo la necessità di delocalizzare l’impianto, ma bisogna coinvolgere il governo nazionale e la Comunità Europea. Oggi ci dobbiamo convivere e cercare di comunicare meglio quanto gli enti locali fanno in materia di controlli su sicurezza e ambiente. Con il sindaco di Busalla e la Provincia di Genova stiamo elaborando un piano per intensificare i controlli sulla qualità dell’aria. La Iplom è un’azienda a rischio di incidente rilevante e quindi deve sottostare alla normativa Seveso ed è dotata di un sistema di gestione della sicurezza».

Rossi ha ricordato che la popolazione di Busalla è penalizzata dalla chiusura dell’ospedale e che, in caso di incidenti, si ritrova ormai priva anche di un punto di primo soccorso.

Misure finanziate dal Programma di Sviluppo Rurale

Con un’interrogazione Alessio Saso (Pdl) ha chiesto alla Giunta quali misure del Piano di sviluppo rurale (Psr) siano state finanziate in ogni provincia e con quali ricadute per il territorio. «Di fatto il Psr è ormai l’unico strumento a sostegno dell’agricoltura ligure. Ma sono sempre più numerose, specialmente in provincia di Imperia, le piccole e medie imprese agricole, molto spesso a conduzione familiare, che lamentano la carenza di aiuti pubblici a sostegno della loro stessa sopravvivenza, continuamente minata dalla congiuntura economica e dai pesanti eventi atmosferici ripetutisi negli ultimi anni. Segnalo in particolare la mancanza di equilibrio tra alcune linee finanziate e il fabbisogno espresso dalle imprese».

«I dati sono chiari – ha detto l’assessore all’agricoltura Giovanni Barbagallo – i 276 milioni di dotazione del piano sono stati aumentati fino a 292 milioni, cofinanziati da Unione Europea, Governo e Regione. Il Psr ligure ha 29 misure, di cui soltanto 5 non finanziate. Al 23 febbraio 2011 risultano pagati 76 milioni e 580 mila euro, il 26% di quanto programmato, per 31.963 domande. La divisione per provincia smentisce le lamentele: a Imperia 14.813 domande per 3645 beneficiari per 29 milioni e 450 mila euro. A Savona 6179 domande per 17 milioni 700 mila euro. A Genova 6731 domande per 18 milioni di euro e a Spezia 3768 domande per 10 milioni 640 mila euro. La provincia di Imperia da sola ottiene più del 40% della cifra complessiva. Alcune misure, come quella sugli investimenti, dovranno venire implementate. Il nuovo Psr dovrà essere semplificato, ma molti vincoli vengono da Bruxelles. Per i muretti a secco nel 2009 avevamo stanziato 2 milioni e mezzo, poi implementati con fondi europei con 5 milioni e 700 mila per aree di particolare pregio. Sono arrivate 976 domande per un importo di 9 milioni, ma molte domande non riguardano siti di pregio. Riusciremo a soddisfare tutti». Barbagallo ha quindi confermato che ci sarà il nuovo Psr.

Saso ha replicato: «Il piano era così complicato che molti operatori hanno rinunciato a presentare le domande».

Casi di contagio da scabbia nel carcere di Imperia

Sergio Scibilia (Pd) ha preso spunto da casi di contagio da scabbia nel carcere di Imperia, oggi risolti, per allargare la sua interrogazione alla profilassi igienico sanitaria nelle carceri liguri.

Ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «Il caso di scabbia al carcere d’Imperia è stato risolto. I responsabili dell’Asl 1 Imperiese hanno esaminato anche i detenuti della stessa cella e hanno isolato questi carcerati, come da protocollo. Sono state disinfestate le celle e cambiati i materiali. Esiste, invece, un’inquietante situazione delle carceri liguri, sovraffollate con conseguente aumento dei rischi sanitari. C’è stato il trasferimento delle competenze sanitarie dallo Stato, ma non sono state adeguatamente finanziate. Credo che valga la pena portare questo tema in Commissione, ascoltando chi opera nelle carceri».

Scibilia, soddisfatto delle parole dell’assessore Montaldo, ha sottolineato: «La questione delle carceri va sollevata in Commissione, affrontando sia la sicurezza dei detenuti, che  le difficoltà del personale e dei volontari che operano nelle inadeguate strutture».

Day surgery nel nuovo ospedale di Rapallo

Sull’attività di day surgery e più in generale sul funzionamento del nuovo nosocomio di Rapallo sono stati illustrate due interrogazioni.

