Questa mattina il Consiglio regionale ha discusso varie interrogazioni e interpellanze, quindi, dopo una pausa dei lavori durante la quale si è tenuto un incontro fra l’assessore alla Sanità Claudio Montaldo e alcuni rappresentanti del Coordinamento dei Comitati del Ponente preoccupati per l’ipotesi che il reparto di maternità dell’ospedale San Carlo di Voltri possa essere soppresso (vedi comunicato 69), è iniziato il dibattito sulle comunicazioni del presidente della Giunta Claudio Burlando sulla manovra finanziaria del Governo.
Alle 13 i lavori sono stati sospesi per consentire la riunione dell’Ufficio di presidenza integrato e incontri fra la Giunta e le parti sociali. Al centro di questi ultimi colloqui sempre la manovra finanziaria.
I lavori del Consiglio riprenderanno alle 16 con la discussione e votazione degli ordini del giorno presentati. Ne daremo conto in un comunicato successivo.
Convalida di Lorenzo Pellerano
In apertura di seduta è stata votata all’unanimità la convalida di Lorenzo Pellerano (Liste Civiche per Biasotti Presidente) subentrato all’onorevole Sandro Biasotti, che ha lasciato il Consiglio regionale e ha optato per il seggio in Parlamento. Il Presidente dell’Assemblea legislativa, Rosario Monteleone, ha infatti reso noto che la Giunta per le elezioni non sono stati riscontrati motivi di incompatibilità e ineleggibilità.
Interventi per la cooperazione allo sviluppo
Con un’interrogazione Matteo Rosso (Pdl) ha chiesto alla Giunta per quale motivo siano state assegnate «cifre così cospicue e in che modo sarà verificato il raggiungimento concreto degli obiettivi finanziari», inerenti interventi di cooperazione con Paesi stranieri. Il 4 giugno 2010 la Giunta ha infatti approvato la delibera "Interventi per la cooperazione allo sviluppo, la solidarietà internazionale e la pace" con la quale ha assegnato 311 mila euro per iniziative da realizzare in Ecuador, Kenya, Etiopia, Bolivia, Sud Sudan, Mali, Uganda, Rwanda, Libano.
Il capogruppo Pdl ha sottolineato: «Questo tipo di iniziative sono utili e importanti, ma in momenti di crisi come quello attuale, le nostre risorse sarebbe più utile utilizzarle in Liguria». Rosso ha chiesto anche «come vengono verificati gli effetti dei progetti sostenuti »
L'assessore alle politiche sociali, Lorena Rambaudi ha ribadito che «la materia è regolata da una specifica legge regionale che disciplina il settore e che prevede un piano triennale degli interventi». Sulla base di ciò, come ha specificato l'assessore, in gli uffici hanno predisposto un bando, dal quale è scaturita una graduatoria. La Rambaudi ha anche specificato che esistono due differenti tipi di progetti, uno per la cooperazione all'estero, e l'altro che prevede iniziative di educazione alla pace, alla multiculturalità e all’integrazione da attuarsi in Liguria con l'ausilio delle scuole. Destinatari dei bandi sono le Organizzazioni non governative, alle quali è richiesto, tra gli altri requisiti, di avere sede in Liguria.
Rosso ha ribattuto: «La legge si può modificare. Mi chiedo chi ha verificato, ad esempio, come sono stati spesi in passato 42.000 euro per consentire l'apertura di un panetteria in Congo».
Inquinamento del fiume Gromolo di Sestri Levante
Matteo Rosso (Pdl) ha presentato un'interrogazione sull’inquinamento del fiume Gromolo di Sestri Levante. Considerate le numerose segnalazioni di schiuma bianca nelle acque del Gromolo, l'esponente del centrodestra ha chiesto alla Giunta come intenda comportarsi per far fronte a questo inquinamento e da cosa sia costituita tale schiuma.
«Il problema – ha detto Rosso - sembrerebbe riconducibile alla discarica di Cà da Matta, che raccoglie tutti i rifiuti solidi del Comune di Sestri Levante. È stato evidenziato il rischio che parte del percolato si riversi nella acque del rio Gaggi, ruscello adiacente alla discarica, che si immette nel fiume Gromolo».
