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Mercoledì 28 Luglio 2010

I lavori del Consiglio regionale di mercoledì 28 luglio 2010 - Full

n.99/2010
Approvati assestamento di bilancio 2010 e rendiconto 2009
Non sono previsti aumenti delle tasse
Con 23 voti a favore e 12 contrari (centrodestra) è stato approvato il disegno di legge “Rendiconto Generale dell'Amministrazione della Regione Liguria per l'esercizio finanziario 2009”. Con 24 voti a favore e 13 contrari (centrodestra) è stato approvato il disegno di legge “Assestamento del bilancio di previsione della Regione Liguria per l'anno finanziario 2010 ai sensi dell'articolo 35 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 15 (ordinamento contabile della Regione Liguria)”. Sono stati approvati anche sei emendamenti tecnici.

Cavarra: Una buona manovra ma occorre contenere le spese
Alessio Cavarra (Pd), presidente della II Commissione programmazione e bilancio, ha detto che l’esercizio finanziario 2009 si è chiuso con un saldo finanziario attivo pari a 697.084 migliaia di euro, con un decremento di 111.860 migliaia di euro rispetto all’avanzo di gestione registrato nel consuntivo 2008. «La gestione delle entrate – ha detto Cavarra nella relazione sul rendiconto - al netto delle partite di giro, registra un totale delle previsioni definitive di circa 6.288.191 migliaia di euro, comprensivi dell’avanzo presunto lordo del precedente esercizio finanziario di 953.208 migliaia di euro. Il totale delle risorse effettive iscritte a bilancio comprende circa il 24% di entrate con vincolo di destinazione e circa il 60% di entrate discrezionali cui si deve aggiungere il 16% di avanzo di amministrazione del 2008. Circa l’ 83 % (3.183.396 migliaia di euro) della previsione definitiva delle entrate discrezionali, è rappresentato da entrate derivanti da tributi propri, dal gettito di tributi erariali o da quote di esso devoluti alla Regione. Di queste, il 90% è costituito da Irap, addizionale Irpef  e compartecipazione Iva (54%, risorse di tipo discrezionale, che sono tuttavia quasi interamente destinate alle esigenze del servizio sanitario regionale.»
Cavarra ha ricordato che negli ultimi anni, da una finanza essenzialmente derivata si è passati gradualmente al federalismo, con una costante crescita delle entrate discrezionali rispetto a quelle vincolate: «Praticamente l’intero gettito di Irap e Ire è vincolato alla copertura degli oneri sanitari».

