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Lunedì 02 Agosto 2010

Via libera della Commissione al piano ospedaliero

n.102

Il presidente Quaini : <Si riducono i rischi clinici, ricoveri più appropriati e razionalizzazione dei costi>

Il vicepresidente Bagnasco: <Con questo piano si risparmia ben poco>

Accolti un emendamento del gruppo Noi con Claudio Burlando e tre emendamenti di Sel e Rc

 

Integrazione fra Ist, Ospedale San Martino e Università; trasferimento dell’Evangelico dal quartiere genovese di Castelletto nell’attuale sede del San Carlo di Voltri per creare un unico polo ospedaliero con molteplici attività; creazione di un country hospital, un polo degenziale gestito direttamente dai medici di base del territorio, nell’attuale ospedale di Recco.

Sono queste alcune delle novità inserite nella delibera "Razionalizzazione della rete ospedaliera e incremento dell'appropriatezza nel ricorso ai ricoveri ospedalieri" approvata questa mattina dalla II Commissione. Il piano passerà nei prossimi giorni all’esame del Consiglio regionale per il via libero definitivo.

Il piano, che prevede un risparmio di circa 25 milioni di euro (la cifra è per difetto) nei prossimi anni, è stato approvato con il voto contrario della minoranza.

La commissione ha accolto, inoltre, alcuni emendamenti presentati da Rifondazione Comunista e dal Sel, con i quali si blocca l’introduzione del ticket al pronto soccorso per i codici verdi, si stabilisce che contestualmente alla riduzione dei letti per acuti siano attivati sul territorio i posti di riabilitazione previsti, si prevede il potenziamento dei servizi di consultorio a fronte dell’eventuale riduzione dei punti nascita.

<In questo piano – ha dichiarato il presidente della commissione Stefano Quaini (Idv) – si è tenuto come obiettivo precipuo la riduzione dei rischi clinici, l’appropriatezza dei ricoveri ospedalieri e la valorizzazione dei centri di alta specializzazione, così come stabiliscono le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità>.

Secondo il presidente l’integrazione Ist-Ospedale San Martino e Università rappresenta uno dei <punti qualificanti della delibera anche perché non viene snaturato il fine della ricerca che è proprio dell’Istituto tumori>; grande valore viene attribuito anche al trasferimento dell’Evangelico al San Carlo di Voltri, <ma la sede storica di Castelletto - precisa il presidente – verrà mantenuta e vi troveranno collocazione servizi ambulatoriali e altre attività non rivolte all’acuzie>.

Gli obiettivi di contenimento dei costi verranno raggiunti anche attraverso l’eliminazione del reparto di ostetricia e ginecologia di Sarzana e con l’accorpamento delle due specialità degli ospedali di Sanremo e Imperia.

L’approvazione di un emendamento firmato da Capurro (Noi con Burlando), Manti (Pd), Ferrando (Pd) e Quaini (Idv), prevede che l’ospedale di Recco, oltre alla riabilitazione ortopedica, alla piastra poliambulatoriale, abbia anche un ruolo di country hospital, che rappresenta una interessante novità nella sanità ligure: <Questo polo – spiega Quaini -  permetterà di valorizzare il lavoro dei medici di base>. I costi della riconversione saranno reperiti attraverso il piano di alienazione di beni immobili della Asl.

Per arginare la fuga di pazienti verso centro ortopedici di altre regioni il piano prevede la creazione entro i prossimi mesi di strutture convenzionate per l’ortopedia negli ospedali pubblici di Albenga  e Rapallo con specialisti che operano fuori dalla Liguria. Una esperienza analoga verrà portata avanti anche a Bordighera.

Nel ponente <viene confermata la vocazione specialistica del Santa Corona di Pietra Ligure mentre l’ospedale di Albenga – aggiunge Quaini – acquisirà la pneumologia>.

A levante i poli di ostetricia verranno centralizzati all’ospedale di Spezia, che è sede del Dea ed è una struttura più attrezzata, concentrando l’ortopedia di elezione a Sarzana.

<Devo riconoscere alla minoranza  – ha concluso il presidente – il merito di aver fatto una opposizione costruttiva, fondata sul confronto, e a molti membri della commissione vanno riconosciute competenze sul piano tecnico e progettuale>.

Il vicepresidente della commissione Roberto Bagnasco (Pdl) ha detto: «La montagna ha partorito il topolino. Questa proposta porterà, negli anni, a risparmiare 25 milioni di euro, ben poca cosa rispetto alle esigenze di riordino. Ci preoccupa soprattutto il fatto che nel 2010 non ci saranno risultati concreti per la chiusura del bilancio sanitario, al di là delle enunciazioni della Giunta.»

Riguardo all’atteggiamento dell’opposizione in Commissione, Bagnasco ha sottolineato: «Abbiamo affrontato la discussione senza pregiudizi, consci del nostro ruolo. Avremmo potuto fare ostruzionismo, ma invece abbiamo scelto di lavorare nell’interesse dei liguri e questo atteggiamento è stato riconosciuto anche dall’assessore Montaldo e dal presidente della commissione Quaini.

La concentrazione dei punti nascita è uno degli argomenti critici: «Ci saremmo aspettati dalla maggioranza un atteggiamento meno ambivalente. Condividiamo il trend verso la centralizzazione dei punti nascita, ma il piano denota due pesi e due misure: da un lato La Spezia -Sarzana e Ventimiglia –Sanremo, dall’altro Il punto nascita di Voltri mantenuto aperto nonostante il numero di nascite inferiore. Queste sono scelte politiche.» Un punto invece qualificante, secondo l’esponente di minoranza, è «L’integrazione Ist – San Martino – Università, sul quale condividiamo la posizione del Ministro Fazio. Anche se – aggiunge Bagnasco – l’Ist avrebbe dovuto essere maggiormente caratterizzato e sostenuto come polo di ricerca.»

Sull’operazione di assorbimento del San Carlo di Voltri da parte dell’Evangelico permangono alcune perplessità nel centrodestra: «Occorreva capire meglio – spiega Bagnasco - il bacino di utenza dell’attuale ospedale Evangelico, perché non è detto che il Galliera sia in grado di gestire il surplus di richieste che arrivano, ad esempio, dal quartiere di Castelletto, come ha sottolineato anche il direttore del Galliera Adriano Lagostena». Anche riguardo alla riconversione dell’ospedale di Recco e la creazione di un country hospital Bagnasco dice: «Condividiamo la nuova proposta ma è stato uno spreco spendere milioni di euro per ristrutturare il vecchio ospedale per poi dismetterlo.»

 

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