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Lunedì 26 Settembre 2011

Rivitalizzare l’entroterra ligure partendo dall’utilizzazione agraria dei terreni

n.212

I contenuti della proposta di legge “Nuove disposizioni in materia di utilizzazione agraria dei terreni”.

 

Questo l’intento della proposta del Pdl che ha come primo firmatario Gino Garibaldi. Previsti incentivi anche per gli usi non professionali, detrazioni fiscali per il recupero di fondi abbandonati, possibilità di vendita diretta dei prodotti.

Riportare gli abitanti nell’entroterra ligure che sta vivendo un lento ma inesorabile processo di abbandono, favorendo ogni attività che preveda l’utilizzo e la valorizzazione agraria della terra, gran parte della quale orami non è più sotto il controllo dell’uomo. E’ questo, in sintesi, l’intento della proposta di legge “Nuove disposizioni in materia di utilizzazione agraria dei terreni” , presentata dal Popolo della Libertà, e che ha come primo firmatario Gino Garibaldi. Per centrare l’obiettivo, la legge non può intervenire da sola, ma può contribuire a dar vita ad un quadro normativo per rivitalizzare l’entroterra ligure. Rappresenta, insomma, il primo determinante passo di un percorso tutto da disegnare.

Naturalmente non si pensa prevalentemente ad un utilizzo professionale della terra, ma in particolare all’occupazione per il tempo libero, per il dopolavoro e per il periodo della pensione: centinaia di migliaia di liguri potrebbero ritrovare nelle nostre vallate un sistema di vita, a misura d’uomo, a prescindere dal lavoro.

La Legge

Per fare in modo che le vallate della Liguria diventino “appetibili” per i liguri ed anche per i non liguri secondo i firmatari della proposta di legge è necessario impostare un regime fiscale di forte favore, distinguendo per l’utilizzazione professionale e quella non professionale dei terreni.

Incentivo fiscale all’utilizzazione non professionale dei terreni

Per i contribuenti che in modo non professionale si dedicano all’utilizzo agrario dei terreni che legittimamente possiedono, si prevede una riduzione della parte di aliquota di addizionale regionale Irpef modificabile dalla regione in conformità con la normativa statale del 10 per cento se l’utilizzazione agraria è effettuata su terreni di dimensione superiore a 500 metri quadrati e inferiore a 1000, del 20 per cento se l’utilizzazione è effettuata su terreni sino a 2000 metri quadrati, del 40 per cento se l’utilizzazione agraria è messa in pratica su terreni superiori a 2000 metri quadrati.

Incentivi fiscali all’utilizzazione agraria professionale dei terreni

Per chi esercita in modo professionale e continuativo l’utilizzazione agraria dei terreni, la parte di aliquota di addizionale regionale Irpef modificabile dalla Regione in conformità con la normativa statale viene ridotta del 10 per cento se l’utilizzazione agraria è effettuata su terreni di dimensioni superiori a 500 metri quadrati e inferiori a mille metri quadrati; del 20 per cento se l’utilizzazione agraria è effettuata su terreni sino a 2 mila metri quadrati; dell’40 per cento se l’utilizzazione agraria è effettuata su terreni sino a 5 mila metri quadrati; del 50 per cento se l’utilizzazione agraria è effettuata su terreni sino a10 mila metri quadrati; del 60 per cento se l’utilizzazione agraria è effettuata su terreni sino a 20 mila metri quadrati; del 70 per cento se l’utilizzazione agraria è effettuata su terreni sino a 40 mila metri quadrati; dell’80 per cento se l’utilizzazione agraria è effettuata su terreni sino a 70.mila metri quadrati; del 90 per cento se l’utilizzazione agraria è effettuata su terreni sino a 100 mila metri quadrati;i) del 100 per cento se l’utilizzazione agraria è effettuata su terreni superiori a 100 mila metri quadrati.

Le spese per il primo anno di utilizzazione agraria professionale di fondi precedentemente non utilizzati e legittimamente posseduti sono detraibili dall’addizionale regionale Irpef, modificabile dalla Regione in conformità con la normativa statale.

Inoltre, per i soggetti passivi IRAP che beneficino delle suindicate riduzioni IRPEF l’aliquota IRAP è ridotta al minimo previsto dalla normativa statale.

La proposta di legge prevede la vendita diretta di prodotti agricoli da parte di agricoltori singoli o organizzati tra loro, in deroga ad ogni programmazione o pianificazione commerciale.

Chi percepisce i benefici di questa legge senza averne titolo è punito con una sanzione pecuniaria da 500 a diecimila euro a favore della Regione, fatta salva la restituzione dei benefici percepiti e fatta salva l’eventuale responsabilità penale.

 

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