Il problema dei rifiuti in Liguria
Armando Ezio Capurro (Noi per Claudio Burlando) ha presentato un’interrogazione sulle «soluzioni per fronteggiare l’emergenza rifiuti che concerne tutta la regione e non solo la provincia di Imperia e, in particolare, per sapere come si intenda e con quali tempi e in quali province, realizzare uno o più moderni impianti di trattamento finale dei rifiuti. Bisogna anche decidere quale organo sostituirà gli Ambiti territoriali ottimali (Ato). La Liguria è una delle poche Regioni che non ha impianti di trattamento finale dei rifiuti».
Ha risposto l’assessore all'Ambiente e sviluppo sostenibile Renata Briano: «Quello delle discariche è un argomento complesso che riguarda la pianificazione della gestione dei rifiuti. Ad oggi il piano regionale prevede in ogni provincia una conclusione autonoma del ciclo, ma verrà portata in Consiglio una proposta di legge sulla attribuzione delle funzioni che erano delle Ato. Spingeremo la raccolta differenziata ai valori di legge. Un impianto di trattamento finale dei rifiuti è previsto dal piano della Provincia di Genova a Scarpino».
Capurro ha replicato: «Emerge che oggi solo Genova ha un programma, mentre le altre Province o Ambiti non hanno progetti. Io sostengo ambiti più ridotti rispetto a quelli provinciali, in ogni caso spero che ci sarà a breve una proposta definitiva perché il trattamento dei rifiuti è una scelta che non si può prorogare».
Celebrazioni per l’anniversario del 30 giugno 1960
Con un’interrogazione Raffaella Della Bianca (Pdl) ha chiesto alla Giunta come siano stati spesi i ventimila euro di contributi a favore della Cgil Genova per la ricorrenza del cinquantesimo anniversario del 30 giugno 1960 e valutare se altri servizi non avessero priorità rispetto tale iniziativa. «Mi chiedo anche – ha aggiunto Della Bianca - quale sia stato il criterio di assegnazione dei fondi e se non sarebbe più opportuno concentrare le risorse in un evento di maggiore richiamo anche per le altre province».
Matteo Rosso (Pdl) ha aggiunto: «Non voglio entrare nel merito della polemica sul 30 giugno. Mi limito a dire che non avrei condiviso l’adesione della Regione a questa iniziativa di tipo politico, ma avrei capito il significato. Stiamo parlando di una somma “importante” a fronte di altre manifestazioni che non hanno ricevuto nessun aiuto. Con quale criterio sono stati stanziati quei ventimila euro?»
È entrato invece nel merito Alessio Saso (Pdl) negando l’opportunità politica di celebrare il cinquantesimo anniversario dei fatti del 30 giugno 1960. «La Regione – ha detto Saso - può anche permettersi di spendere ventimila euro per una manifestazione importante, non sono dell’avviso che in tempo di crisi si taglino le iniziative culturali. Ma non è questo il punto: nel 1960 il Msi decise di democraticamente organizzare il suo sesto congresso. Nella scelta di proprio Genova c’è stato un elemento di provocazione, ne sono succeduti tafferugli e il congresso non poté essere fatto. Con la concessione del patrocinio da parte di Comune, Provincia e Regione alla Cgil e all’Anpi per l’organizzazione delle celebrazioni del 30 giugno del 1960, di fatto si è contribuito a legittimare la rievocazione di scontri che impedirono con la violenza il congresso di una forza politica. Da parte di tutti sarebbe stato meglio stendere un velo pietoso sulla vicenda».