Roberto Bagnasco (Pdl) ha sottolineato il fatto che, secondo recenti notizie di stampa, nel nosocomio sarebbe stato attivato un day surgery soltanto per quanto riguarda il reparto di ortopedia e questo, secondo il consigliere, penalizza una struttura all’avanguardia dotata di ben cinque sale operatorie. Ha quindi chiesto alla Giunta di attivarsi affinché vengano confermati gli impegni presi nei confronti della nuovo ospedale che è frutto, a detta di Bagnasco, di approfonditi studi tecnici.

«Ho letto delle interviste di Montaldo nelle quali si definisce l’ospedale di Rapallo un errore di programmazione lasciata in eredità dal centrodestra – ha detto Bagnasco – E’ una posizione che mi lascia perplesso, deluso e amareggiato, anche perché basata su un assunto falso:  la necessità dell’ospedale è emersa sotto la Giunta di centrosinistra guidata da Giancarlo Mori ed è frutto di studi approfonditi dell’università Bocconi di Milano. E’ irresponsabile dire che un investimento di oltre 40 milioni de euro è inutile. Vista questa posizione, però capisco perché a Rapallo non partono gli interventi previsti».

In linea con quanto sostenuto da Bagnasco, l’interrogazione illustrata da Matteo Rosso (Pdl) , il quale ha ricordato che nel nuovo nosocomio “Nostra Signora di Montallegro”, di Rapallo è necessario garantire l’attività di day surgery oggi presente nella struttura sanitaria  di Santa Margherita Ligure. Ha infatti sottolineato che nel patto per la salute 2010-2012 è previsto che le funzioni dell’ospedale di Santa Margherita devono essere trasferite a quello di Rapallo. Ha chiesto quindi alla Giunta se intende mantenere gli impegni assunti.

«La situazione della sanità ligure – ha detto - è molto peggiorata: l’ospedale di Recco viene chiuso, quello di Santa Margherita viene smantellato: pretendiamo che vengano mantenuti gli impegni  almeno per quanto riguarda Rapallo» .

Ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «La responsabilità originaria, lo riconosco, è della giunta Mori ma la decisione fu confermata in seguito, pur essendo sbagliata. Dieci anni fa in Liguria si ragionava così, e mentre noi facevano errori mantenendo in vita strutture inadeguate e prive di prospettive, in Toscana chiudevano metà degli ospedali per realizzarne di nuovi efficienti. Detto questo, non lasciamo allo sbando l’ospedale di Rapallo, anzi. Abbiamo finito di finanziarlo nonostante mancassero 14 milioni e lo riempiamo di attività. Il trasloco da Santa Margherita è iniziato a metà febbraio. L’attività non è partita subito perché l’avvio di una struttura ospedaliera ha ovviamente bisogno di un periodo di messa a punto. Inoltre deve essere spostato parte del personale che è ancora a Recco. Nelle prossime settimane Rapallo andrà a regime. È già in funzione la medicina, ma l’impegno principale sarà sull’ortopedia perché, nonostante le difficoltà, a Rapallo dobbiamo creare un forte polo pubblico di ortopedia e oculistica. Per evitare una commistione con altre attività chirurgiche e per rispondere alla necessità di utilizzare in modo razionale le risorse disponibili si concentrerà su Lavagna e Sestri Levante le altre chirurgie l’otorino e l’urologia. Per Santa Margherita c’è l’impegno di mantenere una piastra ambulatoriale, ma l’immobile oggi occupato dall’ospedale andrà valorizzato».
Insoddisfatto Bagnasco: «Montaldo per il Tigullio e il Golfo Paradiso parla di razionalizzazione, ma la realtà è un’altra sono stati chiusi 3 ospedali e se n’è aperto uno e la Als 4 è definanziata come la Asl 1». Polemico anche Rosso: «Quel territorio è completamente trascurato: pezzo per pezzo si sono smantellate strutture pubbliche senza dare alternative».

