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Perché programmare

La Corte dei Conti da tempo chiede maggiore trasparenza nella definizione delle strategie regionali e nell'allocazione delle risorse e una particolare attenzione alla verifica del raggiungimento degli obiettivi.

 

Questa nuova fase si sviluppa in un periodo caratterizzato dalla riforma della politica di coesione a livello europeo, dopo l'avvio, nel luglio 2004, del negoziato sulla politica regionale 2007-2013.
È opportuno, pertanto, riorganizzare tutti gli strumenti di programmazione, da quelli strategici a quelli più settoriali, e, inoltre, sostenere e accrescere la capacità dei soggetti finanziati di partecipare alle scelte dei programmi e gestire così al meglio le risorse messe a disposizione della Regione. La Pubblica amministrazione è chiamata a un processo di modernizzazione per:

  • rendere sempre più esplicite le strategie politiche
  • condividerle con i soggetti attuatori e gli altri attori territoriali
  • orientare le risorse finanziarie e strumentali in relazione alle priorità
  • ricondurre tutta l'attività alle priorità strategiche dell'Ente
  • misurare l'efficacia delle proprie azioni
  • gestire i rapporti con gli enti attuatori e misurare il grado di efficacia delle azioni governate dalla Regione ma attuate da altri soggetti
  • comunicare ai cittadini e rendere conto degli effetti delle politiche e di come sono state usate le risorse
  • organizzare il lavoro dell'amministrazione per obiettivi/processi e non per adempimenti

 

Perché ciò sia possibile, è necessario avviare un ciclo di programmazione, bilancio e controllo strategico, in modo da assicurare da una parte la coerenza delle scelte finanziarie con quelle di programma e dall'altro la costante verifica del raggiungimento degli obiettivi, al fine della riprogrammazione.
Tale processo di modernizzazione passa necessariamente anche attraverso una diversa modalità di lavoro, non più per adempimenti (il pensare a come si devono fare le cose), ma per obiettivi e processi (lavorare per ottenere un risultato).
Lavorare per processi significa:

  • essere in grado di governare l'intero sistema
  • condividere fra tutti gli attori la visione della strategia e complessità del sistema, anche quando si lavora su suoi settori
  • gestire la trasversalità, evitare ridondanze, sovrapposizioni, contrapposizioni e incongruenze
  • valutare l'efficienza del processo/procedimento e correggere/intervenire nel nodo critico
  • individuare le responsabilità interne ed esterne nelle diverse fasi e quindi avere elementi utili anche per gestire la partita della valutazione delle prestazioni di direttori, dirigenti e quadri
  • mantenere e trasmettere la memoria storica di ciò che si fa
  • essere svincolati dai cambiamenti organizzativi
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