Tutela della proprietà pubblica dei servizi idrici: respinta la mozione della Lega
Con 23 contrari e 15 favorevoli (centrodestra) è stata respinta la mozione del gruppo Lega Nord Liguria-Padania (primo firmatario Edoardo Rixi), che avrebbe impegnato il presidente della Giunta e l’assessore competente “a prendere tutte le opportune misure necessarie affinché nei Comuni liguri sia tutelata la proprietà pubblica dei servizi idrici”. La maggioranza ha motivato la bocciatura dicendo che il documento era demagogico, mentre l’opposizione ha sostenuto la mozione. La proposta di Rixi di togliere le premesse, è stata respinta dalla maggioranza.
Durante il dibattito Edoardo Rixi ha spiegato che «si tratta di un problema importante, ancora in discussione a livello parlamentare. Su iniziativa della Lega Nord il parlamento ha ribadito, per l’ennesima volta, che le reti idriche e il patrimonio pubblico erano, sono e resteranno dei cittadini. Il Governo, incaricato dal Parlamento di redigere il Regolamento sulla disciplina dei servizi pubblici locali, ha chiesto allo stesso un ulteriore intervento chiarificatore per meglio tutelare quegli enti locali che vogliono continuare a gestire l’acqua in proprio con le proprie società municipalizzate. Riteniamo opportuno che la nostra Regione aiuti i Comuni a continuare ad avere la gestione in house».
Per l’opposizione sono intervenuti anche Gino Garibaldi (Popolo della libertà), Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti Presidente) e Alessio Saso (Popolo della libertà).
«La Regione Liguria – ha detto Garibaldi - deve fare determinati passaggi legislativi per fare chiarezza nella gestione dell’acqua. Esprimiamo parere favorevole alla mozione».
Siri ha affermato che «il bene dell’acqua è primario per la collettività. La Regione Liguria deve approvare i provvedimenti di propria competenza affinché questo bene primario rimanga a gestione pubblica».
Esprimendo parere favorevole, Saso ha sottolineato che «è una materia troppo tecnica che non si può risolvere con un referendum o una mozione. Il tema va affrontato nelle istituzioni in modo approfondito».
Per la maggioranza sono intervenuti Raffaella Paita (Partito Democratico), Nicolò Scialfa (Di Pietro-Italia dei valori), Alessandro Benzi (Federazione della Sinistra), Massimo Donzella (Noi con Claudio Burlando), Matteo Rossi (Sinistra Ecologia e Libertà).
«Su certi temi – ha detto Paita – bisognerebbe mettere da parte i giochetti politici. Noi votiamo contro questa mozione perché non entra nel merito. La verità è che la Lega che fa parte di un Governo, con questa mozione critica l’operato del Governo. La Lega, quindi, ha fatto tutte le parti in commedia: prima vota la norma che contiene il 23 bis, l’articolo che sancisce l’house come sistema eccezionale e da giustificare. Poi pretende di sostenere in Liguria di essere per l’acqua pubblica. A settembre chiederemo alla Giunta un piano che tratti le vere questioni: gestione dei servizi, ato, aggregazioni e salvaguardia del ruolo pubblico».
Scialfa ha rincarato: «Siamo al paradosso: Idv e altre forze della sinistra hanno fatto una campagna referendaria contro la privatizzazione dell’acqua. Noi voteremo contro per questione di metodo e di merito. Il referendum è uno dei pochi strumenti di democrazia e non si può accusare di demagogia».
«Abbiamo raccolto – ha detto Benzi - un milione e 400mila firme di firme contro la privatizzazione dell’acqua. I punti referendari sono tre e si scontrano contro i riferimenti legislativi della mozione. Non è vero che le gestioni private hanno dato risultati migliori. Le stesse società quotate in Borsa, anche a capitale pubblico, hanno dimostrato che la qualità del servizio non è migliorata. Credo che dobbiamo creare enti di diritto pubblico».
Donzella ha affermato: «La mozione non valuta in modo completo il concetto dell’acqua quale “bene pubblico”, che deve tenere conto, oltreché del servizio, anche dell’aspetto della depurazione, quale tutela primaria contro l’inquinamento. E’ un documento monco».
«Il centrodestra – ha detto Rossi – ha difeso posizioni diverse da quelle che sono state sostenute a Roma. Ricordo che molti cittadini hanno sottoscritto su questo un referendum. Siamo contrari a questa mozione demagogica».
Per la Giunta è intervenuta l’assessore all’Ambiente, Renata Briano: «Il tema dell’acqua è molto complesso e non è possibile risolverlo con la demagogia. La Giunta s’impegna a discutere in Consiglio regionale la nuova proposta di legge sugli ato, partendo dal presupposto che stiamo parlando di sistema idrico integrato (depurazione, distribuzione e fognature). Sarà quella l’occasione per discutere anche del ruolo pubblico su pianificazione, controllo e regimi tariffari»


