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Lunedì 15 Febbraio 2010

I lavori del Consiglio regionale di lunedì 1 - full

N°12

Centro riabilitativo di Genova Quarto
Giovanni Macchiavello (Per la Liguria - Sandro Biasotti) ha presentato un'interrogazione sul nuovo centro riabilitativo intitolato a Nucci Novi Ceppellini, inaugurato il 4 novembre 2009 a Genova Quarto. «Questa struttura - ha detto Macchiavello - ospita permanentemente solo 16 disabili, cui si aggiungono solo cinque disabili limitatamente alle ore diurne. Dà risposta a un numero ridotto di persone, anche se avrebbe spazio per ospitarne ben di più: è riduttivo che una struttura di eccellenza di circa 3.500 metri quadri distribuita su diversi piani possa ospitare in totale solo 21 persone disabili». Macchiavello ha chiesto alla Giunta di dare la possibilità ad un maggior numero di disabili non residenziali di utilizzare le aree dedicate alla riabilitazione, essendo il centro dotato di palestra, vasca per l'idroterapia interna, piscina esterna e sala di musico terapia.
L'assessore alla Salute Claudio Montaldo ha risposto: «Il centro è stato realizzato in un immobile di proprietà del Comune di Genova con finanziamenti regionali provenienti dal Fondo sociale europeo e grazie a donazioni delle associazioni dei familiari delle persone disabili. È una precisa scelta dei gestori mantenere contenuto il numero degli ospiti per creare un protetto e ambiente famigliare. Si tratta di una soluzione volta alla qualità. La Regione dovrà occuparsi dell'assistenza ai disabili quando viene a mancare la famiglia di origine.»
Macchiavello ha replicato «Concordo con le finalità del centro, ma c'è un fabbisogno molto alto di strutture di questo tipo: è necessario che la Giunta si attivi anche per gli altri pazienti.»
Trasloco degli uffici della Direzione dell'Asl 5
Con un'interrogazione Luigi Morgillo (Forza Italia - Verso il Pdl) ha chiesto alla Giunta i motivi che hanno spinto la direzione aziendale dell'Asl 5 a decidere di spostare gli uffici lontano dalla struttura ospedaliera.
«Lo spostamento - ha precisato Morgillo - non è ancora avvenuto. Gli attuali uffici della direzione sono stati realizzati nel 2006 all'interno dell'Ospedale Sant'Andrea con un costo di circa 300 mila euro. La motivazione attribuita all'operazione era di portare i massimi dirigenti più vicino ai pazienti. Adesso non so per quale motivo gli uffici siano spostati più lontano, in centro. Dentro all'ospedale sono in atto una serie di interventi edili, mi chiedo che senso abbia questa operazione visto che nelle adiacenze dell'ospedale sono disponibili molti altri spazi».
L'assessore alla Salute Claudio Montaldo ha risposto: «Il primo trasferimento era stato motivato dalla necessità di liberare locali in via XXIV maggio per lasciare spazio alla sede del distretto socio sanitario. L'Asl ha due presidi ospedalieri (e ne avrà tre) e un moltitudine di servizi territoriali che non necessariamente devono stare all'interno dell'ospedale. Il primo obiettivo di questo spostamento è concentrare le attività del dipartimento amministrativo, il secondo è liberare spazi al Sant'Andrea, poiché il nosocomio dovrà accogliere le attività trasferite dal Felettino per consentire la demolizione di quest'ultimo. L'immobile in cui si trasferiranno gli uffici amministrativi è di proprietà, quindi non ci saranno costi aggiuntivi. Si tratta di uno spostamento giustificato, anche perché tra qualche anno si dovrà spostare tutto il Sant'Andrea, quindi si tratta soltanto di un'anticipazione.» «Dal punto di vista organizzativo - ha replicato Morgillo - non ha senso. Le motivazioni che l'assessore porta, per chi conosce la realtà spezzina, sono assurde, perché la sede della direzione sarà spostata in un luogo trafficato e inaccessibile, senza parcheggi. Il personale accetta supinamente un contrordine rispetto a quanto deciso nel 2006.»