«Per quanto riguarda – ha sottolineato l’esponente della maggioranza - le entrate derivanti da contributi e trasferimento dall’Unione europea, si registrano performance che dimostrano l’elevata capacità di spesa della nostra regione. In particolare, sui fondi per lo sviluppo rurale, la Liguria si inserisce tra le sei Regioni più virtuose, davanti a Regioni come Lombardia, Toscana, Piemonte ed Emilia Romagna». «Al netto delle partite di giro e della componente negativa – ha detto Cavarra - la spesa effettiva a bilancio ammonta a circa 6.143.926 migliaia di euro ed è per il 30% di natura vincolata (1.822.660 migliaia di euro) e per il 70% discrezionale (4.321.266 migliaia di euro). La spesa sanitaria costituisce di gran lunga l’onere principale del bilancio regionale, incidendo per circa il 62% sulla spesa effettiva totale. Rispetto al 2008 si deve registrare un incremento percentuale di 10 punti dell’incidenza sul bilancio degli oneri sanitari».
Tolta la spesa sanitaria, le principali aree di spesa risultano: 33% programmazione comunitaria, statale e regionale (interventi cofinanziati dall’UE e programmazione negoziata), 28% gestionale (spese per personale, funzionamento ordinario dell’ente, acquisto di beni patrimoniali, ecc.), 14% mobilità e trasporti, soprattutto gestione del trasporto pubblico locale.
Per quanto riguarda invece l’assestamento Cavarra ha ricordato che nel 2010 l’assestamento del bilancio di previsione deve tenere conto delle misure finanziarie approvate con il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica) che penalizzano fortemente la Regione, il cui bilancio deve peraltro registrare quasi 70 milioni di euro in meno di risorse discrezionali rispetto al 2009.
«Il risultato di esercizio – ha spiegato Cavarra - derivato dalla chiusura dell’esercizio finanziario 2009, al netto degli impegni di spesa di natura obbligatoria e inderogabile e della riattribuzione di fondi alla sanità (27 milioni), ammonta a poco più di 7 milioni e mezzo di euro (7,62 milioni). I tagli ai cosiddetti trasferimenti “Bassanini” avranno forti ripercussioni su diverse competenze e servizi regionali in materia di trasporto pubblico locale, ambiente e protezione civile, viabilità, edilizia e opere pubbliche, lavoro, impresa e salute.  Anche la capacità di investimento dell’Ente è compressa: la stessa riduzione dei fondi Fas compromette le politiche di sviluppo regionale e crea gravi difficoltà alla nostra Regione che, paradossalmente, avendo dimostrato efficienza nell’attuare i programmi di impiego dei fondi, si ritrova adesso nell’incertezza di poter ripianare 62 milioni di euro già impegnati e in parte liquidati, oltre a 92 milioni di euro di impegni programmati per l’anno in corso».
Secondo Cavarra occorre subito un drastico contenimento della spesa, una riprogrammazione e il blocco di ogni spesa aggiuntiva per personale, acquisto di beni e servizi ed ogni ulteriore impegno di spesa sui fondi Fas ed a favore degli enti locali che non possano spendere a causa del Patto di stabilità.
Tra le variazioni più significative apportate dall’assestamento, secondo Cavarra, «una scelta qualificante è rappresentata dall’incremento di risorse proprie della Regione (discrezionali) per 14,8 milioni di euro del Fondo regionale per i servizi sociali (parte corrente), che aveva nel bilancio 2010 una dotazione di 4 milioni di euro. Complessivamente i fondi a disposizione dei Distretti e dei Comuni per i servizi sociali sono saliti a 18,8 milioni di euro, con un aumento di risorse proprie della Regione di 2,6 milioni di euro rispetto al bilancio 2009. Alle risorse regionali discrezionali per il fondo sociale si aggiungono 2 milioni di euro per progetti sperimentali in campo sociale e per finanziare la recente legge regionale 48/2009 sull’invecchiamento attivo. Un’altra scelta qualificante dell’assestamento riguarda il finanziamento del Fondo per la Non Autosufficienza.

Per quanto riguarda il diritto allo studio, alcune voci di spesa sono identiche a quanto previsto nell’esercizio finanziario 2009, caratterizzato da forti investimenti nel settore. Alcuni capitoli, come i finanziamenti agli enti locali (Comuni e Province) per interventi per il diritto allo studio, sono sostanzialmente vicini al 2009. Anche quest’anno, pur in assenza di finanziamenti da parte dello Stato, con l’assestamento si è scelto di finanziare per 1 milione di euro gli interventi in continuità educativa fra le scuole dell’infanzia e gli asili nido, garantendo così il mantenimento di elevati standard di qualità e quantità a favore della prima infanzia. Nel corso del 2010 sono stati riautorizzati mutui per 179,5 milioni di euro, già autorizzati negli esercizi precedenti. Il livello dell’indebitamento della Regione si assesta intorno ai 700 milioni di euro, al di sotto del 20% delle entrate correnti. Il debito pro capite si attesta intorno ai 440 euro circa, notevolmente inferiore rispetto a Regioni come il Lazio (con oltre 2000 euro pro capite) o la Sardegna (oltre 1500 euro) e comunque meno della metà dell’indebitamento pro capite medio regionale pari a circa 1000 euro».

 