Ha risposto l'assessore all'Ambiente, Renata Briano: «Le verifiche effettuate hanno permesso di escludere qualsiasi connessione fra le attività di gestione dei rifiuti che si svolgono presso la discarica per rifiuti urbani Cà da Matta, data l'assenza dell'ammoniaca nelle acque del rio Gaggi e del torrente Gromolo. Le stesse analisi hanno permesso di accertare l'assenza di elementi di contaminazione nei corsi d'acqua interessati. Sono invece in fase di accertamento, tramite esami di laboratorio, le cause della formazione della schiuma. Il monitoraggio del rio Gaggi e del torrente Gromolo continuerà secondo le previsioni del Piano di monitoraggio, mantenendo alto il livello di attenzione, soprattutto a seguito di piogge consistenti».
Rosso ha replicato: «In sostanza non si è ancora chiarito a che cosa è dovuta la schiuma. Voglio essere costantemente informato sugli approfondimenti attualmente in corso».
Nuova piastra socio-sanitaria di Arenzano ed ex ospedale Maria Teresa
Matteo Rosso (Pdl) ha illustrato un'interrogazione alla Giunta sulla nuova piastra socio-sanitaria, chiedendo «la quantificazione dei costi di affitto e ristrutturazione dei locali». Rosso ha inoltre chiesto «come saranno riutilizzati i locali dismessi dell’ospedale La Colletta, visto che la nuova struttura, appena inaugurata, è dislocata su 546 mq di proprietà privata ristrutturati ed arredati da Asl 3 e Comune di Arenzano».
Sempre in materia di strutture sanitarie ad Arenzano, Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria) ha chiesto alla Giunta di garantire e potenziare i servizi sanitari territoriali anche attraverso la costituzione di nuovi ambulatori. «In particolare - ha sottolineato Rixi - ad Arenzano si potrebbero sfruttare i locali dell'ex Ospedale Maria Teresa frutto di un lascito vincolato ad essere utilizzato per scopi sanitari e sociali. Dal 1994, anno in cui è stato chiuso il presidio, le varie amministrazioni comunali e regionali non sono riuscite a utilizzare la struttura, nel frattempo sempre più fatiscente.» Il consigliere ha ricordato che, anziché utilizzare i locali di proprietà, quali l'ex ospedale Maria Teresa, l'Asl ha aperto un centro ambulatoriale nei locali dove un tempo operava la Coop, pagando un canone di affitto.
L'assessore alla salute, Claudio Montaldo ha ribattuto che al momento si è aperto un confronto tra l'Asl, proprietaria dei locali dell'ex ospedale e il Comune, per decidere sul futuro della struttura. «Sulla base delle decisioni che verranno concordate, vedremo cosa fare e come finanziare l'intervento», ha detto Montaldo, il quale ha reso noto che per l'affitto dei locali che ospitano il nuovo centro si spendono 48.000 euro, dodicimila dei quali a carico del Comune di Arenzano e i restanti a carico dell'Asl. Inoltre vengono versati 55.000 euro all'anno, per sei anni, a titolo di rimborso per i lavori effettuati.
Montaldo ha quindi brevemente tracciato la storia delle strutture sanitarie di Arenzano, spiegando che inizialmente si pensava di trasformare il Maria Teresa in una struttura per anziani e a tal scopo la Regione aveva destinato sufficienti risorse. Ma l'intervento non è stato poi realizzato perché per ottenere la necessaria capienza era necessario costruire un nuovo corpo e ciò comportava nuove licenze edilizie. I finanziamenti sono stati quindi destinati ad altri interventi nel settore sanitario, nel Ponente genovese. Intanto era partito il progetto di ristrutturazione dell'ex Coop, che inizialmente avrebbe dovuto accogliere gli ambulatori dei medici di famiglia. Ma, secondo quanto riportato da Montaldo, i medici hanno rinunciato alla vigilia del trasferimento. L'Asl, quindi, ha deciso di trasferire nella struttura i servizi, in particolare quelli ambulatoriali, della Colletta: «Una scelta opportuna, visto che la zona dispone di parcheggi, è vicina al Comune e alla stazione», ha sottolineato Montaldo.