Ist, primario ginecologia oncologica con contratto temporaneo
Con un'interrogazione Nicola Abbundo (Moderati per il Pdl) ha chiesto all'assessore Claudio Montaldo conferma del fatto che per la struttura complessa del Servizio di Ginecologia Oncologica dell'Ist si intende nominare un dirigente senza fare il concorso.
«Noi abbiamo - ha detto Abbundo - ascoltato dichiarazioni dove si affermava che in sanità era giusto parlare di competenze e professionalità, si è ventilata una commissione di esperti internazionali, invece cosa succede? Che all'Ist si sceglie il primario di ginecologia oncologica senza fare il concorso. Questo contraddice quanto il presidente Burlando ha ripetutamene sostenuto: che il conferimento di incarichi apicali nel settore sanitario si sarebbe espletato sempre e comunque con regolare concorso». L'assessore alla Salute Claudio Montaldo ha replicato duramente accusando Abbundo di utilizzare l'aula del Consiglio per fare comizi elettorali: «In questi anni le selezioni attraverso il cosiddetto 15 septies sono diminuite, in molto casi sono state superate da concorsi e il 15 septies è stato usato solo per situazioni limitate e particolari. I concorsi si sono svolti secondo le procedure della legge 41, che prevede che la commissione venga scelta per 2/3 con sorteggio e che al direttore generale venga fornita una terna selezionata da un elenco di candidati idonei secondo una scrupolosa verifica dei titoli. Quindi c'è una prima selezione basata sul curriculum, successivamente il direttore generale sceglie sotto sua responsabilità uno dei tre candidati. Non ci sono mai state contestazioni sui primari scelti usando questa procedura. Il posto da direttore di ginecologia oncologica all'Ist è occupato da un medico, ex consigliere, eletto in Parlamento. Solo per sostituirlo temporaneamente si è fatto ricorso al 15 septies, che consente un contratto più elastico. La persona individuata ha i titoli per svolgere questo incarico ed è pronta a lasciare la posizione in qualsiasi momento dovesse rientrare il titolare.»
Dura la replica di Abbundo: «Riepilogo la vicenda: un medico si dà alla politica e gli si conserva il posto di lavoro. Adesso non si sa se continuerà a far politica, e l'assessore decide allora di individuare un sostituto, non si sa per quanto tempo, per conservare il posto al politico. Inoltre mi risulta che la persona scelta non abbia tutti i requisiti: ad esempio non ha al suo attivo pubblicazioni scientifiche.»
Emergenza socio-economica a Ventimiglia
Con un'interrogazione Franco Bonello (Partito Democratico) ha chiesto alla Giunta di erogare un contributo straordinario per sostenere economicamente le famiglie ventimigliesi colpite dalla grave emergenza socio-economica.
«Nel ponente ligure e in particolare a Ventimiglia - ha spiegato Bonello - si sta vivendo una crisi fortissima. È una città di confine, che vive in gran parte di lavoro transfrontaliero. È sempre più forte la delocalizzazione degli impianti produttivi, specie dalla Francia e dal Principato di Monaco verso Paesi in cui il costo della manodopera è basso. La chiusura di diverse fabbriche ha determinato il licenziamento di molti lavoratori e una grave emergenza socio-economica che ha colpito anche l'estremo Ponente ligure. A Ventimiglia, dove notoriamente i lavoratori frontalieri sono alcune migliaia su circa 27mila residenti, si contano a centinaia le persone che hanno perso la propria occupazione o che hanno visto ridotto l'orario di lavoro. Questa situazione ha provocato un aumento dei cittadini che si rivolgono ai servizi sociali del Comune per richiedere un sostegno economico. Le risorse sono insufficienti per affrontare la grave emergenza sociale ed economica, anche a causa del fatto che i trasferimenti statali sono stati tagliati nel corso di questi anni e nel contempo sono aumentati i costi per i contratti di servizi e forniture».