Rixi: Servono lavoro, sviluppo e tutela del territorio, non politiche assistenziali e parassitarie
Nella relazione di minoranza, Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria - Padania) ha riportato le statistiche Istat sulle imposizioni fiscali locali «che hanno visto negli ultimi anni un pesante aumento delle imposizioni delle tasse locali (imposte regionali incremento 2001-2008 del +24,6% media naz.), fino ad un aumento del 250% per quanto riguarda l’Irpef (comunale). Il bilancio effettivo al netto delle spese sanitarie è passato dai 4 ml e 493 milioni nel 2005 ai 5ml e 752 milioni nel 2010, un aumento finanziato per circa 1 miliardo di euro proprio da entrate tributarie. Lo Stato ha quindi sì tagliato risorse negli ultimi anni, passando dal miliardo e 239 milioni per il 2009 al miliardo e 189 milioni per il 2010, ma ciò è stato compensato sia dall’aumento delle risorse trasferite dalla Comunità Europea (76.5 milioni del 2010 contro i 66.9 milioni del 2009) sia da questo aumento delle entrate tributarie, dalle alienazioni e aumento della posizione debitoria della Liguria. L’indebitamento pro capite è lontano da quello delle regioni del Nord Italia.
La politica di inserire il fondo per la non autosufficienza nelle spese sanitarie così come previsto nell’assestamento, (sebbene, sembrerebbe, con il placet del Ministro Sacconi), rischia di generare una nuova situazione di sofferenza. Una sofferenza negata fino a pochi mesi or sono, nel rispettare i parametri del “patto per la salute”, che come dichiarato in questi giorni dall’assessore alla sanità della regione Puglia Fiore rischierebbe di portare la Regione Liguria al commissariamento. La difficile situazione di deficit sanitario in cui è finita la Liguria rischia di imporre ai nostri concittadini dei grandi sacrifici. Si parla infatti di riduzione di posti letto, e della chiusura di plessi ospedalieri, questo in aperta contraddizione con i proclami fatti dalla Giunta, che aveva impostato sul risanamento della sanità la campagna elettorale e le forti spese di pubblicità sostenute della Asl3 per agevolare la rielezione del Presidente Burlando.
Riguardo agli aspetti sanitari rimetto ogni analisi di carattere economico anche sulle poste reiscritte in questo assestamento in sede di discussione del patto della salute e della ristrutturazione del sistema sanitario ligure che dovrebbe avvenire la prossima settimana, sempre che, l’Assessore Montaldo, sia in grado di integrare il documento che oggi stiamo analizzando in commissione sanità con gli opportuni dati economici.

Altri punti sensibili dell’attuale documento di assestamento riguardano il continuo aumento dei costi gestionali della Regione, e delle aziende partecipate. Gli aumenti del costo della politica dovuto all’aumento dei costi degli assessorati ed al continuo aumento delle spese delle comunità montane.
Vi è poi l’aumento sistematico dei soldi dati per la gestione del trasporto pubblico locale anche in forza del nuovo contratto di servizio firmato con Trenitalia (ma è notizia di oggi che la Regione potrà riscrivere il contratto). Inopportuno l’aumento dei costi gestionali delle aziende del trasporto pubblico locale che di fronte alla mobilitazione di grandi risorse vede queste, in particolare nel genovese, completamente avulse da qualsiasi politica di razionalizzazione dei costi e di miglioramento dei servizi. In  questo quadro si evidenzia la difficoltà della regione di finanziare in maniera adeguata le proprie leggi che spesso hanno stanziamenti di poche migliaia di euro se non addirittura non finanziate per nulla. Si spiega così la cronica mancanza di risorse per quanto riguarda il comparto industriale, l’artigianato, la piccola e media impresa, la politica regionale non riesce ad avere un  progetto di rilancio complessivo.
La scommessa della classe politica ligure per il futuro va fatta guardando la realtà dei dati: ci vuole un’inversione di tendenza che risollevi la Liguria. Siamo vicini alle regioni del centro sud, non a quelle del Nord. Servono lavoro, sviluppo e tutela del territorio, non politiche assistenziali e parassitarie.