Rosso ha sottolineato che si potevano risparmiare soldi, utilizzando strutture della Asl. Rixi ha insistito sulla necessità di conoscere la destinazione del “Maria Teresa.
Apertura delle terme di Mele
Con un'interrogazione Matteo Rosso (Pdl) ha chiesto alla Giunta quando è prevista l'apertura del centro termale di Mele.
«Considerato - ha sottolineato Rosso - che la rassicurazione di aprire il centro termale è stata fatta dal centrosinistra in periodo preelettorale e visto che l'apertura di questo centro garantirebbe un servizio sanitario alla popolazione, sono forti le aspettative della gente che vive in quella zona. Vogliamo capire se e quando si apriranno».
Ha risposto l'assessore alla Sanità, Claudio Montaldo: «Non posso rispondere se non per quello che riguarda la Regione. Non siamo titolari di quella proprietà che fa riferimento a una fondazione di emanazione religiosa. Noi siamo solo titolari per quanto riguarda l'accreditamento. Non è colpa nostra se la proprietà ha trovato da poco tempo il soggetto giusto a condurre l'attività. La Regione ha ricevuto il 24 marzo la richiesta di accreditamento. Il 1 luglio, entro i termine previsti, la Commissione dovrebbe concedere tale accreditamento. A questo punto i titolari dovranno decidere quando avviare l'attività».
Ha replicato Rosso: «Quindi dovremmo essere vicini all'apertura. Chiedo all'assessore di verificare e vigilare. Queste terme sono importanti per la zona sia sotto l'aspetto sanitario che economico».
Sede permanente dei Vigili del Fuoco Val di Magra
Giovanni Enrico Vesco, assessore alle Politiche attive del lavoro e dell'occupazione, ha risposto all'interrogazione di Alessio Cavarra e Raffaella Paita (Partito Democratico) nella quale si chiedeva di conoscere quali iniziative s'intendono assumere nei confronti del Ministero degli Interni affinché venga rispettato l'impegno del Governo di emanare il decreto che permette di trasformare il distaccamento dei Vigili del fuoco di Sarzana da misto a presidio permanente. Nell'iniziativa consiliare si ricorda che questo impegno è stato ribadito da ultimo dal ministro Maroni nel suo intervento all'inaugurazione del nuovo comando provinciale dei Vigili del fuoco alla Spezia nel marzo 2009, dopo che a fine 2008 è stata sottoscritta una convenzione tra lo stesso Ministero, Regione, provincia e i Comuni della Vallata del Magra. La Convenzione prevede la costruzione di una nuova sede a Sarzana per un distaccamento permanente e la ripartizione degli oneri finanziari tra enti e amministrazioni.
L'assessore Vesco ha detto che l'inizio dei lavori è previsto nel 2011 e che gli enti locali dovrebbero incominciare a versare le proprie quote di partecipazione entro il 2010. «Il 6 maggio scorso in Prefettura è emerso che entro la fine di quest’anno sarà approvato il progetto esecutivo cui sta lavorando il ministero dell'Interno. Il Dipartimento Vigili del fuoco del ministero dell'Interno - ha spiegato - ha redatto il progetto preliminare della nuova sede che è stato approvato dal Comune di Sarzana il 22 dicembre 2009. Con questo atto il Comune ha confermato l'acquisizione dell’area e la destinazione urbanistica della stessa, con adozione di una variante urbanistica poi approvata dalla Provincia. Attualmente sono in corso le perizie geognostiche sul terreno e il Ministero sta ora procedendo alla redazione del progetto definitivo».
Ha replicato Raffaella Paita: «Siamo pienamente soddisfatti. L'esigenza di un distaccamento permanente in Val di Magra è dovuta all'ormai insostenibile situazione logistica e di carenza d'organico in un'area densamente urbanizzata e caratterizzata da tante realtà produttive e commerciali. La invitiamo ad avere la massima cura perché i tempi siano rispettati, e che ci sia la giusta attenzione per il territorio».