Ha risposto l'assessore alle Politiche sociali, Massimiliano Costa: «La responsabilità diretta dei servizi sociali è a carico dei Comuni. Per quanto riguarda le risorse del Fondo sociale nazionale le risorse sono calate dallo scorso anno di oltre il 50%: si parla di 13milioni per i servizi sociali, e, quindi, sono venuti meno 15milioni di euro. Ma la Regione, considerando importante il tema, ha compensato, e, quindi, il 2009 ha avuto le stesse risorse del 2008, attraverso due diversi assestamenti di bilancio. Inoltre abbiamo stanziato ulteriori fondi, pari ad un milione e seicentomila euro. I Distretti hanno le risorse, e se il Comune di Ventimiglia ha un'esigenza particolare può presentare domanda entro il 30 aprile».
Rimborsi ai nefropatici per l'acquisto di alimenti aproteici
Con un'interpellanza Alessio Saso (Alleanza Nazionale) ha chiesto alla Giunta di procedere ad uno snellimento burocratico che permetta ad anziani ammalati di ottenere i rimborsi sugli alimenti aproteici con procedure più semplici.
«La Giunta - ha detto Saso - ha varato una misura a carattere sociale per il rimborso dal 1 gennaio 2009 di tutte le spese per l'acquisto farmaci ed alimenti aproteici, sostenute da pazienti affetti da insufficienza renale cronica o da malattie rare, con lo stanziamento di un milione e trecentomila euro, ricavati dal bilancio sociale, da assegnare ai Distretti sociosanitari incaricati di curarne le procedure. Gli ammalati, di fronte alle difficoltà attuali, si vedono addirittura costretti a rinunciare all'utilizzo di alimenti aproteici indispensabili a scongiurare la terapia dialitica, a conferma di come, tale problema, se non risolto, rischi di vanificare le migliori intenzioni. L'iter burocratico per l'ottenimento dei rimborsi è macchinoso, quasi scoraggiante».
Ha risposto l'assessore alla Salute Claudio Montaldo: «Abbiamo cercato di trovare soluzioni semplici. Credo che l'elemento disincentivante sia l'individuazione dello stato Isee. Mi rendo conto che dobbiamo semplificare ancora la procedura».
Ha replicato Saso: «Accetto l'impegno. Ogni semplificazione è un atto di civiltà».
Gravi eventi meteo a dicembre e a gennaio in Liguria
Sugli eventi meteorologici che hanno interessato la Liguria durante l'inverno Ezio Chiesa (Partito democratico) ha presentato un'interrogazione. Sul medesimo argomento ha presentato un'interrogazione anche Alessio Saso (Alleanza Nazionale). Chiesa ha chiesto alla Giunta quali interventi siano stati disposti, quali risposte abbia dato il Governo in merito alla richiesta dello stato di emergenza e quante risorse abbia stanziato per i danni alle strutture pubbliche e private.
«A dicembre 2009 e a gennaio 2010 - ha sottolineato Chiesa - la Liguria è stata colpita da violente mareggiate che hanno interessato quasi tutto il litorale ligure. Questi eventi hanno causato danni e distruzioni su una miriade di infrastrutture e attrezzature costiere, porti commerciali e turistici, alle strutture di difesa della costa, alle passeggiate a mare, ai depuratori e alle condotte a mare, alle strutture produttive, commerciali e turistiche, ai privati. E anche in questo caso la Giunta regionale ha prontamente richiesto al Governo lo stato di emergenza e ha stanziato immediatamente delle risorse».
Saso ha focalizzato l'attenzione sulla situazione verificatasi nel Ponente ligure, dove l'agricoltura e in particolare l'olivicoltura hanno subito molti danni. «Si sperava in una produzione di ottima qualità e considerevole: purtroppo non sarà così», ha detto il consigliere che ha anche espresso critiche all'attuazione, a suo avviso molto macchinosa, del piano Piano di Sviluppo rurale.