Morgillo: così si va verso l’aumento delle tasse
Luigi Morgillo (Pdl) ha lanciato un monito: «Con questa manovra andiamo vorticosamente verso l’aumento delle tasse. Di fatto la giunta ha già deciso che farà scattare le aliquote Ire e Irap al massimo».
«I numeri dei primi mesi dell’anno relativi alla sanità registrano un disavanzo di 190 milioni di euro che tende a salire – ha spiegato Morgillo – Ma  a fronte di ciò non si è ritenuto opportuno  tamponare almeno una parte del buco impiegando l’avanzo di amministrazione, evidenziato dai documenti in esame questa mattina. Avanzo che, ci tengo a sottolineare, non è certo un dato positivo perché rappresenta comunque risorse non investite con precise finalità». Secondo il consigliere regionale del Pdl: «Destinare al capitolo sanità i 30 milioni di euro disponibili avrebbe consentito di limitare lo squilibrio del settore, tenuto conto che quando si superano i 150 milioni di disavanzo scatta l’aumento delle tasse, in particolare Ire e Irap».
«I fondi per la sanità – ha aggiunto - vengono in parte utilizzati per rimpinguare il fondo della non autosufficienza: nonostante il nostro fermo appoggio a favore di tale fondo, riteniamo grave continuare ad attingere risorse dalla voce sanità. Inoltre non è stato onorato il patto per la sanità: le spese per il personale sono aumentate, anziché diminuite, e c’è stato un vorticoso aumento della mobilità passiva».  Secondo l’esponente del Pdl  «la manovra Tremonti non incide su sanità e su rendiconto. Potrà avere effetti solo nei prossimi anni, quanto si sta esaminando oggi qui in Regione, quindi, è frutto del lavoro dell’amministrazione regionale nel 2009: non credo che i consiglieri di centrosinistra siano chiaroveggenti».
«Non è vero che la giunta ha destinato più soldi al sociale, ha soltanto effettuato alcuni giochi di prestigio – ha concluso il relatore del Pdl – al contrario non è stato impostato nessun progetto serio per affrontare il  lavoro e le economie dei prossimi anni. Eppure già nel 2009 erano arrivati gli effetti della grande crisi globale: già allora si sarebbero dovute mettere delle risorse nel motore dell’economia».

Rossetti: puntiamo alla stabilità e al sociale

L’assessore al bilancio Sergio Rossetti ha detto: «Il consuntivo del 2009 rappresenta la scelta politica della Regione che, in una fase congiunturale molto difficile, compensa i minori trasferimenti dello Stato, diminuisce la quota Irpef di competenza regionale, e punta sul Fondo per la non autosufficienza». La manovra prevede interventi di sostegno ai Comuni per l’istruzione e il trasporto pubblico locale. L’assessore ha quindi ricordato che le agenzie di rating riconoscono «stabilità al nostro bilancio e un indebitamento congruo, protetto dal rischio del rialzo dei tassi». E, dopo aver sottolineato che nelle finanziarie 2008 e 2009 la giunta aveva già intrapreso contenimenti di spesa, ha assicurato che la «politica di rigore seguirà le indicazioni del decreto legge 78» e ha ricordato che i verbali dei ministeri della Salute ed dell’Economia indicano che il piano di rientro della Liguria si è concluso in modo positivo. «Non abbiamo fatto, quindi, giochi di prestigio» ha aggiunto replicando a Luigi Morgillo.

Sul tema dei risparmi l’assessore ha ribadito la riorganizzazione degli uffici per un risparmio di 210 mila euro e l’uscita da Casaliguria a Bruxelles che, trattandosi di una struttura di Filse, potrà essere messa a reddito e permetterà il recupero di altri 70mila. In relazione ai 31 milioni di euro non spesi citati da Morgillo, l’assessore ha replicato che il finanziamento va a colmare l’impegno per l’ospedale della Spezia e il 3 milioni di euro del fondo famiglia, la cassa integrazione in deroga per Ilva e altre aziende».

La discussione generale

Nella discussione generale su rendiconto e assestamento sono intervenuti: Matteo Rosso (Pdl), Nicolò Scialfa (Idv), Raffaella Della Bianca (Pdl), Antonino Miceli (Pd), Marco Melgrati (Pdl), Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente), Gino Garibaldi (Pdl),

Matteo Rosso (Pdl), elencando alcune spese sostenute dagli assessori della Giunta e contributi ad eventi, ha ammonito: «Anche la Giunta deve cercare di allinearsi e risparmiare e destinare i contributi al nostro territorio, riducendo gli interventi fuori dalla Liguria e le spese di rappresentanza.»

Nicolò Scialfa (Idv) ha premesso che «non possiamo prescindere dal quadro nazionale ed internazionale. L’economia è in crisi, questo è un dato di fatto» e, dopo aver ricordato i fondi destinati in larga misura dalla giunta al settore sociale, ha concluso con un appello rivolto a tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione «all’etica della responsabilità».

