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altre informazioni sull'archivio regionale

A seguito del trasferimento di competenze dallo Stato e da Enti soppressi, avvenuti con gli undici decreti del 1972 e successivamente con il decreto n. 616 del 1977, Regione Liguria, così come le altre Regioni a statuto ordinario, acquisì la documentazione inerente le materie di competenza previste dalla prima formulazione dell’art. 117 della Costituzione (ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi dipendenti dalla Regione; circoscrizioni comunali; polizia locale urbana e rurale; fiere e mercati; beneficenza pubblica ed assistenza sanitaria ed ospedaliera; istruzione artigiana e professionale e assistenza scolastica; musei e biblioteche di enti locali; urbanistica; turismo ed industria alberghiera; tranvie e linee automobilistiche di interesse regionale; viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse regionale; navigazione e porti lacuali; acque minerali e termali; cave e torbiere; caccia; pesca nelle acque interne; agricoltura e foreste; artigianato). Spesso non furono trasferite solo le carte relative agli affari correnti, ma anche le carte più antiche, che, per motivazioni diverse, non vennero versate agli archivi di Stato, competenti per territorio, come previsto dalla normativa. Questi passaggi avvennero senza la dovuta formalizzazione e di tali conferimenti, in linea di massima, non c'è testimonianza documentaria, pertanto risulta molto difficile ricostruire la storia archivistica dei fondi.

Le leggi di soppressione degli uffici e degli enti pubblici, in alcuni casi, prevedevano il trasferimento alle Regioni oltre che delle funzioni, del personale, delle attrezzature e dei beni immobili. Regione Liguria entrò così in possesso, tra l'altro, dei locali del soppresso Commissariato nazionale della gioventù italiana (ex Gioventù italiana del littorio - Gil) di via Cesarea, a Genova. I fondi dell'edificio furono attrezzati ed adibiti ad archivio ed ospitarono per molti anni la documentazione prodotta dagli uffici regionali accanto agli archivi provenienti da uffici ed enti soppressi, quali, ad esempio, il Genio civile di Genova, la Soprintendenza bibliografica per la Liguria e la Lunigiana e gli uffici della provincia di Genova del Ministero dell'Agricoltura.

Analogamente, nelle altre province, furono acquisiti beni e archivi relativi agli uffici e agli enti soppressi che, in linea di massima, furono collocati nelle sedi di uffici regionali. Solo alla fine degli anni novanta iniziò il recupero della documentazione degli uffici territoriali, per la loro concentrazione nell'archivio di deposito regionale, al fine di impedirne la dispersione e procedere ai necessari interventi archivistici.

Nel 1999, Regione Liguria ha acquisito e attrezzato la nuova sede di via Rigola da adibire ad Archivio di deposito, rispondente ai principi di archivioeconomia e agli obblighi di legge in materia di prevenzione incendi e sicurezza. Nei primi mesi del 2000 iniziò il trasferimento della documentazione dai locali di via Cesarea, dove ormai giaceva in precarie condizioni di conservazione, concluso dopo circa due anni.

Successivamente, a seguito di ulteriori soppressioni di enti e uffici, sono stati acquisiti altri fondi archivistici, quali ad esempio le Aziende di promozione turistica e il Distretto minerario di Carrara per le province di Imperia, Savona, Genova, La Spezia, Lucca, Massa Carrara (documentazione relativa alle province liguri).

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