Ha risposto il Presidente della Giunta Claudio Burlando: «La Giunta ha deliberato finanziamenti per eventi e iniziative che abbiano una certa massa critica. Il capitolo a cui fa riferimento questo finanziamento riguarda iniziative di organizzazioni di volontariato e sindacali. Il contributo è proporzionale alla spesa sostenuta, che deve essere rendicontata nei dettagli. Non abbiamo promosso noi l’iniziativa, abbiamo risposto a una richiesta. Quella era una manifestazione che prevedeva un convegno a Palazzo Ducale, un concerto e un corteo. Rispondo volentieri anche a Saso: difendo l’idea che ricordare il 30 giugno sia positivo. É stato un fatto con una grande partecipazione popolare, duecentomila persone tra cui mio padre, e la maggior parte aveva meno di venticinque anni. Vorrei ricordare l’uccisione di 12 persone che manifestavano in Italia. Questa città si ribellò al fatto che a presiedere quel congresso sarebbe stato Basile, che aveva torturato partigiani e prigionieri politici alla Casa dello Studente. Si tratta di una pagina politica molto importante, in seguito alla quale il Governo si dimise. Secondo il suo principio non dovremmo celebrare neppure il 25 aprile. La grande vittoria democratica del ‘45 sta nel fatto che ognuno possa manifestare la propria idea senza pagare con la vita o andare al confino. La Regione avrebbe dovuto essere alla manifestazione, a prescindere dal colore della maggioranza».
Della Bianca ha replicato «Ritengo che in un momento di crisi economica la distribuzione delle risorse, ancorché piccole, sia comunque da rivedere».
«Occorre valutare gli importi con più attenzione – ha replicato Rosso - Ventimila euro non sono pochi. Sarà mia premura segnalare iniziative di associazioni di volontariato che non ottengono contributi».
«Lascerei da parte la carica simbolica di altre date – ha detto invece Saso - quello che chiedo è di non trasformare in celebrazioni antidemocratiche gli eventi drammatici di quegli anni. A cinquant’anni di distanza, a Plinio è capitato di non poter fare un convegno esponendo idee opposte».
Osservatorio per lo studio e il controllo delle popolazione animali
Sergio Scibilia (Pd) ha illustrato un’interrogazione sull'Osservatorio permanente per lo studio e il controllo delle popolazione animali. «L’attenzione alla tutela degli animali – ha detto - va sempre rinnovata. Ai sensi della legge regionale 23/2000 è stata prevista l’istituzione di questo Osservatorio, ma ad oggi non risulta ancora la delega della Presidenza e, quindi, non è nelle condizioni di poter operare».
Ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «Provvederemo al rinnovo e a rimettere in moto le risorse necessarie, seppure più contenute, per tutelare gli animali».
Ospedale Saint Charles di BordigheraSergio Scibilia (Pd) ha presentato un’interrogazione sull’ospedale Saint Charles di Bordighera. Scibilia ha ricordato «il 7 maggio 2010 il direttore dell’Asl 1 Imperiese ha affidato un incarico tecnico per la redazione del capitolato d’appalto relativo all’affidamento di servizi di sperimentazione gestionale. Nel documento si prevede un livello di complessità decisamente superiore all’attuale assetto di sperimentazione gestionale che viene esteso ad altri ambiti, con un grado maggiore di esternalizzazione». Per questo Scibilia ha chiesto alla Giunta quale tipo di appalto viene indicato, in quali settori vi è intenzione di intervenire, in particolare se solo quello ortopedico, fisiatrico-operativo-riabilitativo e della sala operatoria oppure se è intenzione dell’Azienda rivolgere questa modalità a tutto l’ospedale, compresi di radiologia, chirurgia, medicina, ortopedia–traumatologia, laboratorio analisi ed emergenza.
Per la Giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «Il direttore generale ha detto che il progetto prevede la sperimentazione principalmente per ortopedia, per il recupero delle fughe extraregionali. Attraverso una gara pubblica l’attività sarà affidata a pubblici o privati, mentre tutti gli altri servizi saranno garantiti da personale della Asl, come attualmente avviene».
Nuovo bando di concorso per dirigenti sanitariMatteo Rosso (Pdl) ha illustrato un’interrogazione per sapere quali sono i motivi che hanno portato alla promulgazione di un nuovo bando di concorso per dirigenti sanitari di oncologia, mentre era ancora aperta una graduatoria della medesima Asl.
«Si tratta di un argomento più attuale che mai – ha detto Rosso - visto che ieri in commissione abbiamo discusso per più di cinque ore la riorganizzazione ospedaliera. L’Asl 3 ha indetto un concorso per un dirigente oncologo da cui è scaturita una regolare graduatoria. Un anno dopo la stessa Asl 3 ha pubblicato un nuovo bando per dirigenti medici a tempo indeterminato, tra cui un oncologo penitenziario, ignorando la graduatoria già esistente. Spero vengano bloccate le assunzioni e si interpellino i medici che sono ancora in attesa.