Per la Giunta ha risposto l'assessore all'Agricoltura, Giancarlo Cassini: «Per quanto riguarda le due ondate di maltempo di dicembre e gennaio, è stato richiesto lo stato di emergenza che lo scorso 13 gennaio è stato concesso soltanto a tre Regioni: la Liguria, l'Emilia e la Toscana. Lo stato di calamità riguarda i danni pubblici e quelli a privati nell'intera regione. Ora siamo in fase di censimento dei danni provocati dal maltempo. La quantificazione sarà alta. Le risorse messe in campo dal governo, secondo una bozza di ordinanza che abbiamo ricevuto, ammontano a circa venti milioni di euro da ripartire fra le tre Regioni, dedotti i fondi che il Dipartimento terrà, a livello nazionale per interventi a privati. E questa voce può arrivare al sessanta per cento. In questo caso resterebbero solo otto milioni da ripartire fra tre Regioni. Abbiamo chiesto al Dipartimento di intervenire nei confronti delle imprese private con fondi aggiuntivi, non intaccando i venti milioni messi in campo». L'assessore ha quindi annunciato: «Per quanto riguarda il fiume Magra abbiamo chiesto che il capo nazionale del Dipartimento della protezione civile organizzi il risanamento del bacino del fiume attraverso un commissario ad acta». Ha quindi ribattuto alle rimostranze di Saso in merito alla gestione "macchinosa" del piano di Sviluppo rurale: «Dei pagamenti effettuati a livello nazionale da Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) il sessanta per cento riguarda la Liguria». Ha quindi chiarito che, per quanto riguarda le gravi conseguenze subite dal comparto agricolo, a causa del maltempo e delle gelate, sarà assai difficile riuscire a rimborsare, con fondi dell'emergenza, i danni subiti dagli ulivi, classificati come "assicurabili". Per ottenere i rimborsi è necessario dimostrare che una percentuale di almeno il trenta per cento di prodotto vendibile è stato danneggiato.
Chiesa ha sottolineato che le riposte finora date dal Governo a suo avviso sono insufficienti e che è quindi necessario chiedere ulteriori stanziamenti.
Secondo Saso, invece, si sta assistendo ad uno scaricabarile da parte della Regione nei confronti del Governo.
Danni della mareggiata a Vernazzola
Con un'interrogazione Vincenzo Gianni Plinio (Alleanza Nazionale) ha chiesto alla Giunta di disporre accertamenti sui danni della mareggiata dei primi giorni di gennaio a Vernazzola.
«Occorre verificare - ha detto Plinio - se sia ascrivibile alle modalità di esecuzione del progetto comunale di ripascimento, a suo tempo aspramente contestato dai residenti della baia. Si tratta di un progetto voluto dal Comune di Genova: gi abitanti avevano osservazioni puntuali, ma Palazzo Tursi le ha rigettate. Se si fossero fatte dighe sottomarine anziché riversare ghiaia, i danni si sarebbero evitati. La Regione Liguria ha stanziato somme ingenti per ripascimenti dannosi. Vanno individuate le responsabilità».
Ha risposto l'assessore all'Ambiente Franco Zunino: «Il progetto prevedeva il riassetto delle opere di difesa della costa nella baia di Vernazzola, al fine di migliorare le condizioni di difesa dell'abitato dalle mareggiate. Nello specifico è stata demolita parzialmente la scogliera di protezione del depuratore e realizzato un nuovo pennello finalizzato a creare le condizioni idrodinamiche che consentissero di rendere stabile il ripascimento davanti all'abitato. Era prevista, infine, una parziale riduzione e relativo consolidamento della testata del pennello di ponente, nonché il ripascimento strutturale della spiaggia. La Regione ha finanziato l'intervento con un contributo pari a oltre 506mila euro di cui la quota parte di più di 206mila euro è stata stanziata dall'assessorato all'Ambiente».
L'assessore ha sottolineato, premesso che la mareggiata è da ritenersi un evento eccezionale, che la progettazione e l'attuazione degli interventi di difesa della costa dall'erosione e conseguentemente la verifica sulla loro esecuzione rispetto agli elaborati progettuali è a carico dei Comuni.
«Rimane in capo alla Regione l'indizione di una Conferenza dei servizi - ha spiegato Zunino - E' altresì funzione svolta dal settore Ecosistema costiero la verifica degli effetti e degli eventuali impatti connessi agli interventi attuati sul litorale, mediante l'analisi dei monitoraggi da eseguirsi secondo le specifiche tecniche assunte dalla Giunta regionale, e qualora tali risultati evidenzino una situazione non in linea con le previsioni, viene valutata l'eventualità l'opportunità di eventuali interventi correttivi. Nel caso dell'intervento di ripascimento di Vernazzola, si evidenzia che ad oggi non è possibile avere gli esiti del primo monitoraggio, e a fronte di ciò non è pertanto ancora possibile sviluppare un'analisi ed oggettiva dell'esito dell'intervento stesso. Quanto è accaduto è molto preoccupante, e quindi è doveroso fare accertamenti».