Accorpamento dei reparti di maternità di Imperia e Sanremo

Marco Scajola (Pdl) ha illustrato un’interrogazione con la quale chiede notizie sull’ipotizzato accorpamento dei reparti di maternità di Imperia e Sanremo. Il consigliere ha chiesto in particolare se le notizie relative all’accelerazione del processo relativo all’accorpamento dei due reparti siano fondate e per conoscere la posizione della Giunta. «C’è preoccupazione da parte del territorio. – ha detto -  Il direttore della Asl 1, con un parere tecnico, ha denunciato che un eventuale accorpamento farebbe diminuire la qualità assistenziale senza significativi risparmi, anzi, con possibili aumenti di costi. Non dimentichiamo che ogni anno ci sono più di 600 parti a Sanremo e più di 900 a Imperia: si tratta di soglie accettabili per mantenere i due punti nascita. L’accorpamento in questo momento è un’operazione folle: a dover sopportare grosse difficoltà sarebbero soprattutto coloro che vivono nelle frazioni» .

Ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «Abbiamo discusso il piano attuativo della riorganizzazione delle attività ospedaliere anche nell’imperiese con la proposta dell’accorpamento di ostetricia. Confermo la posizione della Asl 1, che non condividiamo in linea di principio, ma che approfondiremo visti i problemi economici. Ostetricia deve dare assoluta garanzia di sicurezza. Faremo le necessarie verifiche. A inizio aprile è convocata una conferenza di sindaci per presentare il programma attuativo che include l’obiettivo dell’accorpamento. Ho definito un calendario intenso per portare a compimento anche nella Asl 1 il processo avviato con la delibera di agosto sull’attuazione del piano sanitario» .

Scajola ha contestato all’assessore di aver parlato «politichese, senza dire  chiaramente cosa la Regione intenda fare. Forse si è compreso che l’operazione è sbagliata per un territorio già penalizzato dalle quote capitarie più basse. Faremo una battaglia per avere il nuovo ospedale ma contrasteremo questo accorpamento non supporto da  strutture e da una rete viaria adeguate» .

Stabilimento Fincantieri a Riva Trigoso

Ezio Chiesa (Gruppo misto) ha presentato un’interrogazione sullo stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso. «La decisione di Fincantieri di investire tre milioni di euro per dotare il cantiere di Riva Trigoso di una nuova gru deve essere apprezzata, ma una rondine non fa primavera. La X Commissione permanente Attività produttive della Camera ha approvato il 25 gennaio nella risoluzione “Misure a sostegno della cantieristica” che non condivido in quanto vincola il miglioramento delle infrastrutture di Riva Trigoso con il ribaltamento a mare previsto a Sestri Ponente. Non c’è una logica a meno che non si voglia chiudere il cantiere di Riva Trigoso e spostare i dipendenti a Genova o alla Spezia. La Commissione evidenzia la necessità di realizzare un piano per il miglioramento delle infrastrutture di accesso al cantiere “rivano”. Sembra pertanto che la questione legata al miglioramento di accesso al cantiere, sicuramente non prioritario, diventi un alibi, di fronte alle giuste pressioni dei lavoratori, per non compiere interventi sicuramente più urgenti e indispensabili, legati alla missione del cantiere stesso per garantire la sua sopravvivenza». Fatte le premesse, Chiesa ha chiesto alla Giunta se da parte di Fincantieri sono state avanzate richieste alla Regione per il miglioramento delle infrastrutture di accesso al cantiere di Sestri Levante e se è a conoscenza d’interventi e progetti da parte di altri enti sulla viabilità che porta all’ingresso dello stabilimento di Riva Trigoso atto a pregiudicare l’attività stessa del cantiere.

Ha risposto l’assessore allo Sviluppo economico, Renzo Guccinelli: «Capisco la sua non condivisione della risoluzione che c’è stata in sede di commissione alla Camera, ma non possiamo entrare nel merito. Al momento non siamo stati coinvolti in nessuna richiesta di miglioramento della viabilità di accesso al cantiere di Sestri Levante. La Regione ha espresso posizione netta: è contraria alla chiusura o al depotenziamento del cantiere di Riva Trigoso e ha chiesto che rimangano i tre siti liguri di Fincantieri che si integrano. Il settore militare ha possibilità di lavoro per molti anni, con le Fremm, sia per Riva Trigoso che per il Muggiano. L’impegno sulla nuova gru a Riva è un segnale d’impegno. Il ministero ha convocato un tavolo con amministrazioni, sindacati e capigruppo regionali per un’azione congiunta che garantisca stabilità futura».

