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Venerdì 09 Settembre 2011

Chiesa: “No alla città metropolitana, valorizzare i Comuni”

n.199
Il Gruppo Misto diventerà Gruppo misto – Liguria Viva

L’ex assessore regionale alle infrastrutture uscito dal Pd aggrega un nuovo movimento. Confermata la fiducia a Burlando. «Nel nostro sondaggio strappa un gradimento superiore a quello dei sindaci». Peggiora la qualità della vita soprattutto nel capoluogo

Questa mattina nel corso di una conferenza stampa Ezio Chiesa (presidente del gruppo Misto)  ha presentato la nuova denominazione del suo gruppo consiliare regionale che si chiamerà Gruppo Misto – Liguria Viva e la nascita del movimento civico cui il gruppo farà riferimento. Fra gli esponenti politici presenti all’iniziativa, Armando Ezio Capurro che, pur apprezzando l’iniziativa di Chiesa, per il momento continuerà a far parte del gruppo Noi con Claudio Burlando insieme a Massimo Donzella.

«Il nostro movimento – ha spiegato Chiesa – punta ad aggregare liste civiche espressione della gente comune e dei territori. Per questo il simbolo è un cerchio con tre colori: l’azzurro del mare della Liguria, il rosso che simboleggia il cuore pulsante della nostra gente e il verde dell’Appennino che da ponente a levante racchiude la regione». Chiesa conferma il suo appoggio all’amministrazione regionale guidata da Claudio Burlando e rimane nell’alveo del centrosinistra, «pur rivendicando la propria piena autonomia». A livello comunale l’appoggio politico verrà assicurato alle varie amministrazioni valutando i programmi senza preclusioni.

«Noi non siamo contro i partiti – ha detto Chiesa - ma riteniamo che oggi questi ultimi non riescano più a interpretare i bisogni della gente e che siano sempre meno radicati sul territorio». Sotto l’aspetto programmatico, il gruppo di Chiesa si batterà per la valorizzazione dei piccoli comuni: «imputare a loro i costi della politica è pura follia» e al recupero del rapporto fra cittadini territorio e istituzioni: «A questo scopo non serve l’istituzione della Città metropolitana, ma una distribuzione equa delle risorse».

Chiesa si è poi schierato contro le privatizzazioni selvagge e indiscriminate: «dobbiamo verificare quello che funziona e quello che non funziona» per il rispetto dei risultati del referendum sull’acqua e a favore della raccolta di firme per l’abolizione dell’attuale legge elettorale nazionale.

Nel corso della conferenza stampa è stato presentato un sondaggio d’opinione che il Gruppo Misto ha commissionato alla CSS Communication&Campaign e che alleghiamo. Fra i dati raccolti nelle circa 1500 interviste a cittadini della provincia di Genova emergono alcuni elementi che Chiesa ha giudicato interessanti: rispetto agli ultimi anni gli intervistati ritengono che la qualità della vita sia peggiorata nel 54% dei casi, migliorata nel 35%. Ma scorporando il dato si scopre un giudizio ben più severo fra gli abitanti del  capoluogo (58% di dati negativi e 32% positivi) e più soft nei centri minori dove hanno visto peggiorare le loro condizioni “solo” il 45% dei cittadini mentre quelli che dichiarano di stare meglio sono il 39,9%. Anche il giudizio sul funzionamento della sanità (5,86 su 10) e dei trasporti pubblici (5,38 su 10) è peggiore a Genova città rispetto all’hinterland. In quanto al giudizio politico sui sindaci, raggiungono la sufficienza, superando di poco il 6, solo quelli di Cogoleto, Lavagna e Chiavari. Tutti gli altri oscillano fra il 4 e il 5. Il sindaco di Genova ottiene 4,96. Migliore il giudizio medio sul presidente della Regione, 5,71, e sul presidente della Provincia 5,65.

Fra gli aspetti sottolineati da Chiesa, il dato relativo alle liste civiche: secondo il sondaggio, sulle questioni locali il 45% degli elettori avrebbe più fiducia nelle liste civiche rispetto ai partiti tradizionali (36%). Il 18,8% ha dichiarato di non avere fiducia in nessuno dei due. Sempre secondo il sondaggio, sarebbe disponibile a dare il voto ad una lista civica il 36,5% degli elettori del capoluogo e il 51,8% di quelli dell’hinterland, mentre complessivamente una lista civica viene vista con favore dal 41,6% degli elettori.

Fra i problemi più importanti da affrontare a livello locale i cittadini pongono al primo posto il lavoro (21%) e al secondo la viabilità e i parcheggi (19,5%). Seguono la sicurezza intesa in senso generale (18,9%), la sanità e servizi sociali (9,8%).

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