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Martedì 09 Agosto 2011

“Una legge per prevenire la dipendenza da gioco”

n.196

Proposta di Basso (Pd) e Donzella (Noi con Claudio Burlando)
Divieto di fare pubblicità a giochi con premio in denaro, divieto di gioco per i minorenni e obbligo di avvisare sui pericoli derivanti dell’abuso.
Liguria a rischio: ogni cittadino “gioca” in media 1.200 euro all’anno.

Divieto di fare pubblicità, anche sul web, a slot machines, lotterie, lotto, gratta e vinci, schedine e a tutti i giochi con premi in denaro. Divieto di gioco per i minorenni. Obbligo di informare in maniera chiara sui rischi (come sui pacchetti di sigarette).

Questi sono i punti principali della proposta di legge alle Camere presentata questa mattina dai consiglieri regionali Lorenzo Basso (Pd) e Massimo Donzella (Noi con Claudio Burlando) per contrastare la dipendenza da gioco d’azzardo. La legge prevede anche che una percentuale delle entrate derivanti dal comparto giochi e dalle sanzioni correlate sia destinata a un nuovo fondo dedicato al contrasto della dipendenza da gioco patologico e a un fondo già esistente contro l’usura, fra i principali problemi legati a questo tipo di dipendenza.

Il gioco, come hanno spiegato i consiglieri, è una delle principali industrie del Paese, anche limitandosi alla sola parte legale, senza contare il gioco illegale su cui prosperano le organizzazioni criminali.

«I costi – ha detto Lorenzo Basso – sociali, economici e umani del gioco sono altissimi, per la salute e per il patrimonio. L’obiettivo della nostra proposta è passare da un approccio culturale che incoraggia il gioco, consentendone la pubblicità e allargando le possibilità di farvi ricorso, ad un atteggiamento più maturo e responsabile da parte dello Stato, che riconosca i gravi pericoli correlati a queste attività e tenga conto delle ricadute sociali. La filosofia che sottende questa proposta di legge è considerare il gioco un’attività nociva, alla stregua delle sigarette. Tollerata perché l’inefficacia del proibizionismo è ben nota, ma non per questo incoraggiata e promossa. Al contrario bisogna passare ad una linea di grande fermezza sulla strada della deterrenza e della prevenzione».

«In Italia – ha spiegato Massimo Donzella - si stima siano settecentomila le persone affette da gioco d’azzardo patologico, considerata una vera e propria malattia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. E il trend è in crescita. È preoccupante che in un momento di crisi, gli introiti aumentino: dimostra che sono le fasce della popolazione più deboli e socialmente indifese quelle su cui fa presa questo tipo di attività. Per il 2011 si stimano circa 70 miliardi di euro, pari al 4% del pil nazionale: il gioco è un settore dalla crescita record, proporzionale all’aggravarsi della situazione economica (+ 19,32% fra primo semestre del 2011 e analogo periodo del 2010). In otto anni, dal 2003 al 2011, la raccolta è passata da 15,5 miliardi di euro ai 70 che, se l’andamento si manterrà costante, saranno raggiunti a fine anno. È una crescita di circa il 400%, un giro di affari quadruplicato in meno di un decennio».

E la Liguria è una regione in cui il ricorso al gioco è più forte che altrove. «La media mensile della raccolta giochi nel primo semestre 2011 è di 160 milioni di euro. A fine anno potrebbero essere raggiunti i due miliardi di euro. È come se – hanno concluso i consiglieri - ogni ligure (bambini inclusi) spendesse 100 euro al mese, 1.200 euro all’anno, nel gioco d’azzardo».

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