Chiesa ha concluso: «Sono preoccupato e scettico rispetto a quanto sta succedendo nel Cantiere di Riva Trigoso. Chiudere lo stabilimento di Riva Trogoso sarebbe un disastro. Ho presentato una mozione e spero che il Consiglio regionale l’approvi all’unanimità al più presto»

Cassa integrazione in deroga ai dipendenti della “Rapallo Nuoto”

Con un’interrogazione Giacomo Conti (Federazione della Sinistra) ha chiesto alla Giunta di intervenire immediatamente per sbloccare la situazione degli otto dipendenti dell’Associazione dilettantistica Rapallo Nuoto che, a seguito della chiusura della piscina di Rapallo per ristrutturazioni, si sono ritrovati senza stipendio. «È una situazione paradossale – ha denunciato Conti - la burocrazia e il gioco dello scaricabarile avvengono sulla pelle dei lavoratori. In questo caso otto dipendenti sono stati lasciati sei mesi senza stipendio e soprattutto senza prospettive future. La piscina è stata chiusa a settembre per delle ristrutturazioni e non è chiaro quando riaprirà. L’associazione Rapallo Nuoto ha chiesto e ottenuto dalla Regione la cassa in deroga a decorrere dal 1 ottobre 2010 fino al 31 marzo 2011, ma l’Inps non riconosce questo beneficio perché i lavoratori fanno capo a un altro istituto di previdenza. L’assessore Vesco ha scritto al ministro Sacconi per accelerare la pratica di convenzione tra i diversi istituti previdenziali. Il 31 marzo scade il provvedimento e non è mai stato erogato nessun versamento».

L’assessore alle politiche del lavoro Enrico Giovanni Vesco ha confermato che l’Associazione Rapallo Nuoto ha fatto domanda di cassa integrazione in deroga per quegli otto dipendenti, e che l’erogazione dei fondi da parte dell’Inps è subordinata alla sottoscrizione di una convenzione apposita. I tempi burocratici si sarebbero allungati ulteriormente per il passaggio dell’Enpas all’Inpdap. Vesco ha comunque assicurato che la convenzione sarà sottoscritta il prima possibile e avrà valore retroattivo, per cui i lavoratori riceveranno anche gli arretrati. Ha inoltre annunciato una ulteriore proroga della cassa integrazione fino alla riapertura dell’impianto sportivo. «L’istituzione della cassa in deroga serviva per dare copertura a chi non rientra nei benefici della legge 223 sulla cassa integrazione e mobilità. In Liguria si è dovuta usare molto, limitando l’impatto dei licenziamenti».

Conti ha rimarcato la sua preoccupazione, soprattutto per tutta la burocrazia e i tempi ristretti: «Bisogna che la convenzione sia firmata prima del 31 marzo, pena il rischio di licenziamento. I sei mesi di stipendio arretrati devono essere riconosciuti».

Stanziamenti per i chirotteri in Liguria

Matteo Rosso (Pdl) con un’interrogazione ha chiesto alla Giunta le ragioni che hanno indotto allo stanziamento di cospicui finanziamenti a favore dell’Ente parco Alpi liguri, per la tutela e lo studio dei  chirotteri, più comunemente conosciuti come pipistrelli. Ha infatti ricordato che nel 2008 è stato effettuato un primo stanziamento di 40 mila euro per la realizzazione del progetto “Interventi a tutela dei chirotteri in Liguria”. Il 17 settembre 2010 ha fatto seguito un ulteriore stanziamento di 120 mila euro per la prosecuzione delle attività di monitoraggio delle colonie di chirotteri riproduttive e svernanti in Liguria. «Nella Giunta precedente erano stati stanziati ben 168 mila euro per lo studio dei pipistrelli. Oggi dovremo fare una profonda riflessione, visto che ci troviamo in un momento di grande difficoltà economica. Gran parte dei fondi in questione arrivano dall’Europa. Chiedo un preciso impegno: quando dall’Europa arrivano fondi così lontani dagli interessi dei cittadini, tutte le Regioni li mandino di nuovo indietro. Non dimentichiamo che spesso c’è la compartecipazione regionale».

Ha risposto l’assessore all’ambiente Renata Briano ha accusato Rosso di demagogia: «Ogni volta che si approva una delibera a favore della biodiversità  – ha detto l’assessore - penso a lui, che mette in discussione le priorità della Commissione europea e del ministero dell’ambiente, che invitano a monitorare alcune specie rilevanti. I pipistrelli sono mammiferi particolarmente protetti. La biodiversità è una grande priorità: il significato di questi fondi è tutelare le specie e gli ecosistemi per poter difendere l’ambiente. Si fa presto a parlare di sprechi facendo leva sull’emotività, facciamo invece un approfondimento sul tema complessivo del significato della biodiversità».