«Prendo atto - ha detto Plinio - che la Regione intende disporre una serie di monitoraggi e verifiche per accertare responsabilità relative al progetto contestato».
Centro di riabilitazione di via Bolzano
Carmen Patrizia Muratore (Italia dei valori con Di Pietro) ha presentato un'interrogazione sul centro riabilitazione a Genova, in via Bolzano 1. La Muratore ha rimarcato che i parenti dei pazienti in stato vegetativo permanente da esiti di coma ricoverati presso la sezione Gcla del Centro di riabilitazione srl hanno lamentato che a maggio 2009 è scaduta la concessione amministrativa regionale 2004-2009 per l'assistenza. Inoltre che la delibera di Giunta regionale del 2008 ha introdotto la fattispecie di Post Coma o Traumatizzati cranio-encefalici per le strutture extraospedaliere, e che il nuovo livello di assistenza è del tutto inadeguato quanto a personale infermieristico impiegato per le terapie e la cura dei pazienti. Muratore ha quindi chiesto alla Giunta quali misure si intendano assumere, vista anche la richiesta di incontro inoltrata dai parenti degli ammalati oltre che all'assessore Montaldo, all'assessore Costa, al direttore generale dell'Asl 3 e ai responsabili dell'unità operativa disabili e del Centro di riabilitazione.
Ha risposto l'assessore alla Salute Claudio Montaldo: «Quindici giorni fa ho incontrato le famiglie durante la visita alle strutture. Le loro richieste sono fondate. Ho già dato disposizione affinché nella delibera di definizione delle tariffe di residenzialità extraospedaliera, che probabilmente approveremo venerdì, ci sia un aggiustamento della norma per quanto riguarda le persone in coma, per garantire una migliore assistenza».
Più risorse per la giustizia
All'unanimità è stato approvato un ordine del giorno (primo firmatario Carmen Muratore, Italia dei Valori con Di Pietro) che impegna la Giunta "ad intervenire presso gli organi di Governo e il Parlamento perché si mettano in campo tutte le iniziative volte ad accrescere le risorse destinate al settore giustizia e all'accrescimento delle professionalità dei lavoratori e all'ammodernamento del sistema". Il documento impegna inoltre la Giunta a "intervenire direttamente, anche attraverso convenzioni con gli uffici giudiziari, come fatto da altre regioni come Piemonte, Toscana e Veneto, finalizzati al miglioramento e alla riorganizzazione dei servizi da erogare ai cittadini della Liguria".
Commiato del presidente Giacomo Ronzitti
La seduta si è conclusa con il saluto del Presidente dell'Assemblea legislativa Giacomo Ronzitti. Il Presidente ha ringraziato tutti «per il comune impegno» profuso in questi anni cinque anni di legislatura, «durante i quali - ha rimarcato - si è stretto un rapporto sempre più stretto con la società civile e, in particolare, con i giovani». Tra i punti caratterizzanti dell'attività, Ronzitti ha ricordato «L'incontro fra l'Assemblea e le più importanti personalità istituzionali e il ruolo sempre più "parlamentare" dell'Assemblea legislativa della Liguria».
Al termine del discorso, Michele Boffa, capogruppo del Pd, a nome di tutti i gruppi consiliari, ha consegnato una targa ricordo al presidente Ronzitti, ricordando la perizia e lo zelo dimostrati dal presidente in questi anni. «L'obiettivo di Ronzitti di accrescere il ruolo e la dignità di ciascuno di noi - ha detto - estenderà i suoi benefici anche nelle successive legislature».
Giacomo Ronzitti è stato l'unico presidente del Consiglio della Liguria a mantenere la carica per un'intera legislatura.
Con un separato comunicato è stato trasmesso l'intervento del presidente.
Quorum: 20 voti
Assenti: Carlo Ruggeri

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