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Venerdì 10 Dicembre 2010

Dire no al canone Rai sulla bolletta Enel

n.214
Ordine del giorno di Ezio Chiesa (gruppo Misto)
«Assurdo: secondo il Governo, fino a prova contraria, chi ha la corrente elettrica ha anche la Tv. Nell’entroterra ancora zone scoperte, va potenziato il segnale»
Il consigliere regionale Ezio Chiesa (gruppo Misto) ha presentato un ordine del giorno affinché il presidente Burlando intervenga sul Governo contro l’introduzione delle nuove modalità di riscossione del canone Rai che prevedono l’incasso nei confronti di tutti i titolari del contratto di fornitura di elettricità. L’esponente della maggioranza chiede anche alla Giunta di sollecitare il Ministero dell’economia e i vertici aziendali affinché venga potenziato il segnale Rai.

Nel documento Chiesa rammenta che a novembre il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ha annunciato la riforma delle modalità di riscossione del canone Rai in base alla quale a tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricità, siano essi famiglie o pubblici esercizi o professionisti, sarà chiesto di pagare il canone.

«Secondo il ministro Romani – spiega Ezio Chiesa - se un cittadino ha l’elettricità ha anche l’apparecchio tv. Chi non ha la televisione dovrà dimostrarlo e solo in quel caso non pagherà. La riforma, come ha spiegato il ministro, sarà presentata o col decreto mille proroghe o comunque entro l’anno e servirà ad azzerare l’evasione pari a circa il 30% di chi dovrebbe pagare il canone. La proposta del ministro Romani ha già suscitato forti critiche, prime tra tutte quelle delle associazioni dei consumatori».

«Come se non bastasse – conclude Chiesa - in molte zone della Liguria il segnale Rai non si riceve o si prende disturbato a causa dell’orografia del territorio senza che la Rai abbia programmato installazioni di nuovi ripetitori, demandando tutto alla buona volontà delle amministrazioni locali, che spesso senza nessun aiuto e con enorme fatica si accollano i costi di installazione e di manutenzione dei ripetitori. Bisogna pertanto attivarsi nei confronti del ministero dell’Economia, detentore delle quote azionarie di maggioranza della Rai, e dei vertici aziendali della televisione pubblica, affinché siano assunte tutte le iniziative idonee per far potenziare il segnale Rai»
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