Rosso ha replicato: «Va fatta una seria riflessione: qui siamo senza soldi e c’è un problema di priorità».

Difficoltà e prospettive dell’Ente Fiera di Genova

La condizione della Fiera di Genova sono state al centro di un’interrogazione illustrata da Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) e da un’altra presentata da Matteo Rosso (Pdl) .

Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha rimarcato il buco di bilancio 2009 di 1 milione e 200 mila euro che grava sull’ente, la povertà del calendario di manifestazioni, il continuo avvicendarsi di dirigenti che hanno abbandonato la sede ligure per altre destinazioni. Ha inoltre ricordato che le manifestazioni di punta, Nautico ed Euroflora, sono da tempo nel “mirino”, di altre strutture che tentano ripetutamente di aggiudicarsi tali eventi. Ha quindi chiesto alla Giunta quali iniziative abbia intrapreso la Regione per far riemergere la Fiera di Genova Spa dalla difficile situazione nella quale si trova. «Ci aveva fatto ben sperare Burlando sostenendo la candidatura di Paolo Lombardi. Ma non c’è stato alcun risultato: la Fiera è utilizzata solo per 14 manifestazioni annuali mentre le altre ospitano da 20 a 40 manifestazioni l’anno. Negli ultimi anni ne abbiamo perse diverse fra cui Energetica e Technotel. Speriamo di non perdere il Nautico ed Euroflora.»

Matteo Rosso (Pdl) ha chiesto alla Giunta se intenda o meno confermare la fiducia all’attuale management dell’Ente Fiera di Genova, che si avvia alla scadenza. Tutto ciò tenendo conto che, secondo quanto sostenuto dal consigliere, l’Ente ha chiuso il bilancio 2009 con una perdita di esercizio di un milione 255.900 euro, con  spese di gestione ingenti (45 mila euro solo per spese di rappresentanza, di cui 28 mila per pranzi e colazioni di lavoro) e 536 mila euro per spese di consulenze (di cui 236 mila euro solo di consulenze legali) 40 mila euro di regali.

Ha risposto l’assessore allo sviluppo economico Renzo Guccinelli: «Il giudizio sul management non lo forniremo qui: sarà una valutazione di merito da fare in sede di assemblea di bilancio, da maturare con gli altri soci dell’Ente Fiera. La Regione è convinta del valore della Fiera. Dobbiamo fare i conti col fatto che sono stati effettuati investimenti necessari: il passivo non nasce dalle consulenze e dalle spese di rappresentanza, d’altro canto  necessarie per questo tipo di Ente. Il bilancio è finito in perdita nel 2009 perché è iniziato l’ammortamento di alcuni investimenti effettuati, in primo luogo quello del padiglione B, costato 45 milioni, e la nuova darsena. La difficoltà del sistema fieristico riguarda tutto il settore nazionale. Ci tengo a sottolineare che è stata rinnovata la convenzione con Ucina per il Nautico. E’ stato siglato un accordo di programma tra Fiera, Comune e ministero per un finanziamento di 5,8 milioni di euro da destinare alla realizzazione ed il miglioramento delle infrastrutture della fiera, con particolare riguardo alla reception e all’allestimento di sistemi di automazione per l’accesso del pubblico».

Siri ha sottolineato che è necessaria una buona capacità di programmazione per rilanciare l’Ente Fiera. Rosso si è detto deluso per le parole dell’assessore: «Non ho avuto le risposte che chiedevo».

Progetto formativo per gli infermieri dell'Asl 4

Con un’interrogazione Ezio Chiesa (Gruppo misto) ha chiesto alla Giunta perché solo il personale infermieristico e gli operatori sociosanitari dell’Asl 4 debbano compilare un questionario per verificare i bisogni degli ammalati. «Il questionario ha creato disagio al personale in quanto alcune voci sono poco chiare e lo scopo della rilevazione sembra diretto a “giustificare future riorganizzazioni dei reparti con diminuzione del personale”. Inoltre il questionario è stato elaborato dall'Azienda ospedaliera San Martino, ma è in contrasto con le linee direttive contenute nel Piano sociosanitario regionale 2009 – 2011, che prevede un pieno coinvolgimento di tutte le figure professionali».