Raffaella Della Bianca (Pdl) ha accusato la Giunta di aver creato un «sistema incapace di promuovere lo sviluppo del territorio» sottolineando la mancanza di «investimenti per crescere, di atti di coraggio» e di «politiche di sostegno e di crescita».

Antonino Miceli (Pd) ha difeso le scelte della Giunta che «puntano al sostegno del sistema sanitario e alla protezione delle fasce deboli» ricordando che la Regione ha già messo in campo iniziative per affrontare la crisi economica in atto.

Marco Melgrati (Pdl) ha chiesto di rivalutare la quota di bilancio accantonata a sostegno della locazione, che agevolerebbe le famiglie meno abbienti.

Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha criticato lo scarso impegno di risorse da parte della Giunta a sostegno delle imprese e per realizzare nuove  infrastrutture.

Gino Garibaldi (Pdl) ha condannato decisamente la manovra: «Ci aspettavamo da questo assestamento, come primo atto di questa maggioranza, un segnale più attento al rilancio della regione»

Al termine della seduta sono stati votati alcuni ordini del giorno

Asl 3: respinto l’ordine del giorno sulle penali

Respinto con 20 voti contrari e 12 favorevoli un ordine del giorno (primo firmatario Francesco Bruzzone, Lega Nord Liguria-Padania, e sottoscritto anche da altri consiglieri della minoranza) che, “prendendo atto che palesi forme di incapacità e negligenza da parte di chi ha responsabilità gestionale dell’Asl3 hanno determinato lo spreco di un milione e 680mila euro pagati quale penale per non aver lasciato liberi nei termini contrattuali previsti gli immobili alienati”, avrebbe impegnato la Giunta regionale “al fine di ottenere la garanzia che fatti del genere non accadessero mai più nella nostra regione”.

Patto di stabilità, Approvato

È stato approvato con 13 favorevoli e 18 astenuti l’ordine del giorno (primo firmatario Edoardo Rixi, Lega Nord Liguria – Padania, e sottoscritto anche dagli altri consiglieri dello stesso gruppo) che impegna il Presidente della Giunta ad intraprendere tutte le misure necessarie verso una regionalizzazione del Patto di stabilità. Inoltre a intraprendere misure di superamento progressivo del Patto di stabilità così come definito attualmente nella manovra correttiva attraverso una trattativa in sede di Conferenza unificata. Infine a domandare in sede di Conferenza Stato e Regioni di alzare la percentuale dei residui passivi di spese per investimenti che possono essere portati a detrazione sul Patto di stabilità nella misura prevista nella passata legge Finanziaria 2009 (nell’attuale Manovra correttiva, il Decreto 78/2010, la percentuale passa dal 4% allo 0,78%).”

Borse di studio, respinto il documento della Lega Nord

Respinto con 23 voti contrari, 4 favorevoli, 9 astenuti (Pdl) un ordine del giorno

(primo firmatario Edoardo Rixi, Lega Nord Liguria – Padania, e sottoscritto anche dagli altri consiglieri dello stesso gruppo) che avrebbe impegnato il presidente della Giunta a incrementare i fondi inerenti lo sviluppo degli strumenti di sostegno al diritto allo studio a favore degli studenti residenti da almeno cinque anni in Liguria”.

Nel dibattito sugli ordini del giorno presentati dalla Lega Nord Liguria sono intervenuti: Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania), Raffaella Paita (Pd), Ezio Armando Capurro (noi con Claudio Burlando), Massimo Donzella, Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti Presidente), il Presidente della Giunta Claudio Burlando.

Acque meteoriche di dilavamento e acque di lavaggio di aree esterne
Con 13 voti favorevoli, 23 contrari è stato respinto un ordine del giorno (primo firmatario Raffaella Della Bianca, Pdl) che avrebbe impegnato la Giunta ad attivarsi al più presto per la riammissione in termini fino al 30 dicembre 2010 per la presentazione dei piani di prevenzione e gestione relativamente all’adeguamento delle aziende alla normativa regolamentare in materia di acque meteoriche di dilavamento e di lavaggio di aree esterne, anche attraverso una  modifica della legge regionale o attraverso qualsiasi altro provvedimento atto ad impedire alle imprese ad oggi non a norma di cadere in sanzioni anche di tipo penale. L’assessore all’ambiente Renata Briano aveva espresso parere negativo, ritenendo che da un punto di vista giuridico esistessero strumenti più opportuni.

