Prosegue il dibattito il Consiglio regionale sul piano di riordino ospedaliero.
Sono intervenuti Marco Scajola (Pdl), Raffaella Della Bianca (Pdl).
La seduta prosegue con la presentazione di alcuni emendamenti
Marco Scajola: chiudere i punti nascita nel Ponente è un fallimento
Per Marco Scajola (Il popolo della Libertà) non ci sono dubbi: «A questa razionalizzazione si è arrivati a seguito degli sprechi del centrosinistra, ma in realtà crea danni e non effetti positivi. Oggi su un quotidiano si annuncia l’arrivo di un manager per risolvere i problemi della sanità. In un momento durante il quale le consulenze sono ridimensionate, il centrosinistra ha dovuto cercare un tutor, come se questa amministrazione non riuscisse a risolvere i problemi. Si tratta dell’ennesima dimostrazione del fatto che la maggioranza non sa più cosa fare. Molti liguri vanno a curarsi nelle altre regioni e addirittura in Francia».
Scajola ha quindi centrato l’attenzione sull’accorpamento dei punti nascita di San Remo e Imperia, previsto dal piano. «Colpire la maternità è un fallimento di questa amministrazione regionale», ha concluso ed ha chiesto «la rimodulazione della quota capitaria a favore della Provincia di Imperia»
Raffaella Della Bianca: manca un disegno strategico
Giudizio negativo sul piano anche da parte di Raffaella Della Bianca (Il Popolo della Libertà): «Le scelte fatte da questa amministrazione sono generiche, ad esempio non vengono distinti i posti letto ordinari da quelli di day hospital. Le azioni risultano di basso profilo, prive di verifiche sulla loro reale efficacia e poco praticabili. Questo piano è una cornice che non viene definita nei particolari. Manca un disegno strategico ed è sganciata dai risultati che si attendono». Il consigliere ha proseguito: «I dati in possesso della Regione non vengono di fatto forniti ed è quindi impossibile sapere perché si prevedono tagli in un’area piuttosto che in un’altra. Unificare i punti nascita, ad esempio, significa aumentare i posti letto in una struttura che può rivelarsi insufficiente ad accogliere tutte le nascite e, quindi, potrebbe rendersi necessario l’allestimento di una nuova struttura. Ma di tutto questo non si parla nel piano». Raffaella della Bianca ha aggiunto: «Anche la razionalizzazione delle chirurgie non è supportata da dati. E così le altre operazioni di accorpamenti e riconversioni. Non è chiaro dove e come si vuole incidere: non si guarda ai reali bisogni dei cittadini»