L’assessore alla salute Claudio Montaldo ha risposto «Abbiamo dovuto fronteggiare carenze di personale penitenziario, ma nessuno tra i candidati della graduatoria aperta era risultato disponibile a lavorare nelle carceri. A oggi non sono state concesse deroghe all’assunzione di nuovo personale e le procedure del nuovo concorso sono ferme. Nel frattempo un oncologo ha chiesto di essere spostato nel carcere».
Rosso ha replicato: «Mi risulta che chi era in graduatoria era disponibile ad andare a lavorare in carcere. Chiedo più attenzione alle graduatorie già esistenti».
Verrà affinato il piano casa
Marco Melgrati (Pdl) ha illustrato un’interrogazione sull’interpretazione del Piano casa e ha chiesto alla Giunta quali provvedimenti voglia mettere in atto al fine di superare lo stato di illegittimità derivato da un’interpretazione autentica non transitata presso i canali istituzionali, che ha ingenerato una circolare di rettifica a parere degli scriventi illegittima e basata su presupposti errati. «Dopo l’approvazione della legge sul piano casa, la Regione ha emanato una circolare degli uffici che spiegava la corretta interpretazione e che secondo me era corretta. È singolare che la circolare interpretativa sia stata annullata ed è una bufala amministrativa il fatto che l’allora presidente del Consiglio abbia deciso l’interpretazione autentica creando uno stato di illegittimità da superare. Questa è una legge che, se ben applicata, può attivare l’edilizia senza alcuna speculazione».
Ha risposto il vice presidente e assessore alla pianificazione territoriale e urbanistica Marylin Fusco: «Riparlare oggi della interpretazione autentica delle due circolari è pretestuoso, il problema doveva essere sollevato durante la passata legislatura. Sono comunque d’accordo sul fatto che ci sia l’esigenza di rendere più efficace l’applicazione del piano casa, anche a seguito del monitoraggio che ho avviato in questi mesi sul territorio ligure. Non si può parlare di illegittimità di una norma in base a una circolare interpretativa. Riguardo all’applicazione dell’art. 5 che esclude di realizzare ampliamenti per edifici condonati è vero che esiste una difficoltà interpretativa, ma è nota da tempo e confermata anche dal territorio. È intenzione della Giunta affinare il piano casa per applicarlo meglio, era anche un tema della campagna elettorale. Per capire lo stato di applicazione del piano casa ho mandato un questionario a tutti i Comuni, da cui è emersa una scarsa o quasi nulla applicazione delle incentivazioni dovuta alla criticità di alcune norme. 102 Comuni su 235 hanno evidenziato che escludere anche gli edifici parzialmente condonati ha determinato una riduzione degli edifici interessati. La Toscana e altre regioni hanno escluso dall’applicazione solo le parti condonate di un edificio, non l’edificio in toto.»
Melgrati ha replicato: «Mi fa piacere che la revisione del piano casa sia una priorità per questa amministrazione. Mi auguro che a settembre ci si metta mano. Ho presentato una proposta molto sobria. Non è illegittima la legge, ma la seconda circolare per un vizio di forma. Da sindaco avevo segnalato questa incongruità. È stata scritta male, sotto scacco dell’ultrasinistra per impedire gli aumenti di volume».
Centro oncologico pubblico di via Sagrado, a Genova
Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha presentato un’interrogazione sull’insediamento di un centro oncologico pubblico a Genova, in via Sagrado.
«Già nella scorsa legislatura – ha detto Bruzzone - avevo affrontato l’argomento, ma non è ancora stato risolto. Il Municipio IX Levante di Genova ha destinato degli immobili a questo servizio, occorre capire se la Regione intende sostenere, anche dal punto di vista economico, l’avvio del centro».