Slot machine: sì al recupero delle tasse evase
All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno (primo firmatario Matteo Rosso e Luigi Morgillo, Pdl) sul contenzioso tra la Corte dei Conti e le società concessionarie delle slot machine per il recupero di circa 98 miliardi di euro, che deriva da tasse evase, contratti non rispettati, penali, multe e interessi. Il documento impegna la Giunta perché si faccia promotrice presso le sedi competenti di un’iniziativa volta a tenere alta l’attenzione su un problema assolutamente da non dimenticare”.

Tfr degli ex lavoratori della Mazzoni Spa
All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno (primo firmatario Marco Scajola, Pdl) sulla situazione degli ex lavoratori della Mazzoni Spa di Ventimiglia, società che aveva 331 dipendenti in Liguria, i quali non hanno ricevuto il trattamento di fine rapporto a loro dovuto.
Il documento impegna la Giunta ad intercedere affinché i diritti degli ex lavoratori vengano tutelati e a intervenire presso Trenitalia affinché non venga trasferito il cantiere da Ventimiglia e che la società Trenitalia si assuma le proprie responsabilità.”

Strumenti di finanza agevolata
All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno (primo firmatario Gino Garibaldi, Pdl) e sottoscritto sia da consiglieri di minoranza e maggioranza che impegna la Giunta a promuovere sul territorio, attraverso Unioncamere Liguria, la più ampia conoscenza e divulgazione degli strumenti di finanza agevolata, in particolare delle azioni del Por-Fesr 2007-2013, avvalendosi di tutti quei soggetti utili e idonei al raggiungimento di questo obiettivo, partendo dal coinvolgimento più ampio degli attori firmatari del Protocollo di intesa per il Patto per lo sviluppo del luglio 2008, rispetto a quello previsto dall’articolo 3 della Convenzione tra la Regione Liguria e Unioncamere Liguri per la realizzazione di attività di animazione economica previste dal Piano della comunicazione del Por-Fesr “Competitività regionale e occupazione” 2007-2013.   

Concessioni demaniali relative agli stabilimenti balneari

All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno (primo firmatario Roberta Gasco, Popolo della Libertà, e sottoscritto sia da altri consiglieri di minoranza e sia di maggioranza) che impegna la Giunta “affinché in vista di affrontare al meglio il processo di liberalizzazione delle concessioni demaniali relative agli stabilimenti balneari, venga istituita da subito una commissione composta da  rappresentanti delle associazioni di categoria, dei consumatori, di Confindustria e Confcommercio, naturalmente dagli assessori regionali competenti e dai consiglieri regionali, anche di opposizione, che provveda a stabilire i criteri relativi all’emanazione dei suddetti bandi nel rispetto della normativa comunitaria e tali comunque da non penalizzare gli operatori della balneazione.”

Futuro di Elsag Datamat

All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno (primi firmatari Antonino Miceli del Pd e Raffaella Della Bianca del Pdl, e sottoscritto da altri consiglieri di maggioranza e di minoranza) che impegna la Giunta a farsi parte attiva, di concerto con le altre istituzioni locali interessate, al fine di avere un incontro con i vertici di Elsag Datamat per appurare le intenzioni e i progetti riguardanti il futuro industriale dell’azienda e, segnatamente, della sede genovese e dei suoi lavoratori. Inoltre ad aprire al più presto un confronto con i vertici di Finmeccanica per chiarire la posizione di Elsag Datamat e della sede genovese dell’azienda nelle strategie future del gruppo.

Licenziamenti alla Telecom

All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno (primi firmatari Antonino Miceli del Pd e Raffaella Della Bianca del Pdl, e sottoscritto da altri consiglieri di maggioranza e di minoranza) che impegna il presidente della Giunta ad attivarsi nei confronti di Telecom Italia e del Governo affinché siano sospese le procedure di licenziamento e si avvii un confronto con l’azienda sulla base di un serio piano industriale che preveda strategie complessive per lo sviluppo per la tutela dell’attuale perimetro aziendale dell’occupazione e delle professionalità di tutti i suoi lavoratori.

Quorum: 21 voti

Assenti: Lorena Rambaudi

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