L’assessore alla salute Claudio Montaldo ha risposto: «La tipologia di pazienti ricoverati negli ospedali si caratterizza per l’instabilità clinica. Un gruppo di esperti di tutte le Asl e una rappresentanza sindacale ha individuato un metodo per rilevare la complessità assistenziale in tutte le aziende, non solo nella Asl 4. Per quanto riguarda il personale medico le schede di dimissione forniscono già sufficienti informazioni. I dati sono idonei al carico di lavoro del personale, la finalità è disporre dati oggettivi per dotare le strutture  di un organico realisticamente commisurato alle necessità dei pazienti. Sono in previsione altri questionari per il personale non infermieristico».

Situazione dei tecnici della prevenzione

Stefano Quaini (Di Pietro-Italia dei Valori) ha presentato un’interrogazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, e, in particolare, sulla situazione dei tecnici della prevenzione. Secondo il consigliere, questi tecnici sono spesso lasciati in completa solitudine di fronte alle loro responsabilità, rilevanti soprattutto se commisurate alle retribuzioni percepite e comparate con quelle di altre analoghe figure operanti nel settore del controllo della legalità. Quaini ha, quindi, chiesto alla Giunta se a settembre c’è stato l’incontro tra la Regione Liguria e le organizzazioni sindacali per l’esame delle eventuali ripercussioni dovute alla conversione in legge del disegno di legge numero 78 del maggio 2010, e, inoltre, se è stato presentato un piano di revisione delle risorse umane che tenga conto delle criticità emergenti dalla rilevazione dei dati relativi all’anno 2009, riguardanti prestazioni aggiuntive, pronta disponibilità, straordinario, ore accantonate in relazione all’attuale organizzazione del lavoro.

«Siamo fortemente preoccupati per la sicurezza nei luoghi di lavoro in Liguria – ha sottolineato Quaini – Gli ispettori firmano documenti importanti con rilevanza penale, e il loro trattamento economico non è adeguato. Questi ispettori necessitano di aggiornamenti continui. A marzo 2010 la Regione aveva firmato un protocollo con i tecnici che però è stato disatteso».

Per la Giunta ha risposto l’assessore alla Sicurezza, Claudio Montaldo «Siamo d’accordo con quello che ha detto il consigliere Quaini. Stiamo lavorando bene con il coordinamento regionale che ha avviato il programma di attuazione del piano della prevenzione. Stiamo predisponendo un disegno di legge per attuare il vecchio accordo sull’aumento di stipendio dei tecnici della prevenzione. Spero che il testo normativo arrivi prima dell’estate in Consiglio».

Ha concluso Quaini: «La messa in cantiere del disegno di legge è un atto fondamentale. Ben venga questo testo normativo».

Verso la revoca della concessione per le acque minerali Santa Rita di Né

Alessandro Benzi (Federazione della Sinistra) ha presentato un’interrogazione sullo stabilimento acque minerali “Santa Rita” di Né, sottolineando che l’attività produttiva dell’azienda è ferma da più di un anno e che, dopo tanti mesi di cassa integrazione, per i dipendenti non s’intravede un piano per il rilancio. Benzi ha chiesto alla Giunta come intenda attivarsi per favorire la ripresa dell’attività.

Ha risposto l’assessore alle politiche del lavoro Giovanni Enrico Vesco: «Avevamo riposto fiducia nella nuova proprietà, ma la situazione è ancora molto complicata. La Minerali Investimenti, che è sull’orlo del fallimento, deve ancora corrispondere parte della liquidazione e degli stipendi ai dipendenti, e dopo le nostre pressioni ha concesso la cassa in deroga, che è stata attivata. Questa attività può ancora rappresentare un’opportunità di occupazione, ma le richieste per la cessione sono eccessive, perché l’azienda è indebitata. I termini sono scaduti, l’azienda non si è pronunciata, quindi sarà avviata la procedura di decadenza della concessione demaniale. I beni pertinenziali saranno acquisiti e sarà fatta una gara per permettere la ripresa dell’attività».

Benzi ha replicato: «Si tratta di un’attività che può aiutare l’economia del territorio. Data l’inaffidabilità dei proprietari, invito la Regione ad accelerare la decadenza della concessione e a cercare un nuovo soggetto in grado di riaprire lo stabilimento».

Studenti in aula

Hanno assistito alla seduta del Consiglio regionale gli studenti di due sezioni della terza media della sezione di Ceriale "Fratelli Cervi" dell'istituto Dante Alighieri di Albenga

 
Assenti: Giovanni Boitano, Roberta Gasco, Raffaella Paita, Lorena Rambaudi, Edoardo Rixi, Sergio Rossetti

Quorum: 18 voti

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