«Il centro – ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo - è gestito da una onlus non convenzionata con la Regione o la Asl. Tutto ciò che attiene alla promozione del centro può essere fatto, ma in questo momento non possiamo contribuire con risorse pubbliche, che, per altro, non sono mai state chieste direttamente. Questa attività sarà inserita nella rete della prevenzione».
Manutenzione della scuola Ca’ di Ventura di Genova
Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) ha presentato un’interrogazione sullo stato di manutenzione della scuola Ca’ di Ventura di Genova, in via San Felice.
«L’istituto scolastico – ha denunciato Rixi - è posizionato in una zona franosa che ne potrebbe compromettere la stabilità. Costruita nel 1978, la scuola è su una paleofrana e le fondamenta non sono ancorate saldamente al terreno. Questo è il rilievo tecnico fatto nel 1991, dopo numerose piogge. Nel ‘93 il Tribunale ha stabilito che la scuola fosse messa in sicurezza, ma ad oggi non è stato fatto nessun lavoro».
Ha risposto l’assessore alle politiche abitative ed edilizia, lavori pubblici Giovanni Boitano: «L’edificio ha avuto problemi e la situazione è sotto monitoraggio da parte del Comune di Genova. Circa 500 bambini frequentano questa scuola, i cui problemi risalgono al ’91 a causa di un intervento sottostante. Il Comune ha affidato un incarico a un ingegnere nel novembre 2009 per valutare la situazione, ma dal punto di vista strutturale la scuola risulta a norma. Il Ministero delle infrastrutture ha svolto un’indagine in tutte scuole della Liguria giudicando questa scuola idonea.»
Rixi ha insistito: «Bisogna almeno spostare l’entrata della scuola che oggi si trova in un punto non sicuro».
Destinazione dell’ex ospedale Martinez di Pegli
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha illustrato un’interrogazione con la quale ha chiesto quale sia la destinazione d’uso del vecchio immobile che in passato ospitava l’Ospedale Martinez di Pegli.
Siri ha ricordato che nel 2003 sono stati ultimati i lavori di ristrutturazione del Martinez relativi al primo lotto, rendendo operativi i primi quattro piani della struttura per un costo di un milione e mezzo di euro. Per gli altri piani erano stati stanziati ulteriori 3 milioni e mezzo di euro. Ma questo secondo progetto è stato inizialmente stoppato per permettere nuove indagini strutturali e, successivamente, sostituito con quello di una nuova struttura ambulatoriale adiacente. «Il 26 febbraio 2010 – ha detto Siri - sono state effettuate le selezioni per il conferimento degli incarichi professionali di progettazione e di direzione lavori di un nuovo edificio distrettuale. Alla luce dei recenti tagli alla sanità, viene confermata la disponibilità dei fondi destinati alla costruzione della nuova piastra ambulatoriale?».
Siri ha chiesto garanzie sul fatto che non sarà dismesso o venduto un patrimonio «lasciato dai legittimi proprietari con chiare finalità di cura dei poveri e degli anziani», smentendo così le voci secondo le quali l’ex ospedale potrebbe essere trasformato in un albergo oppure in parcheggi, magari al servizio del vicino porticciolo.
Ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «Grazie alla piccola ristrutturazione il Martinez ha funzionato per sette anni, ma i tre milioni destinati al completamento sono stati dirottati su un nuovo progetto perché l’edificio non era adatto e con quegli stessi soldi si è scelto di realizzare sempre a Pegli una nuova sede, adeguata, con ambulatori e altre attività. Scelta oculata, che consente di usare al meglio risorse disponibili e dare ai cittadini una struttura nuova e moderna. Il vecchio edificio sarà dismesso».
Siri ha replicato: «Non ho ricevuto risposta su quando sarà attiva la nuova piastra, su quali sono i servizi aggiuntivi e sulla destinazione dei vecchi locali dismessi. Questo miliardo e mezzo per ristrutturazione è stato sprecato, questa operazione poteva essere fatta subito. Le ragioni di una dismissione devono essere chiare».
Montaldo ha ribadito: «Quell’investimento è stato deciso dal centrodestra».
