Dimensione territoriale e metodo di pianificazione
La dimensione territoriale ha un ruolo centrale nella definizione del Dsr, in primo luogo perché il territorio, inteso in senso non solo fisico-geografico ma soprattutto relazionale, costituisce il capitale su cui si fondano i processi di sviluppo. Nel documento dal titolo "Stato e prospettive del territorio dell'Unione Europea", consegnato dalla Commissione ai Ministri territoriali dei 25 paesi nel maggio 2005, si precisa che:
"Benché non esplicitamente menzionato nella strategia, gli obiettivi di Lisbona incorporano implicitamente una dimensione territoriale in quanto rafforzano il capitale territoriale delle città e delle regioni europee nel modo seguente: sfruttando il potenziale endogeno delle singole aree; includendo i valori naturali e culturali; promuovendo l'integrazione e la connettività delle diverse aree con le altre aree rilevanti per il loro sviluppo; promuovendo una coerenza orizzontale e verticale fra le politiche e sviluppando una nuova governance territoriale".
In secondo luogo, la dimensione territoriale è quella in cui convergono le dimensioni economica, sociale, infrastrutturale, ambientale, paesistica, culturale, che possono/devono trovare una loro coerenza sintetizzabile nel concetto di sostenibilità. La "coesione territoriale" non è altro che la dimensione territoriale della sostenibilità.
La coesione territoriale è stata inclusa nella bozza di Costituzione (articolo 3), come complemento degli obiettivi di coesione economica e sociale dell'Unione.
Il concetto di coesione territoriale va oltre la nozione di coesione economica e sociale, in quanto ne integra e ne potenzia il significato. In termini di misure politiche, l'obiettivo è raggiungere uno sviluppo più equilibrato con il ridurre le disparità esistenti, il prevenire gli squilibri territoriali e rendere più coerenti le politiche settoriali, che hanno un impatto territoriale, e la politica regionale. Altra finalità è migliorare l'integrazione territoriale e la promozione della cooperazione tra regioni.
Per rafforzare la coesione territoriale è necessario applicare il metodo giusto, scegliendo cioè un'impostazione pluridisciplinare o integrata, e individuare i problemi specifici connessi alle diverse situazioni geografiche. Per ottenere buoni risultati occorre quindi elaborare una strategia globale che definisca il contesto degli obiettivi e degli interventi specifici in questo campo.
Il metodo scelto è la pianificazione territoriale, in particolare nel senso che tale metodo ha per la Regione Liguria, nella legislazione vigente e nelle più recenti esperienze di pianificazione regionale. Questo significa procedere attraverso un percorso di conoscenza e definizione di obiettivi mirato alla scelta tra opzioni diverse, alla selezione tra gli elementi di conoscenza e tra fenomeni in atto e in divenire, alla definizione di gerarchie, scale di priorità, tempistiche. Significa arrivare a uno strumento "tecnico" che consenta di decidere, disegnando le strategie per lo sviluppo del territorio regionale, innescando una dinamica tra obiettivi e progetti, più che proporre limiti o prescrizioni.
Il metodo adottato nel Piano Territoriale Regionale (Ptr) porta a riconoscere un ruolo e un obiettivo di sviluppo. Per raggiungere l'obiettivo sono individuate delle strategie che si riferiscono a diversi settori di intervento. Le strategie individuate si riferiscono a una progettualità esistente sul territorio, selezionata in funzione delle opportunità esistenti o potenziali, in funzione delle strategie.
La stessa metodologia della pianificazione prefigura che in fase attuativa si proceda alla realizzazione dei "progetti integrati", ovvero progetti che perseguono l'obiettivo di sviluppo di ciascun ambito territoriale, dando attuazione alle strategie individuate. In questo senso occorre individuare un tema territoriale "forte", di grande valenza strategica e raccogliere intorno d esso tutti quei progetti, pubblici e privati, che sono in grado di creare convergenza di consensi e di risorse, concorrendo alla stessa strategia di sviluppo e di coesione territoriale.
"Benché non esplicitamente menzionato nella strategia, gli obiettivi di Lisbona incorporano implicitamente una dimensione territoriale in quanto rafforzano il capitale territoriale delle città e delle regioni europee nel modo seguente: sfruttando il potenziale endogeno delle singole aree; includendo i valori naturali e culturali; promuovendo l'integrazione e la connettività delle diverse aree con le altre aree rilevanti per il loro sviluppo; promuovendo una coerenza orizzontale e verticale fra le politiche e sviluppando una nuova governance territoriale".
In secondo luogo, la dimensione territoriale è quella in cui convergono le dimensioni economica, sociale, infrastrutturale, ambientale, paesistica, culturale, che possono/devono trovare una loro coerenza sintetizzabile nel concetto di sostenibilità. La "coesione territoriale" non è altro che la dimensione territoriale della sostenibilità.
La coesione territoriale è stata inclusa nella bozza di Costituzione (articolo 3), come complemento degli obiettivi di coesione economica e sociale dell'Unione.
Il concetto di coesione territoriale va oltre la nozione di coesione economica e sociale, in quanto ne integra e ne potenzia il significato. In termini di misure politiche, l'obiettivo è raggiungere uno sviluppo più equilibrato con il ridurre le disparità esistenti, il prevenire gli squilibri territoriali e rendere più coerenti le politiche settoriali, che hanno un impatto territoriale, e la politica regionale. Altra finalità è migliorare l'integrazione territoriale e la promozione della cooperazione tra regioni.
Per rafforzare la coesione territoriale è necessario applicare il metodo giusto, scegliendo cioè un'impostazione pluridisciplinare o integrata, e individuare i problemi specifici connessi alle diverse situazioni geografiche. Per ottenere buoni risultati occorre quindi elaborare una strategia globale che definisca il contesto degli obiettivi e degli interventi specifici in questo campo.
Il metodo scelto è la pianificazione territoriale, in particolare nel senso che tale metodo ha per la Regione Liguria, nella legislazione vigente e nelle più recenti esperienze di pianificazione regionale. Questo significa procedere attraverso un percorso di conoscenza e definizione di obiettivi mirato alla scelta tra opzioni diverse, alla selezione tra gli elementi di conoscenza e tra fenomeni in atto e in divenire, alla definizione di gerarchie, scale di priorità, tempistiche. Significa arrivare a uno strumento "tecnico" che consenta di decidere, disegnando le strategie per lo sviluppo del territorio regionale, innescando una dinamica tra obiettivi e progetti, più che proporre limiti o prescrizioni.
Il metodo adottato nel Piano Territoriale Regionale (Ptr) porta a riconoscere un ruolo e un obiettivo di sviluppo. Per raggiungere l'obiettivo sono individuate delle strategie che si riferiscono a diversi settori di intervento. Le strategie individuate si riferiscono a una progettualità esistente sul territorio, selezionata in funzione delle opportunità esistenti o potenziali, in funzione delle strategie.
La stessa metodologia della pianificazione prefigura che in fase attuativa si proceda alla realizzazione dei "progetti integrati", ovvero progetti che perseguono l'obiettivo di sviluppo di ciascun ambito territoriale, dando attuazione alle strategie individuate. In questo senso occorre individuare un tema territoriale "forte", di grande valenza strategica e raccogliere intorno d esso tutti quei progetti, pubblici e privati, che sono in grado di creare convergenza di consensi e di risorse, concorrendo alla stessa strategia di sviluppo e di coesione territoriale.
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