Il futuro dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure
Roberta Gasco (Pdl) ha illustrato un’interrogazione con la quale ha chiesto notizie alla Giunta sul futuro dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, ricordando che «nella riunione del Collegio di Direzione del 18/06/2010 il Direttore Generale dell’Asl 2 Neirotti ha presentato diverse proposte riguardanti l’ospedale, tra le quali: spostamento della chirurgia protesica dal Santa Corona all’Ospedale di Albenga, spostamento del reparto di pneumologia all’Ospedale di Albenga, annullamento del primariato di chirurgia oncologica epato biliare, annullamento del primariato di urologia con accorpamento della divisione con l’urologia di Savona. Preoccupazioni derivano dalla confusione, per cui, per calmare le acque, chiedo una volta per tutte qual è il destino del Santa Corona.»
Per la Giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «Più che la risposta di oggi, vale la proposta del 2 luglio dove sono indicati i contenuti della riorganizzazione della rete ospedaliera. Stiamo discutendo in commissione, ieri l’audizione col direttore della Asl 2 è stata tranquilla. Si è sottolineata necessità di dedicare l’ospedale di Albenga ad attività elettive con un progetto specifico di ortopedia elettiva. L’attività traumatologica e protesica più complessa sarà mantenuta al Santa Corona. Ad Albenga ci sarà una struttura satellitare, che non esclude il ricorso a privati per eventuali partnership. Pneumologia si sposta dal Santa Corona ad Albenga, perché dobbiamo utilizzare al meglio quel nuovo ospedale. L’attività epatobiliare e oncologica sono una vocazione dell’ospedale di Santa Corona. Le urologie non saranno accorpate. Il Santa Corona non solo è confermato,a ma è stato arricchito dopo la deaziendalizzazione. In seguito affronteremo lo sviluppo di nuovi servizi e se sarà opportuno realizzare un nuovo edificio per ospitare le attività cliniche del Santa Corona».
Soddisfatta la Gasco «Spero che il Santa Corona possa continuare ad essere il fiore all’occhiello del Ponente».
Quote capitarie delle Asl liguri
Con un’interrogazione sulla quota capitaria distribuita dalla Liguria a ciascuna Asl per ogni assistito, Marco Scajola (Pdl) ha chiesto alla Giunta di riequilibrare la distribuzione delle risorse affinché il territorio della Provincia di Imperia non venga ingiustamente penalizzato. Scajola ha sottolineato che per il 2009 ad Imperia, a fronte di una popolazione di 215.591 abitanti è stata stanziata una quota capitaria di 1.746 euro «che - afferma il consigliere - confrontata con le altre Asl della Liguria, a parità di condizioni, risulta fortemente inferiore. È anche fra le più basse in Italia. Non vogliamo scatenare una guerra tra liguri, però non si capisce perché Imperia debba ricevere un tale trattamento».
Ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «É una situazione storica. Per il 2010 la situazione è molto difficile, i finanziamenti nazionali sono diminuiti e quindi abbiamo definito un riparto ridotto rispetto al 2009. Abbiamo provato a introdurre nuovi criteri che tengano conto della specificità dei territori, riservando un 10% al riequilibrio. La decisione di superare due ospedali per acuti nel genovese deriva proprio dal tentativo di ridurre dell’1%, cioè una trentina di milioni, il costo strutturale nell’area genovese».
Scajola ha ribadito: «Questo problema deve essere affrontato in questa legislatura. Mi risulta che l’abbassamento della quota nazionale non ci sia stato. In ogni caso non influisce sulla quota capitaria della provincia di Imperia: è la Regione che deve riequilibrare le risorse tra le sue Asl. La Asl 1 ha lavorato bene, non può essere penalizzata».
Impianto di smaltimento rifiuti ad Imperia
Alessio Saso (Pdl) ha illustrato un’interrogazione sullo smaltimento dei rifiuti nella provincia di Imperia, chiedendo alla Giunta di «promuovere con urgenza l’adozione di un Accordo di Programma tra Provincia, Regione ed amministrazione comunale di Taggia che consenta di avviare un bando di gara per la realizzazione all’impianto di separazione con annessa discarica di servizio che costituirebbe un’importante e non più rinviabile soluzione al problema dei rifiuti della provincia di Imperia. In generale la Liguria è lontana dal risolvere il problema del ciclo dei rifiuti. Solo a Spezia si produce cdr, ma è difficile da smaltire. L’unica soluzione che sembra aver preso piede in Liguria è la discarica. In cinque anni non si è risolto nulla e, per quanto riguarda Imperia, bisogna modificare la legge regionale che prevedeva gli Ato, poi svuotati dal Governo».
Ha risposto l’assessore all'Ambiente e sviluppo sostenibile Renata Briano: «Non tutte le province sono allo stesso livello, è vero che la maggior parte dei sistemi provinciali si basa oggi sulle discariche, ma la differenziata è a livelli diversi nei comuni. I comuni imperiesi vogliono andare a vanti in modo associato sulla differenziata. Bisogna chiudere il ciclo nelle varie province. La nuova legge regionale per superare gli Ato è la strada principale da percorrere. Altro strumento è l’accordo di programma con enti locali. Stiamo lavorando coi tempi giusti partendo da una situazione di emergenza».
La replica di Saso: «Al di là della buona volontà dell’assessore, in Liguria la situazione è la stessa, a parte il fatto che ad Imperia le discariche sono private. Perché Scarpino ha accettato la spazzatura della Campania e non quella imperiese? Non si può andare oltre settembre senza aver delineato il punto di approdo».
Il mancato convenzionamento per i malati di Sla all’Hospice ex Villa Salus
Luigi Morgillo (Pdl) ha illustrato un’interrogazione con la quale chiede notizie alla Giunta sul mancato convenzionamento per i malati di Sla all’Hospice ex Villa Salus, in via Montallegro ad Albaro. «Quattro pazienti, che soffrono di questa grave malattia sono stati comunque ricoverati a spese dell’associazione e dei familiari, in attesa della convenzione. Si tratta di una situazione gravissima». Morgillo ha chiesto «di rivedere la decisione dalla Asl 3 genovese di non convenzionare i cinque posti per i malati di Sla, in modo da mantenere fede agli impegni a suo tempo assunti anche dalla Regione».
Morgillo ricorda che nel febbraio 2009 fu chiesto alla Associazione Gigi Ghirotti-Onlus di valutare la possibilità di realizzare un’area di degenza da riservare a chi soffre di questa grave malattia nel costruendo hospice di Albaro, in un immobile di proprietà della Fondazione Carige. A seguito di tale richiesta l’Associazione, con le rassicurazioni dell’assessore Montaldo, dispose l’ampliamento del terzo piano, proprio per assicurare i cinque posti di cui c’era necessità. Ai primi di aprile di quest’anno la struttura di Albaro ha iniziato l’attività di hospice, con tredici posti convenzionati per i malati terminali di tumore, ma senza alcun posto riservato a chi soffre di Sla.
Ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «Per completare la ristrutturazione dell’edificio la Regione ha messo a disposizione un milione e mezzo di euro a fondo perduto. La struttura è stata autorizzata ad aprire, ci sono diciotto posti. Per tredici posti la retta è di 150 euro al giorno. L’Asl 3 ha deciso di soprassedere sui malati di Sla fino al 2011. La Ghirotti ha altri servizi in convenzione e ha ricevuto nel 2009 di due milioni e seicentocinquantaremila euro di contributo. È anche questo un effetto della riduzione dei fondi statali».
Morgillo si è detto parzialmente soddisfatto: «Non ho mai messo in discussione l’impegno della Regione, ma la decisione della Asl va rivista. Questa esigenza è reale, credo che si debba aiutare la Gigi Ghirotti».
Personale medico e paramedico nel periodo estivo
Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) con un’interrogazione ha chiesto alla Giunta di garantire anche nel periodo estivo la presenza di personale medico e paramedico in numero sufficiente nelle strutture ospedaliere liguri, «tenuto conto dell’eccezionale ondata di caldo che sta investendo Genova e la Liguria e una mortalità superiore alle medie degli anni precedenti». Pellerano ha chiesto «la strategia e gli indirizzi che si intendono adottare per raggiungere questo obiettivo e affrontare eventuali emergenze che potrebbero delinearsi. C’è allarmismo diffuso, una forte esposizione mediatica, ma anche i geriatri segnalano una sofferenza. Bisogna evitare suggestioni, ma assumere soluzioni per far fronte al futuro».
Ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «La situazione è difficile: tutti gli anni le ferie del personale si concentrano in questo periodo, ma ogni azienda ha già pianificato le assenze estive. In questo momento c’è un provvedimento straordinario di blocco del turn over, salvo deroghe concesse dal dipartimento alle Asl in base ad esigenze di emergenza. Anche in relazione all’andamento climatico valuteremo le necessità».
Pellerano «Invito a mantenere alta l’attenzione».
Anemia infettiva dei cavalli in Val D’AvetoGino Garibaldi (Pdl) con un’interrogazione ha lanciato l’allarme sull’espandersi tra la popolazione equina della nostra regione del virus che porta l’anemia infettiva, in particolar modo nell’entroterra ligure. Il virus, noto come “il virus delle stragi di cavalli” provoca il deperimento progressivo dell’animale, perciò Garibaldi ha chiesto alla Giunta «di intervenire attraverso il potenziamento dell’organico della struttura di veterinaria delle Asl, ed in particolare nel caso specifico dell’Asl 4».
«Problema davvero preoccupante. – ha detto Garibaldi – il monitoraggio è stato poco attento, il problema era stato denunciato da diverse associazioni. Il fenomeno dei cavalli allo stato brado interessa tutto l’entroterra».
L’assessore alla salute Claudio Montaldo ha risposto: «La Regione ha emanato diversi provvedimenti per verificare se i cavalli erano infetti. Il decreto del Presidente della Giunta 105/2000 sulla profilassi per l’anemia infettiva ha disposto di sottoporre ogni cavallo una volta all’anno a un controllo. Il piano è in vigore in Liguria ed è anche più restrittivo rispetto alla normativa nazionale. Nella Asl 4 sono stati individuati focolai di anemia infettiva e la Asl ha adottato tutti i provvedimenti necessari per contenere la malattia. Sarebbe auspicabile mettere in campo più veterinari, ma purtroppo non ce la facciamo».
Garibaldi ha replicato: «Bisogna trovare nuove idee per avere sotto controllo la situazione, anche con le Regioni limitrofe. Si potrebbe coinvolgere la forestale».
Acciaierie di Genova Cornigliano: mantenere la piena retribuzione a 550 operai in cassa integrazioneAl termine del Consiglio regionale è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario Alessandro Benzi (Federazione della sinistra) poi sottoscritto da tutti i gruppi, con il quale l’Assemblea esprime solidarietà ai lavoratori delle Acciaierie di Genova Cornigliano e impegna il presidente della Regione e la Giunta a sviluppare, insieme agli enti locali e a tutti i soggetti firmatari dell’Accordo di programma, una iniziativa congiunta presso il Governo per ottenere il prolungamento dei finanziamenti destinati a garantire la piena retribuzione dei 550 addetti attualmente in cassa integrazione.
Acciaierie di Genova Cornigliano: reintegrare tutti i lavoratori e portare avanti la dimissione delle areeIl Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario Gino Garibaldi (Pdl) poi sottoscritto da tutti i gruppi, nel quale l’Assemblea chiede al presidente della Regione e alla Giunta di avviare tutte le iniziative possibili affinché siano rispettati gli impegni assunti nell’Accordo di programma per garantire il posto di lavoro agli addetti attualmente in cassa integrazione e per attuare la corretta dimissione delle aree.
Acna: far ripartire la reindustrializzazione della ValbormidaAlla fine della seduta l’Assemblea ha approvato un ordine del giorno, firmato da Michele Boffa (Pd) e Marco Scajola (Pdl) e sottoscritto da tutti i gruppi, nel quale si chiede al presidente della Regione e alla Giunta di attivarsi presso la Regione Piemonte, che ha presentato una richiesta di danno ambientale relativo alle attività dell’Acna di Cengio, e presso il ministero dell’Ambiente, che deve stabilire l’entità di tale danno, affinché venga trovato un accordo fra le parti che permetta di avviare finalmente la riconversione industriale del sito e permettere così la necessaria ripresa socioeconomico dell’intera zona.


